Beni culturali: fisco, 5 per mille all’ENEA per salvare capolavori d’arte con tecniche innovative di biorestauro

6/7/2022

Salvare dal degrado opere d’arte del patrimonio culturale come marmi pregiati, quadri e affreschi grazie allo sviluppo di innovative tecniche di biorestauro. Quest’anno con il 5 per mille sulla dichiarazione dei redditi è possibile contribuire alla ricerca scientifica ENEA nel campo dei beni culturali per lo studio di un pool di batteri, al fine di realizzare prodotti ecologici e a basso costo che consentono anche di preservare al meglio la salute degli operatori e l’integrità delle opere.

I fondi del 5 per mille destinati a queste attività darebbero all’ENEA l’opportunità di sviluppare ulteriormente le tecnologie sperimentali - tutte italiane e messe a punto da un team tutto al femminile – già utilizzate con successo a Firenze sui marmi di Michelangelo nelle Cappelle Medicee e a Roma sugli affreschi della Galleria dei Carracci a Palazzo Farnese e su alcune opere dei Musei Vaticani, della Galleria Nazionale di Arte Moderna e della Casina Farnese.

Per destinare il 5 per mille 2022 al ‘Progetto Biorestauro’ occorre firmare il riquadro per il “finanziamento della ricerca scientifica” sui modelli di dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e indicare il codice fiscale ENEA: 01320740580.

“Il biorestauro è un’attività altamente promettente soprattutto in un Paese come il nostro che possiede un patrimonio artistico unico al mondo e che proprio per questo richiede un impegno conservativo importante” sottolinea il presidente dell’ENEA Gilberto Dialuce. “Diventa quindi fondamentale sostenere la ricerca scientifica anche per allargare il potenziale dei microrganismi nella biopulitura delle opere d’arte, in modo da continuare ad offrire al settore tecnologie e servizi innovativi, sicuri, rispettosi dell’ambiente e delle opere stesse e a costi competitivi” aggiunge Dialuce.

Attualmente la collezione microbica ENEA, della quale fanno parte i batteri utilizzati nelle applicazioni di biopulitura, è composta da circa 1.500 microrganismi, isolati da diverse matrici ambientali ed ecosistemi naturali. Per dare continuità alla ricerca e aprire la strada allo sviluppo e alla commercializzazione di questi prodotti, è necessario sottoporre i ceppi batterici a studi sistematici per approfondire aspetti molecolari, metabolici, genetici e funzionali: dallo studio del range di temperatura, umidità e salinità ottimale per la loro sopravvivenza e funzionalità, all’analisi delle modalità di conservazione, fino all’indagine genetica per la rilevazione di fattori di virulenza e quindi l’esclusione di caratteristiche di patogenicità.

Grazie al 5 per mille, diversi programmi di ricerca ENEA hanno trovato negli ultimi anni fonti di finanziamento aggiuntive grazie alle quali è stato possibile ampliare gli orizzonti di ricerca, dalla lotta al Covid alle tecnologie per la sicurezza degli alimenti, dai vaccini antitumorali alle bioplastiche.