Progetto Astro

Presso il Centro Ricerche Casaccia viene condotta un’attività sperimentale per il trattamento della frazione organica dei rifiuti prodotti giornalmente dalla mensa mediante l’utilizzo di una tecnologia innovativa, il “compostatore di comunità”, che muove i primi passi nel contesto nazionale e che si può considerare una tecnica evolutiva del compostaggio domestico.

Questa tecnologia è stata acquisita dall’ENEA nell’ambito Progetto strategico “Ecoinnovazione Sicilia: Per uno sviluppo ecocompatibile del tessuto produttivo e del turismo nella Regione Sicilia e nelle sue Isole minori”. Questo progetto prevede interventi sistemici sul ciclo integrato dei rifiuti ambientalmente sostenibili sulle isole minori. In particolare, sulle isole Egadi è prevista un’attività innovativa di compostaggio di comunità rivolta a qualificare i diversi aspetti legati al processo di recupero e valorizzazione delle frazioni organiche in loco e all’ottimizzazione del sistema integrato di gestione dei rifiuti.

L’attività di autocompostaggio di “comunità” riguarda l’utilizzo di macchine di dimensioni ridotte, adatte al trattamento in loco di frazioni organiche prodotte da piccole comunità quali, ad esempio, condomini, mense, hotel; tali macchine, ancora poco diffuse, si collocano tra il grande impianto e quello domestico (compostiera). In questi piccoli impianti il processo aerobico viene condotto e accelerato, rispetto alle compostiere domestiche,  dal continuo apporto d’aria.

Gli impianti, ancora poco presenti sul mercato e tipicamente di produzione nord europea, possono essere suddivisi in due tipologie: quelli che per muovere il materiale hanno una camera rotante e quelli che fanno uso di bracci meccanici. L’impianto acquisito dall’ENEA per l’Attività Sperimentale del Trattamento dell’Organico (Progetto ASTRO) appartiene a questa seconda categoria.

Vi sono poi impianti dotati di un’unica camera ove si completano i processi e altri che invece sono provvisti di due camere separate, come nell’impianto ASTRO, destinate alla biostabilizzazione e alla successiva maturazione.

L’utilizzo di strutturante è poi fondamentale nel processo di compostaggio per garantire l’aerazione (controllando di conseguenza il grado di umidità) e l’apporto di carbonio (richiesto per un corretto bilanciamento del rapporto C/N) alla massa sottoposta a trattamento biologico aerobico. Nel compostaggio domestico, lo strutturante è costituito semplicemente da sfalci d’erba, trucioli di legno, rametti e cortecce; a livello di grandi impianti sono utilizzate anche cassette in legno, potature derivanti dalla gestione del verde pubblico e/o privato, cippato e sacchetti in carta paglia o in bioblastica utilizzati nella raccolta differenziata.

Nelle macchine per il compostaggio di comunità lo strutturante è fornito essenzialmente dall’apporto di segatura o di pellets, aggiunti automaticamente o manualmente da un operatore, in contemporanea con il conferimento dell’organico.

I tempi di compostaggio dichiarati dai produttori sono dell’ordine di 40 giorni, tempi che sono in corso di  verifica con la sperimentazione nelle diverse configurazioni.

La sperimentazione ENEA, condotta dal Laboratorio “Gestione dei rifiuti” dell’Unità Tecnica “Tecnologie Ambientali”, riguarda le prove con diversi strutturanti, le integrazioni con principi attivi acceleratori di processo e i possibili sistemi di monitoraggio e di gestione avendo cosi modo di verificare l’efficienza delle diverse frazioni organiche nel processo. Questa attività potrà rivelarsi di grande interesse, oltre che gli addetti ai lavori, anche per  le Pubbliche Amministrazioni che dovranno regolamentare l’uso di questi impianti.