Italia - Meccanismi di incentivazione

Il primo schema di supporto alle fonti energetiche rinnovabili (FER) fu lanciato in Italia nel 1992, includendo negli incentivi tutte le tecnologie FER Elettriche (FER-E), tale schema è del tipo FIT (Feed in Tariff), noto anche come CIP6. Tale normativa conteneva ai fini di incentivazione, la equiparazione delle fonti rinnovabili propriamente dette a quelle assimilate, ovvero a termiche con utilizzo dei reflui. Queste ultime, caratterizzate da potenze e costi impiantistici superiori di diversi ordini di grandezza alle rinnovabili disponibili all’epoca, hanno esaurito velocemente la capienza economica degli incentivi in conto capitale di tali leggi (9 e 10 del 1991 e CIP6 del 1992) ritardando, secondo alcuni analisti, la produzione di vera energia rinnovabile.

Una delle immagini utilizzate per la campagna di incentivazione CIP6

Attualmente l'incentivazione per le fonti di energia rinnovabili in Italia è prevalentemente basata sui seguenti meccanismi: Certificati Verdi (CV) e tariffa omnicomprensiva, Conto Energia, Conto termico, Contributi comunitari, nazionali e regionali.

 

Nel 1999 è stato istituito in Italia un sistema di incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, definito con il nome di Certificati Verdi. Tecnicamente si tratta di titoli scambiabili/negoziabili sul mercato, corrispondenti ad una certa quantità di emissioni di CO2, che vengono conferiti a titolo gratuito dal GSE al gestore di un impianto (alimentato da fonti rinnovabili) che produce energia, emettendo meno CO2 di quanto farebbe un impianto alimentato con fonti fossili.

Si tratta di un meccanismo piuttosto complesso derivante dalle previsioni del Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, il cosiddetto decreto Bersani, con il quale si è imposto l’obbligo agli operatori che immettono in rete più di 100 GWh/anno, che almeno il 2% dell'elettricità provenisse da impianti a fonti rinnovabili entrati in esercizio o ripotenziati, limitatamente alla producibilità aggiuntiva, in data successiva al 1/4/99. (Tale obbligo è stato incrementato dello 0,35% dal 2004 al 2006 e dello 0,75% dal 2007 al 2012 e con la Legge 99/09 è stato trasferito sui soggetti che concludono con Terna contratti di dispacciamento di energia elettrica in prelievo, quindi ai distributori di energia elettrica).

A fronte di questi obblighi posti a carico dei produttori da fonti fossili, sono stati previsti benefici per i produttori da fonti rinnovabili. Così,

  • I produttori da fonti fossili che non riescono a trasformare ogni anno una percentuale della loro produzione da fossile a rinnovabile, devono comperare Certificati Verdi in quantità corrispondente alla quota non trasformata e consegnarla al GSE;
  • ai produttori da fonti rinnovabili viene concesso, ogni anno, un Certificato Verde per ogni MWh prodotto, che essi possono commercializzare, cioè cedere ai produttori da fonti fossili che non hanno raggiunto il risultato richiesto.

 

Questo sistema di incentivazione viene anche definito a quota, il singolo CV è un titolo annuo di valore pari o multiplo di 1 MWh, relativo alla produzione dell’anno di riferimento e viene utilizzato l’anno successivo depositandolo presso il gestore di rete per essere annullato come prova della quota verde da parte dell’operatore che lo deposita. È un certificato al portatore conferito sulla base della generazione elettrica netta per tutte le tecnologie elettriche connesse alla rete di distribuzione dal 1° aprile 1999, che può essere scambiato anche più volte tra privati o collocato sulla Borsa dell’energia. I primi CV negoziabili sono stati quelli emessi relativamente alla produzione 2002.

Secondo l’art. 9 del Decreto MICA dell’11 novembre 1999, “….il prezzo di offerta (del CV), riferito al kWh elettrico, prescinde dalla tipologia della fonte e dell'impianto cui sono associati i certificati, ed è pari al valore determinato in base al costo medio di acquisto, da parte del gestore della rete, … dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, limitatamente ai casi in cui vengono riconosciute le componenti correlate ai maggiori costi della specifica tipologia di impianto come definite al titolo II, comma 3, della deliberazione del Comitato interministeriale prezzi del 29 aprile 1992 e con esclusione degli impianti da fonti assimilate, al netto dei ricavi derivanti dalla cessione dell'energia stessa”.

Il prezzo dei certificati verdi nel 2006 è stato pari a circa 125 €/MWh, valore a cui va aggiunto il prezzo di cessione dell'energia elettrica sul mercato (oltre 70 €/MWh), per un totale di circa 200 €/MWh. Dal 2009 il prezzo del certificato sommato a quello dell'energia elettrica ceduta sul mercato è al massimo 180 €/MWh.

Il sistema dei CV è stato nel tempo modificato principalmente con il "Collegato alla Finanziaria 2008" (D.L. 159/07 come modificato dalla legge di conversione 222/07), dalla Finanziaria stessa (L244/07), dal D.M. 18/12/08, dalla legge 23/7/09 n°99 , dal Dl 20 maggio 2010, n. 72 e infine soppresso dal Dlgs 28/2011.

La Finanziaria 2008 ha introdotto molte modifiche nel meccanismo, applicate un anno più tardi con il Dm rinnovabili (Dm Sviluppo economico 18 dicembre 2008). Le principali interessano la durata dei Certificati Verdi e l’introduzione della Tariffa Onnicomprensiva, e poiché le nuove regole si applicano agli impianti entrati in funzione dopo il 31 dicembre 2007, esistono impianti in Italia supportati con diversi meccanismi e valori incentivanti.

Il decreto del 2008 cerca inoltre di rimediare alla perdita di valore di mercato dei CV, e prevede oltre a un prezzo di riferimento sul quale calcolare l’offerta del GSE, l’obbligo per lo stesso di ritiro dei “certificati in esubero” rispetto agli obblighi in capo ai produttori da fonti fossili e quindi in esubero rispetto alle richieste di mercato.

La legge 23 luglio 2009 n. 99 (Sviluppo, internazionalizzazione delle imprese e energia) stabiliva, all’art. 27 comma 18, che non fossero più i produttori e importatori di elettricità da fonti fossili a subire l’obbligo derivante dal meccanismo dei certificati, bensì i "soggetti che concludono con la società Terna Spa uno o più contratti di dispacciamento di energia elettrica in prelievo". Con ciò trasferendo gli obblighi dai produttori ai distributori di energia e quindi a tutta l’energia venduta.

Il successivo Dl 20 maggio 2010, n. 72, denominato "Misure urgenti per differimento di termini in materia ambientale (...)", contiene all’art. 2 l'abrogazione del nuovo meccanismo previsto dalla legge 99/2009.

L'articolo 45 della manovra finanziaria 2010 (Dl 31 maggio 2010, n. 78) inserisce una limitazione al ritiro dei "certificati in esubero" rispetto agli obblighi.

Infine il Dlgs 28/2011 di recepimento della direttiva europea, e il DM 6 luglio 2012 decretano la fine dei Certificati Verdi per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2012 e la transizione verso nuovi meccanismi di incentivazione.

Alternativa ai Certificati Verdi e riservata a impianti qualificati IAFR (qualifica di impianto alimentato da fonti rinnovabili) di potenza nominale media annua non superiore ad 1 MW, o 0,2 MW per gli impianti eolici, esiste la cosiddetta Tariffa Onnicomprensiva, riconosciuta per un periodo di 15 anni, durante il quale resta fissa, in funzione della quota di energia immessa in rete, per tutti gli impianti (esclusi i fotovoltaici), secondo valori differenziati per fonte, che sono entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012. La tariffa onnicomprensiva è stata introdotta con la Finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244), il D.M. 18/12/08 e regolata dalla legge 23/7/09 n°99, è detta “onnicomprensiva” in quanto il suo valore include una componente incentivante e una componente di valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete, quindi fino allo scadere dei 15 anni per gli operatori che la scelgono, la tariffa costituisce l’unica fonte di remunerazione dell’energia prodotta. L’applicazione della tariffa fissa onnicomprensiva determina un onere per il sistema pari alla differenza tra i costi sostenuti dal GSE per il ritiro dell’energia elettrica, secondo le modalità e i prezzi definiti dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244, e i ricavi ottenuti dal GSE per la rivendita della medesima energia sul mercato.

A partire dal 2013 sono operativi due meccanismi per le FER-E (rinnovabili elettriche) che alimentano la rete di distribuzione (eccetto il fotovoltaico): uno schema FIT per gli impianti fino a 1 MW di potenza e uno schema FIP (Feed in Premium) per impianti con potenza superiore a 1 MW.

L’insieme di provvedimenti sopra descritti, ha comportato un regime di incentivazione differenziato per fonti rinnovabili, per dimensione degli impianti di generazione elettrica, e per data di costruzione o di allacciamento alla rete di distribuzione. In estrema sintesi si può esemplificare come segue:

Alla produzione degli impianti alimentati da fonte rinnovabile entrati in esercizio prima del 2008, che avessero ottenuto la qualifica IAFR (qualifica di impianto alimentato da fonti rinnovabili), viene associato un certificato verde (CV) ogni MWhe/anno prodotto (in caso di nuova costruzione, rifacimento o riattivazione). I CV vengono emessi, ai fini dei riconoscimenti previsti dal Decreto Bersani, per:

  • 8 anni per impianti alimentati da rifiuti non biodegradabili, qualificati ed entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2006 e impianti di cogenerazione abbinata a teleriscaldamento alimentati da fonte non rinnovabile;
  • 12 anni in base all'art. 267 comma 4 lettera D del D.lgs. 152/06, per tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, entrati in esercizio dal 1°aprile 1999 al 31dicembre 2007;
  • 15 anni per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio dal 2008.

Sono riconosciuti ulteriori 4 anni al 60% agli impianti alimentati da biomasse da filiera entrati in funzione prima del 2008 o da rifiuti non biodegradabili entrati in esercizio da febbraio 2004 e dicembre 2006.

Gli impianti a fonte rinnovabile entrati in esercizio dal 2008 a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento, riceveranno per 15 anni CV pari al prodotto della produzione netta di energia elettrica da fonti rinnovabili moltiplicata per un determinato coefficiente, riferito alla tipologia della fonte.

I soli impianti di potenza fino a 1MWe, su richiesta del produttore, possono accedere, in alternativa ai CV, a una tariffa fissa omnicomprensiva (che comprende cioè sia la componente incentivante che l'acquisto dell'energia elettrica) per ogni kWhe prodotto e immesso in rete. Le modalità e le condizioni economiche per il ritiro dell'energia ammessa alla tariffa fissa omnicomprensiva sono contenute nella delibera AEEG ARG/elt 1/09.

Ogni 3 anni potranno essere rivisti, con Decreto Ministeriale, il coefficiente moltiplicativo e la tariffa fissa.

Gli impianti entrati in funzione dopo il 30 giugno 2009 riceveranno CV o tariffa omnicomprensiva solo se non beneficeranno di incentivi pubblici (nazionali, locali o comunitari) in conto energia, conto capitale o conto interessi con capitalizzazione anticipata, assegnati dopo il 31 dicembre 2007.

I soli impianti, di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con aziende agricole, agro-alimentari, di allevamento e forestali, possono cumulare la tariffa fissa omnicomprensiva di 28c€/kWhe con altri incentivi pubblici (nazionali, locali o comunitari) in conto energia, conto capitale o conto interessi con capitalizzazione anticipata, non eccedenti il 40% dell'investimento.

Per quanto riguarda il fotovoltaico sono stati operativi due sistemi di incentivazione: dal 2005 all’agosto 2012 un FIP sulla generazione elettrica lorda; e dall’agosto 2012 un sistema FIT sulla generazione ceduta alla rete, accompagnato da un premio sulla generazione usata in loco (o autoconsumo).

Per quanto riguarda il Conto Energia che è il programma che incentiva in conto esercizio l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici e impianti solari termodinamici connessi alla rete elettrica, ha dal suo esordio visto cinque versioni. Introdotto in Italia nel 2005, con il Decreto Ministeriale del 28 luglio 2005 (Primo Conto Energia) è attualmente regolato dal Decreto Ministeriale del 05 luglio 2012 (Quinto Conto Energia).

In questa ultima versione sono beneficiarie del Conto Energia le persone fisiche, le persone giuridiche, i soggetti pubblici, gli enti non commerciali e i condomini di unità abitative e/o di edifici che installino i seguenti impianti .

 

L’ultimo conto energia ridefinisce le modalità di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, modalità che si applicano decorsi 45 giorni dalla data di raggiungimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi per il fotovoltaico pari a 6 miliardi di euro, e fino a 30 giorni dopo il raggiungimento della soglia di 6,7 miliardi di euro l’anno, trascorsi i quali non si accettano ulteriori domande di contributo. Questa data viene comunicata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas sulla base dei dati forniti dal GSE attraverso il suo contatore fotovoltaico. La soglia è stata raggiunta il 6 giugno 2013 e pertanto, secondo la delibera 250/2013/R/efr dell’AEEG, il V Conto Energia è scaduto il 6 luglio 2013.

C’è poi un Conto Termico che eroga incentivi (introdotti con il decreto legislativo 28/2011 e regolati con il DM 28/12/12) per promuovere interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Gli incentivi sono erogabili a Amministrazioni pubbliche per una spesa annua cumulata di 200 milioni di euro e a persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario,per una spesa annua cumulata pari a 700 milioni di euro. Raggiunti tali impegni di spesa non saranno nel corso dell’anno solare accettate ulteriori domande di sostegno. Questi incentivi si configurano come contributi alle spese sostenute e saranno erogati in rate annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi realizzati.

Esistono poi meccanismi di certificazione volontaria denominati RECS e marchi di qualità. Infatti, oltre al meccanismo dei certificati verdi, legato all'obbligo introdotto dal decreto Bersani, nel 2003 è stato avviato il sistema RECS (Renewable Energy Certificate System), con il decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387 e la Legge 23 agosto 2004 n. 239, sistema che si caratterizza per i seguenti aspetti:

  • la partecipazione volontaria e la possibile remunerazione della vendita del certificato collegata a principi di green pricing e di sensibilità ambientale delle aziende;
  • ogni certificato fa riferimento ad una produzione annua di 1 MWh elettrici, includendo così anche le applicazioni di piccola taglia;
  • il mercato comprendeva i 18 paesi con possibilità di essere ulteriormente esteso.

I RECS in Italia sono rilasciati dal GSE.

 

Approfondimenti

  • Sito GSE
  • Evoluzione del conto energia
  • Conto Termico
    Legge 244/07: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008).
  • Testo coordinato del D.L. 159/07 con la Legge 222/07 di conversione: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale.
  • Legge 296/06: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).
  • Accordo tra il Ministero delle attività produttive e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio della Repubblica italiana e il Ministero dell'economia, del commercio e dell'energia della Repubblica di Albania: modalità di certificazione dell'energia elettrica da fonte rinnovabile e reciprocità dei relativi sistemi di incentivazione basati sul meccanismo di mercato dei certificati verdi.
  • Decreto MAP 5 maggio 2006: Individuazione dei rifiuti e dei combustibili derivati dai rifiuti ammessi a beneficiare del regime giuridico riservato alle fonti rinnovabili.
  • Decreto MAP 2 maggio 2006: Modalità di utilizzo per la produzione di energia elettrica del CDR di qualità elevata (CDR-Q), come definito dall'articolo 183, comma 1, lettera s), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
  • D.lgs. 3 aprile 2006 n. 152: Norme in materia ambientale.
  • Decreto MAP/MATT 24 ottobre 2005: Direttive per la regolamentazione dell’emissione dei certificati verdi alle produzioni di energia di cui all’articolo 1, comma 71, della legge 23 agosto 2004, n. 239.
  • Decreto MAP/MATT 24 ottobre 2005: Aggiornamento delle direttive per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
  • Legge 23 agosto 2004 n. 239: Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia.
  • Decreto Legislativo 29/12/2003: Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità.
  • Decreto MICA/MinAmb 18/03/2002: Modifiche e integrazioni al decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro dell'ambiente, 11 novembre 1999, concernente "direttive per l'attuazione delle norme in materia di energia elettrica da fonti rinnovabili di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'art. 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79".
  • Decreto MICA/MinAmb 11/11/1999: Direttive per l'attuazione delle norme in materia di energia elettrica da fonti rinnovabili di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
  • Decreto Legislativo 16/3/1999 n. 79: Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica.