Le iniziative europee

Per quanto riguarda le tecniche CCS, ci sono aspetti ancora da esplorare e mettere a punto con impianti dimostrativi, perché la tecnologia possa essere pienamente sfruttata e commercializzata. Benché diversi impianti ed esperienze siano stati già realizzate, i Paesi e le imprese che riusciranno a testare e validare tra i primi l’intero processo potranno collocarsi a livello globale quali attori economici privilegiati in un settore che vedrà uno sviluppo notevole nel prossimo futuro.

In Europa, una delle priorità individuate dalle istituzioni UE preposte, è quella di sviluppare una economia low carbon, la cui strategia prevede diversi obiettivi e conseguentemente diversi strumenti. Ci sono gli obiettivi cosiddetti 20-20-20 in campo climatico ed energetico; la messa a punto del sistema dell’Emission Trading, il primo strumento di mercato pensato per ridurre le emissioni di CO2, vincolante per i Paesi europei e recentemente preso a riferimento anche dall’Australia, e obiettivi di lungo periodo (2050).

Lo Strategic Energy Technology Plan (SET Plan) della Commissione europea fissa la strategia comunitaria per lo sviluppo accelerato delle tecnologie energetiche, in un ottica di messa a fattor comune delle risorse e dei rischi connessi allo sviluppo di nuove tecnologie, trovando il giusto equilibrio tra cooperazione e competizione.

Per quanto riguarda le tecnologie CCS, l’Unione Europea ha lanciato due programmi:European CCS Demonstration Project Network e European Industrial Initiative on CCS per la realizzazione di 12 progetti dimostrativi su larga scala in Europa. Gli impianti dimostrativi dovrebbero essere operativi a partire dal 2015.

L’Unione Europea ha anche lanciato il programma European Energy Programme for Recovery (EEPR), all’interno del quale circa 1 miliardo di euro è specificamente assegnato a progetti dimostrativi in Polonia, Germania, Olanda, Spagna, Italia e Gran Bretagna.

Dal punto di vista regolatorio, il documento di riferimento principale è la direttiva UE 2009/31/CE che l’Italia ha recepito con il Decreto Legislativo 162 del 14 settembre 2011, in vigore dal 5 ottobre 2011.

L’intensità dello sforzo economico e politico dell’Unione Europea è commisurato alla necessità di favorire un rapido sviluppo di questa tecnologia. Su questo fronte l’Unione Europea ha avviato ricerche e studi in tutti i Paesi coinvolti, e quelli che seguono sono i link ad alcuni progetti finanziati in sede europea nell’ambito del 6° Programma Quadro.

 

Approfondimenti

Nello Speciale Le tecnologie di Carbon Capture and Storage, si veda l’articolo SET Plan: il contributo italiano alla iniziativa industriale sulle CCS
Sito della Commissione europea, Energy, Technology& Innovation, Set Plan