L'ottimizzazione del sistema

[D] Parte sud dell'edificio in cui sono evidenti i tre sistemi di climatizzazione ad energia solare: in primo piano il banco di collettori ad aria del corpo A, in fondo i camini solari integrati sulla facciata del corpo B e gli shed di copertura dei corpi A e B costituiti da collettori solari continui ad acqua
L'ottimizzazione del funzionamento degli impianti per il riscaldamento invernale, sia dal punto di vista termodinamico che dei costi di produzione dell'energia termica, prevede l'utilizzo delle fonti energetiche secondo la seguente priorità:
  1. utilizzo del calore dell'impianto solare attivo ad aria e accumulo a letto di mattoni per soddisfare il fabbisogno termico del corpo A;
  2. utilizzo del calore prodotto dai camini solari per coprire parte del carico termico del corpo B;
  3. utilizzo dell'energia presente nell'accumulo interstagionale per soddisfare il fabbisogno termico dei corpi B e D;
  4. se non è utilizzabile il calore da fonte solare previsto in 1, 2, 3, si utilizza l'energia fornita dalla pompa di calore utilizzando la più calda delle due sorgenti disponibili (accumulo interstagionale e acqua industriale del CCR) per soddisfare il fabbisogno termico dei corpi B e D, e l'acqua surriscaldata del Centro per il corpo A;
  5. se i due accumuli sono scarichi e la pompa di calore non è in grado di far fronte al fabbisogno (per guasto, manutenzione ecc.) si utilizza temporaneamente il calore fornito dalla rete di acqua surriscaldata del CCR.

 

La climatizzazione del corpo C è comunque garantita dall'acqua del CCR surriscaldata o refrigerata, a secondo delle stagioni.

Nella stagione estiva le fonti energetiche vengono sfruttate per il raffrescamento secondo le seguenti priorità:

  1. circolazione dell'aria esterna fresca nei camini solari durante la notte, con il conseguente raffrescamento delle masse strutturali interne;
  2. sfruttamento della pompa di calore con la temperatura di evaporazione più alta possibile e di condensazione più bassa possibile, compatibilmente con l'esigenza di soddisfare il carico frigorifero e di cedere il calore all'accumulo interstagionale;
  3. cessione del calore di condensazione all'acqua industriale del CCR quando la vasca di accumulo interstagionale non può ricevere calore, oppure la pompa di calore ha raggiunto il limite di temperatura di condensazione oltre il quale la resa frigorifera non soddisfa il carico.