Ambiente: un Natale ecosostenibile con i consigli dell'ENEA

22/12/2016

22 dicembre 2016

Piccoli accorgimenti per trascorrere le feste di fine anno coniugando risparmio energetico, lotta agli sprechi e buona alimentazione

ENEA Natale sostenibile

Risparmio energetico

Durante le festività natalizie si passa più tempo in casa per incontrare amici e parenti, si utilizzano di più elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche e si consuma più energia: qui di seguito alcune buone pratiche per ridurre fino al 10% i consumi energetici e per risparmiare fino al 40% regalandosi nuovi elettrodomestici e smart utility:

  1. regola la temperatura dell’ambiente in base all’utilizzo degli spazi e al numero delle persone presenti;
  2. arieggia spesso le stanze per garantire un ambiente salubre, bastano pochi minuti per rinnovare l’aria;
  3. mantieni le luci accese solo nelle stanze che utilizzi;
  4. dopo l’uso, spegni gli elettrodomestici dall’interruttore generale, in stand-by continuano a consumare energia elettrica;
  5. utilizza la lavastoviglie solo a pieno carico;
  6. con più tempo a disposizione, ti sarà più facile lasciare l’automobile in garage, usare i mezzi pubblici per spostarti oppure cogliere l’occasione per fare una salutare passeggiata;
  7. se pensi di regalare o regalarti nuovi elettrodomestici e smart utility, potrai risparmiare fino al 40% sui consumi con i modelli più efficienti, quindi occhio alle etichette energetiche;
  8. regalati un cronotermostato ambiente che ti permetterà di programmare il funzionamento dell’impianto di riscaldamento e di consumare solo l’energia necessaria a soddisfare i tuoi bisogni;
  9. acquista rilevatori di presenza (che controllano automaticamente l’accensione e lo spegnimento della luce in base alla presenza di persone all’interno di un ambiente) e prese intelligenti (che misurano il consumo dei dispositivi collegati e ne permettono il controllo remoto attraverso smartphone e PC);
  10. se vai in vacanza, spegni l’impianto di riscaldamento (se hai il cronotermostato puoi inserire la funzione “vacanza” e programmare l’accensione qualche ora prima di rientrare) e stacca tutti i dispositivi collegati alla rete elettrica.

 

    Sprechi alimentari

    Lo spreco totale di cibo in Italia è pari a circa 5,5 milioni di tonnellate/anno[1], in particolare lo spreco lungo tutta la filiera agroalimentare è superiore a 90 kg procapite mentre a livello domestico si valuta uno spreco di circa 42 kg procapite in termini di avanzi non riutilizzati e alimenti scaduti o andati a male. Secondo studi dell'ENEA, di questi 42 kg procapite sprecati, oltre 10 kg sono costituiti da verdure e prodotti ortofrutticoli, per un totale di oltre 1,3 milioni di tonnellate con cui si potrebbero produrre oltre 41 milioni di m3 di biometano - l’equivalente dell’energia necessaria per riscaldare 46mila appartamenti (valore medio per il riscaldamento di un appartamento di 100 mq situato a Roma (880 m3 di biometano) - con un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate di CO2.

    L’ENEA da anni è impegnata nella diffusione di buone pratiche per la riduzione degli sperperi di cibo, per la realizzazione di alimenti meno deperibili e processi di produzione più sostenibili e infine per l’impiego degli scarti alimentari nella produzione di biogas e di compost di qualità. E' proprio da queste attività e dall’esperienza pluriennale dei nostri ricercatori, che abbiamo preso spunto per promuovere alcune buone pratiche per festeggiare il Natale, riducendo gli sprechi e risparmiando denaro ed energia.

    1. Pianifica quanto più possibile il reale quantitativo di cibo che ogni persona può tollerare durante una pasto medio[2];
    2. durante la spesa valuta le scadenze dei vari prodotti che acquisti, pensando a quando li userai, al mancato consumo che si tradurrebbe automaticamente in uno scarto o se sarà possibile reimpiegarlo in seguito;
    3. fai attenzione alle etichette degli alimenti perché riportano informazioni importanti su tecnologie o ingredienti che ci aiutano a limitare lo spreco alimentare: il latte ad esempio oggi viene sottoposto a processi che ne mantengono inalterate tutte le proprietà estendendone notevolmente la shelf life, vale a dire la “vita del prodotto sullo scaffale” (ad esempio la pastorizzazione ESL, Extended Shelf Life, o la microfiltrazione); oppure alcuni prodotti (come biscotti, grissini, fette biscottate) vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili, che ne prevengono l’irrancidimento in modo naturale e sicuro[3];
    4. prediligi quei prodotti che hanno indicato il destino del packaging a fine ciclo. Ridurrai il carico di porzione indifferenziata nella tua immondizia;
    5. valuta se alcune fasi della preparazione delle vivande possono essere posticipate: ad esempio mentre prepari cibi freschi o crudi come insalate o verdure provvedi al condimento solo al momento di servirli, questo ti consentirà di conservarli se non consumati per pasti successivi;
    6. al momento della raccolta degli avanzi valuta la quantità di cibi che realmente puoi consumare nei giorni successivi e invita gli ospiti a portare con se parte di quello che è avanzato specie di quello che è stato più apprezzato. Piccole porzioni saranno più gradite;
    7. utilizza gli avanzi di cucina per creare nuove pietanze;
    8. informati sui programmi di risposta allo spreco alimentare attivi nella tua città, oppure dona il tuo surplus alimentare alle onlus a te vicine che raccolgono gli avanzi di cibo “buono” e redistribuiscono ai meno abbienti[4];
    9. preferisci il biologico, in quanto l’agricoltura biologica contribuisce a consumare meno energia e ad emettere meno CO2 in atmosfera, tagliando i consumi energetici del settore agricoltura e industria alimentare di almeno il 25% rispetto all’agricoltura convenzionale; inoltre, non inquina le falde acquifere perché non utilizza fertilizzanti e fitosanitari di sintesi;
    10. conferisci gli avanzi di cibo e gli shopper in bioplastica biodegradabile e compostabile nella raccolta dell’umido: si trasformeranno in ottimo compost[5].

     

    Buona alimentazione

    Nella classifica dei Paesi con agricoltura più sostenibile, meno sprechi e alimentazione equilibrata[6], l’Italia si colloca solo al sesto posto dopo Francia, Giappone, Canada, Germania e Regno Unito. Anche i dati sulla nutrizione non sono incoraggianti: siamo il terzo Paese nel mondo per eccessiva alimentazione e al secondo posto per obesità e sovrappeso nella fascia d’età 2-18 anni.

    Per un Natale smart dal punto di vista della salute e del benessere è utile arricchire la nostra dieta con i cibi che secondo alcuni recenti studi oltre a mantenerci in forma, sono in grado di prevenire e migliorare il quadro clinico di alcune patologie come veri e propri farmaci. Dall’ENEA, ecco allora alcuni consigli per una dieta “intelligente”.

    1. Frutta e verdura fresche: oltre a vitamine e sali minerali sono ricchi di polifenoli e antiossidanti naturali e sono in grado di contrastare l'invecchiamento e le malattie legate alla senescenza, hanno un'azione positiva a livello cardiovascolare e nella prevenzione contro il cancro[7];
    2. frutti neri (mirtilli e uva nera): contengono il resveratrolo, della famiglia dei polifenoli e sono in grado diminuire gli effetti tossici dell'ambiente[8];
    3. frutta secca, semi di lino e semi oleosi: oltre a tocoferoli e fibre che saziano, contengono gli omega 3, utili a contrastare ipercolesterolemia e artrite[9]; inoltre hanno un notevole effetto antinfiammatorio e anti-degenerativo a livello muscolare;
    4. curcuma: contiene la curcumina un potente antiossidante utile come antinfiammatorio[10];
    5. tè verde: contiene epigallocatechina-3-gallato che è essenziale per un’efficace azione antinvecchiamento[11].

     

    Fonti:

      Int J Mol Sci. 2016 May 19;17(5). pii: E752. doi: 10.3390/ijms17050752.
      Int J Med Sci. 2016 Feb 18;13(3):206-19. doi: 10.7150/ijms.13268.
      Europe Journal of Translational Myology - DOI: 10.4081/ejtm.2016.6033

        Per maggiori informazioni:

        Sul risparmio energetico:

        Antonia Marchetti, ENEA - Unità Tecnica Efficienza Energetica, antonia.marchetti@enea.it

        Sugli sprechi alimentari:

        Daniele Pizzichini, ENEA - Laboratorio Bioprodotti e bioprocessi, daniele.pizzichini@enea.it

        Carlo Alberto Campiotti, ENEA- Unità Tecnica Efficienza Energetica, carloalberto.campiotti@enea.it

        Sulla buona alimentazione:

        Laura Teodori, ENEA - Laboratorio Diagnostiche e Metrologia, laura.teodori@enea.it

         


        [1] Fonti: ISTAT, ENEA e Politecnico Milano

        [2] Per un esempio di porzione media per un pasto ordinario vedi http://www.sinu.it/public/20141111_LARN_porzioni.pdf

        [3] ENEA ha messo a punto processi per la produzione di alcuni di questi prodotti che attualmente sono sul mercato e sono presenti in moltissimi prodotti (http://webtv.enea.it/Members/webtvadmin/videos/phenofarrm-frantoio-polifenoli-acqua-vegetazione.mpg/view)

        [4]http://www.bancoalimentare.it/it http://www.avanzipopolo.it/

        [5]http://webtv.enea.it/Members/webtvadmin/videos/video-energia.mpg/view

        [6] Food Sustainability Index Barilla-Economist, 2016

        [7] studio realizzato da ENEA, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata e il Brander Cancer Research Institute del New York Medical College pubblicato sull’ Int. Journal of Molecular sciences (a)

        [8] secondo uno studio realizzato da ENEA, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata e il Brander Cancer Research Institute del New York Medical College pubblicato sul Int, Journal of Molecular sciences (a), attraverso la modulazione del danno al DNA e la sua riparazione,

        [9] Secondo uno studio condotto da ENEA in collaborazione con le Università di Tor Vergata e Urbino e la Sorbonne di Parigi e pubblicato sull'International Journal of Medical Sciences (b) e sull'European Journal of Translational Myology (c)

        [10] secondo lo studio realizzato da ENEA con il Brander Cancer Research Institute del New York Medical College  (pubblicato sull’Int. Journal of Molecular sciences) (a)

        [11] in base allo studio realizzato da ENEA con il Brander Cancer Research Institute del New York Medical College  (pubblicato sull’Int. Journal of Molecular sciences) (a)

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