Un percorso di convergenza nazionale sui progetti Smart City

Dai primi progetti pilota del 2010-2011 a una seconda fase iniziata nel 2014-15 con progetti a scala significativa sono stati fatti molti passi avanti. Oggi è quanto mai necessaria una ristrutturazione dei progetti, delle tecnologie e delle modalità operative al fine di imparare dagli errori per avviare, nel prossimo decennio, veri e propri progetti di rollout

Percorso convergenza
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di Mauro Annunziato, Stefano Pizzuti e Nicoletta Gozo, ENEA

DOI 10.12910/EAI2017-003

 

Dai primi articoli in cui venne proposto l’approccio olistico alla trasformazione della città e l’introduzione dei paradigmi della smart city (vedi SET Plan - Strategic Energy Technology Plan), molto lavoro è stato sviluppato in diverse direzioni per trovare le roadmap ottimali degli interventi progettuali. Possiamo rapidamente riassumere questa breve e intensa esperienza in due fasi. La prima fase, iniziata intorno al 2010-2011, in cui sono stati avviati i primi progetti pilota per lo sviluppo, applicazione e qualificazione in campo di nuove tecnologie, perlopiù sensoristiche e ICT (smart building, info-mobilità, smart grid ecc.). Si trattava soprattutto di esperienze monotematiche il cui scopo era sostanzialmente quello di dimostrare le potenzialità raggiunte da specifiche tecnologie in determinati settori applicativi. La frammentazione delle esperienze, la scala ridotta sia spazialmente (es.: una via, un edificio, una rete ecc.) che temporalmente (1-3 anni) costituivano il limite di tali esperienze. …