Cenni storici sull'area del Granatello

Il Centro Ricerche ENEA di Portici, progettato dall’architetto Vittorio Gregotti, è situato sul litorale porticese, chiamato Granatello, per le numerose piantagioni di melograno presenti: il litorale è stato trasformato nel corso dei secoli dalle lave vesuviane che, durante le varie eruzioni, hanno raggiunto il mare e si sono inoltrate in esso per centinaia di metri.

LaGranatelloStoria.jpg città di Portici deve il suo momento d’oro alla salita al  trono di Carlo III  di Borbone che decise, nel 1738, di far costruire la “Reggia di Portici”, un palazzo reale per la propria dinastia.

Il re Carlo, ebbe molto a cuore la costruzione della Reggia, incantato dalle bellezze paesaggistiche dei luoghi, ma non ordinò la costruzione di un porto. Per impedire gli attacchi dal mare, fece costruire un fortino “Fortino del Granatello“ realizzato intorno al 1740.

Il suo successore, Ferdinando IV, continuò a soggiornare spesso a Portici, e, nel 1773, pensò di ampliare l’opera paterna facendo costruire un piccolo porto nella marina del Granatello.

Il progetto era ambizioso e prevedeva la costruzione di due moli. Nel febbraio del 1774 iniziarono i lavori che proseguirono fino al 1780.

GranatelloStoria1.jpgIl porto, inizialmente, non ebbe notevole valenza commerciale; dal 1840 iniziò ad essere utilizzato come sbocco di parte della produzione dell’opificio di Pietrarsa.

Alla caduta dei Borboni, il porto fu trasformato in scalo commerciale. Nelle sue adiacenze, furono costruiti depositi e magazzini e la zona assunse ancor più un aspetto industriale.  L’attività mercantile del porto si sviluppò tanto che nel 1910 fu proclamato porto di seconda categoria.

Oggi il litorale appare come un ampio specchio d'acqua dove sostano numerose barche da diporto ed è una “bellezza storica” da rivalutare. A tale proposito, l'amministrazione comunale ha pubblicato un bando per il “Concorso internazionale di idee e progettazione” che consentirà di recuperare il rapporto con il mare e il paesaggio limitrofo deturpato dalla mano dell'uomo.