Storia del Centro

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Le "vicende storiche" del Centro Ricerche Casaccia sono strettamente legate all’intreccio di eventi di natura scientifica e politica che hanno coinvolto l’ENEA.

Il Centro è il più grande complesso di laboratori ed impianti dell'ENEA e le sue attività riguardano tutti i maggiori temi di interesse dell’Agenzia; è quindi impossibile descrivere la storia della Casaccia come una evoluzione distinta dalla storia dell’ENEA.

1952

Nasce il CNRN (Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari) presso il CNR. Ne fanno parte personalità di rilievo come Amaldi, Ferretti, Ippolito, De Biase e altri. Lo scopo è acquisire e diffondere conoscenze scientifiche sulle applicazioni pacifiche dell’energia nucleare alle scienze biologiche, agricole, alla fisica dei materiali e all’elettronica.

1959

Nasce il Centro di ricerche della Casaccia nei pressi di Roma, su iniziativa del CNRN, al fine di riunire, in un’unica sede, i laboratori ubicati, fino a questo momento, presso l’Università di Roma e altri Enti. Il Centro diventa non solo il cuore della ricerca nucleare applicata in Italia, ma anche il luogo nel quale formare i tecnici italiani a livello europeo nel campo dei reattori nucleari. I primi laboratori ad entrare in funzione sono: il Laboratorio di genetica ed il Laboratorio di elettronica (nella ex vaccheria della Casaccia, vedi foto).Negli anni seguenti sorgeranno gli altri Centri, tra i quali quello di Frascati, di Saluggia, di Trisaia, ecc.

1960

Il Governo italiano cede all’EURATOM il Centro Ricerche di Ispra e, sull’onda del grande entusiasmo seguito alla prima Conferenza sull’uso pacifico dell’energia nucleare, organizzata a Ginevra nel 1955 dall’ONU, il Parlamento trasforma il CNRN in CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare). Il CNEN si organizza come struttura di sviluppo tecnologico in stretto collegamento con l’industria, per la progettazione e realizzazione di impianti nucleari e impianti per il ciclo del combustibile. Gran parte della ricerca tecnologica sviluppata presso il Centro di Ispra viene trasferita nel Centro della Casaccia, che quindi assume un ruolo ancora più rilevante.

1970-1980

Le crisi energetiche che caratterizzano gli anni 70 ed i primi anni 80, rischiano di compromettere gli approvvigionamenti di idrocarburi sul mercato mondiale. Il Governo, per fare fronte a questa nuova sfida per il Paese, vara un nuovo programma per la realizzazione di centrali nucleari per la produzione di energia elettrica: il CNEN è scelto per sviluppare la ricerca e la promozione industriale, fondamentali per il raggiungimento di questo obiettivo strategico nazionale.

1982

Il crescente movimento ambientalista, che si va diffondendo nel Paese, impone una nuova cultura energetica: il CNEN si trasforma in ENEA (Comitato nazionale per la ricerca e lo sviluppo dell’Energia Nucleare e delle Energie Alternative) e si occupa, da quel momento, non più soltanto di energia nucleare ma anche di fonti rinnovabili, uso razionale dell’energia e impatto ambientale.

1987

Dopo il disastro di Chernobyl, si diffonde tra l’opinione pubblica nazionale un sentimento di ostilità e di rifiuto nei confronti dell’energia nucleare: i risultati di tre referendum popolari, pur essendo relativi ad aspetti puramente tecnici del nucleare, sono interpretati dalla grande maggioranza delle forze politiche e dai cittadini, come un netto rifiuto della politica energetica nucleare.

1991

Una nuova legge di riforma trasforma l’Ente, costretto ad abbandonare le sue attività di ricerca sul nucleare, mantenendone l’acronimo, ma modificandone il significato che diventa: Ente per le Nuove tecnologie l’Energia e l’Ambiente, sottolineando la sua nuova mission: la ricerca nel campo delle energie alternative, delle nuove tecnologie e dell’ambiente.

1999/2003

Ulteriori riforme nel 1999 e nel 2003 (dlgs 36/99 e dlgs 257/03) ribadiscono per l' ENEA il ruolo di ente pubblico che opera nei settori dell'energia, dell'ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile del Paese.

2009

Prende avvio, come previsto dall’articolo 37 della Legge n. 99 del 23 luglio 2009, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), finalizzata “alla ricerca e all’innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo economico sostenibile”. Contestualmente, l’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente viene soppresso.