L’innovazione sociale, pratiche di rigenerazione urbana in un quartiere di Torino tra intervento pubblico e autoproduzione sociale

Il riuso e la rigenerazione di spazi dismessi sta favorendo la nascita di luoghi polifunzionali, all’interno dei quali convivono pratiche creative e culturali ed iniziative imprenditoriali ad alta innovazione tecnologica

Bruna Felici, ENEA

DOI 10.12910/EAI2018-027

 

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Il vocabolario dello sviluppo urbano ha acquisito negli ultimi anni termini nuovi e più adeguati a descrivere i tratti costanti che accompagnano la trasformazione delle città contemporanee.

Tra questi citiamo cultura, creatività, partecipazione che connotano pratiche spesso geograficamente distanti tra loro a dimostrazione che esiste in comune un grande vitalismo e una connessione del sistema urbano su scala globale anche se, a livello locale, ciascuna esperienza si definisce per specificità strettamente legata al carattere del proprio territorio.

Le città vengono descritte come organismi viventi che funzionano e si adattano all’ambiente al punto che diversi urbanisti parlano di ecosistema o metabolismo urbano. Le città sono considerate al pari di sistemi evolutivi che mutano ed evolvono soprattutto quando sono sottoposti a una forte sollecitazione, com’è avvenuto durante il decennio della prima grande crisi del nuovo millennio. Ne sono testimonianza le tante pratiche di resilienza urbana che si incontrano nei luoghi della frammentazione e del degrado delle periferie; esperienze di trasformazione di spazi invivibili e invisibili che ripartono dalle relazioni sociali, creano opportunità lavorative, sperimentano nuove forme di welfare, propongono multiformi attività culturali con risorse minime. …