Continueremo a produrre CO2

La CO2 si produce soprattutto dalla combustione di petrolio, carbone e gas naturale (combustibili fossili). La combustione è il processo alla base della produzione di energia termica e dell’energia elettrica, che è il simbolo del mondo moderno: illumina le abitazioni, fa funzionare le fabbriche e rende vicini i popoli più lontani. Ne abbiamo assolutamente bisogno ma per produrla sosteniamo costi ingenti.

Come si può produrre energia e, in particolare, energia elettrica?

Con il carbone, combustibile fossile già utilizzato ai tempi della prima rivoluzione industriale per produrre energia meccanica attraverso il vapore, ad alta intensità di carbonio.

Con il petrolio, anch’esso combustibile fossile molto più adatto e utilizzato per il trasporto.

Con il gas naturale, il cui uso nelle centrali elettriche è in competizione con quello per il riscaldamento degli ambienti e gli usi diffusi.

Con le fonti (energetiche) rinnovabili: sole, vento, moto ondoso, che non producono CO2 e per la cui affidabilità e continuità di produzione elettrica si stanno studiando sistemi di accumulo efficienti.

Con le biomasse, il cui impatto complessivo sulle emissioni di CO2 è controverso.

Con la fissione nucleare, che non produce CO2.

fumi di scarico da impianti di produzione di energia elettricaCome si evince da dati elaborati da organismi internazionali e da molti organismi scientifici, ciascuna di queste fonti ha un ruolo nella composizione del mix energetico mondiale, non essendo tecnicamente, economicamente e strategicamente possibile o auspicabile affidarsi ad una sola fonte, mantenendo al contempo la sicurezza dell’approvvigionamento, la compatibilità del costo, e quindi l’accesso all’ energia elettrica.

Ai fini della maggior comprensione del problema è bene sapere che, ad oggi, tra le fonti fossili, il carbone genera il 30% dell’elettricità in Europa, il 50% negli USA e il 75% in Cina (40% nel mondo). Il petrolio contribuisce per circa il 5% della produzione mondiale di energia elettrica, il gas per il 23%, con una previsione di aumento nei prossimi anni, dovuta alle riserve recentemente individuate, alla facilità di trasporto e utilizzo, alle crescenti necessità di energia dei paesi in via di sviluppo. Ma la IEA ha stimato una crescita della domanda di energia elettrica nel mondo dell’87% tra il 2007 e il 2035, da 18,8 a circa 35 migliaia di miliardi di chilowattora. Il risultato è che nel prossimo quarto di secolo anche se la percentuale di energia elettrica prodotta con combustibili fossili scendesse di qualche punto percentuale i consumi complessivi di combustibili per tale scopo, con un mercato dell’energia elettrica che si espanderà dell’87%, cresceranno di oltre l’80%. Continueremo, quindi, a produrre CO2 ancora per molto.

 

 

Approfondimenti

Per una disamina dei dati di  produzione elettrica per fonti cfr. pp 30-32 di Il compendio del Rapporto Energia e Ambiente 2009-2010 dell’ENEA.

Per il dibattito sull’impatto della produzione elettrica da biomasse si rimanda a titolo esemplificativo all’articolo EU bioenergy policies increase carbon emissions, says leaked EU study comparso sul sito Euractiv.

Per i trend di emissione di CO2 a livello mondiale si rimanda al Rapporto Trends in global CO2 emissions del Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea con la Netherlands Environmental Assessment Agency