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Inquadramento storico dell’area archeologica di Sinuessa in Campania

I rinvenimenti archeologici nel Comune di Mondragone, in Campania, hanno consentito di stabilire l’importanza dell’area di Sinuessa, località costiera abitata stabilmente fin dall’età del bronzo: nascita, sviluppo e declino di Sinuessa dalla conquista romana ai saccheggi dei Visigoti e dei Vandali

Storia Sinuessa
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di Sergio Cascella - Archeologo - , e Maria Grazia Ruggi d’Aragona - Soprintendenza Archeologia della Campania

DOI 10.12910/EAI2016-055

 

I recenti rinvenimenti archeologici effettuati nel Comune di Mondragone (Caserta), presso Roccia San Sebastiano, attestano che tra 50.000 e 25.000 anni fa, gruppi di uomini di Neanderthal, prima e di Homo sapiens, poi, trovarono ripari stagionali sui monti Petrino e Massico i cui versanti si affacciavano su un paesaggio ricoperto da un fitto manto vegetazionale e caratterizzato da abbondanti riserve idriche costituite dai corsi dei fiumi Garigliano e Savone, le cui foci, lungo le dune costiere, formavano ampi specchi lacustri e paludosi, ricchi di selvaggina.

Ritrovamenti di utensili litici e frammenti ceramici attestano che nel periodo compreso tra l’età del Bronzo e quella arcaica, questi stessi rilievi montuosi furono abitati da gruppi umani la cui facies culturale rientra nel più vasto panorama della Cultura cosiddetta Appenninica.

A cominciare dalla fine del II millennio a.C., questo sostrato di popolazioni autoctone che durante tutta l’età del Bronzo (XVI-IX sec. a.C.) aveva occupato le coste e l’immediato retroterra campano, forse anche con l’apporto culturale di genti allogene, assunse una distinta connotazione culturale che gli storici antichi e moderni identificano con un vero e proprio ethnos.Si tratta di agricoltori Italici, noti con il nome di Ausoni-Aurunci, caratterizzati da una cultura eminentemente pastorale e arcaica che gradualmente occuparono il basso Lazio e la Campania settentrionale …