Ambiente: da ENEA un metodo per 'trovare' più acqua dolce nelle piccole isole

25/6/2020

E ridurre l’utilizzo di navi cisterna a fronte di picchi turistici

Studio acqua FavignanaUn team di esperti ENEA ha messo a punto una metodologia multidisciplinare che consente di stimare la qualità e la quantità delle potenziali riserve idriche nelle falde delle piccole isole. L’obiettivo è di accrescere la disponibilità di acqua, soprattutto nei periodi di siccità e di forte afflusso turistico e, allo stesso tempo, di ridurre l’utilizzo di navi cisterna. In particolare, è stato studiato il caso dell’isola di Favignana, nell’arcipelago delle Egadi, in Sicilia, dove d’estate si registrano fino a 60mila presenze turistiche giornaliere a fronte di 3.500 residenti stabili. I ricercatori ENEA hanno stimato che le riserve di acqua potenzialmente disponibili  potrebbero soddisfare le esigenze di circa 20 mila persone, calcolando un consumo giornaliero pro capite di oltre 200 litri.

Classi di conducibilità elettrica dell’acqua prelevata dai pozzi analizzati a Favignana.
Classi di conducibilità elettrica dell’acqua prelevata dai pozzi analizzati a Favignana.
Attraverso misure idrogeologiche, analisi chimiche delle acque di falda e il calcolo dei tassi di precipitazione e di evaporazione sono state stimate le possibili riserve e individuate quelle di migliore qualità o, al contrario, quelle più esposte al rischio di salinizzazione per intrusione dell’acqua di mare[1]. “Si tratta in sostanza di un bilancio idrogeologico che, al pari dei bilanci economici, consente di stimare le infiltrazioni, ma anche i consumi e le perdite di acqua, in un contesto, quello di  Favignana, scelto per le sue caratteristiche climatiche, geomorfologiche e la grande affluenza turistica nel periodo estivo”, spiega Sergio Cappucci, uno dei ricercatore ENEA che hanno curato lo studio[2].

Fig. a) Altitudine media della falda freatica dati primaverili;  Fig. b) Altitudine media della falda freatica dati autunnali;  Fig. c) Livello falda freatica tra periodo umido e periodo secco primavera/autunno 2012.
Fig. a) Altitudine media della falda freatica dati primaverili; Fig. b) Altitudine media della falda freatica dati autunnali; Fig. c) Livello falda freatica tra periodo umido e periodo secco primavera/autunno 2012.
“In quest’ottica, la capacità di determinare la quantità di acqua che si infiltra nel sottosuolo alimentando le falde rappresenta un importante valore aggiunto. La metodologia utilizzata è replicabile in altri contesti con benefici di rilievo dal punto di vista sociale, economico e ambientale”, continua Cappucci.

“Le comunità delle isole hanno da sempre utilizzato in modo sostenibile le risorse naturali e nello specifico, l’utilizzo di acqua è stato ottimizzato. Tuttavia, la crescita del turismo ha reso necessario nel tempo un approvvigionamento esterno ricorrendo perlopiù a navi cisterna, dati i costi e le difficoltà tecniche di realizzare dissalatori o condotte sottomarine per portare acqua dolce dalla terraferma”, spiega il ricercatore ENEA Marco Proposito, uno dei co-autori dello studio.  “Le nostre ricerche – prosegue – evidenziano che con l’uso sostenibile di pozzi opportunamente collocati, si potrebbero ampiamente soddisfare i bisogni idrici della popolazione residente nei periodi di siccità, limitando il ricorso alle navi cisterna durante i grandi afflussi di visitatori”.

Vista dall’alto di tipico pozzo di Favignana.
Vista dall’alto di tipico pozzo di Favignana.
Questa attività dell’ENEA si inserisce nel più ampio contesto degli impatti del cambiamento climatico che, soprattutto nel bacino del Mediterraneo, potrà determinare significative variazioni sia delle temperature che delle precipitazioni con rilevanti ripercussioni sulla disponibilità di risorse idriche. Da uno studio pubblicato nel 2018 su Nature Climate Change nell’intera regione del Mediterraneo, le temperature sono mediamente aumentate di 1,4 °C rispetto all’era preindustriale e di 0,4 °C rispetto alle medie globali, con una riduzione delle precipitazioni estive in alcune aree stimata al 10-30%.

Misura in campo dei principali parametri chimico-fisici dell’acqua di falda e prelievo campione.
Misura in campo dei principali parametri chimico-fisici dell’acqua di falda e prelievo campione.

Per maggiori informazioni:

Sergio Cappucci, ENEA - Laboratorio Tecnologie per la Dinamica delle Strutture e la Prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, sergio.cappucci@enea.it

Marco Proposito, ENEA - Laboratorio di Osservazioni e Misure per l’ambiente e il clima, marco.proposito@enea.it



[1] L’acqua piovana, che non evapora e si infiltra nel sottosuolo, ‘galleggia’ al di sopra dell’acqua salata, perché è meno densa e, di conseguenza, spinge e allontana a maggiore profondità le acque meno idonee per essere sfruttate a scopi civili o irrigui.

[2] CAPPUCCI S., DE CASSAN M., GRILLINI M., PROPOSITO M., SCREPANTI A. (2020). Multisource water characterisation for water supply and management strategies on a small Mediterranean Island. Hydrogeology Journal, 1: 1-17. DOI 10.1007/s10040-020-02138-6.