Imprese: un brevetto per calcolare il rischio d’uso delle sostanze chimiche

10/02/2016

11 febbraio 2016

La nuova metodologia brevettata dall’ENEA sarà a vantaggio soprattutto delle PMI nelle cosiddette operazioni di “scaling”, vale a dire nella valutazione del rischio effettivo delle sostanze chimiche rispetto a quanto dichiarato dal fornitore

Da oggi le imprese che utilizzano sostanze chimiche potranno contare su un nuovo strumento per la valutazione del rischio e per l’adempimento degli obblighi relativi al Regolamento REACH, la normativa europea che punta a promuovere la conoscenza dei rischi derivanti dall’utilizzo di sostanze chimiche e a rafforzare la competitività e le capacità innovative dell’industria chimica europea. Si tratta di un nuova metodologia brevettata dall’ENEA per la costruzione di strumenti di calcolo, in grado di supportare le imprese che utilizzano sostanze chimiche nelle operazioni di “scaling”, vale a dire nella valutazione del rischio effettivo finale rispetto a quanto d03brevettoichiarato dal fornitore iniziale. L’iniziativa del brevetto nasce nell’ambito della collaborazione tra ENEA e Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per il supporto tecnico-scientifico al servizio nazionale Helpdesk REACH.

Il Regolamento REACH, fin dalla sua entrata in vigore nel giugno 2007, ha fatto registrare forti criticità e difficoltà operative per le PMI rispetto agli adempimenti degli obblighi previsti dalla normativa. In questo ambito il brevetto ENEA è in grado di sopperire alle carenze di specifiche competenze nelle imprese.

Al momento della vendita un fornitore di sostanze chimiche fornisce anche una “scheda di sicurezza” su cui viene indicata una valutazione del rischio d'uso della sostanza, effettuata secondo parametri propri che tuttavia molto spesso non corrispondono a quelli dell’utilizzatore finale.

Lo “scaling” è proprio quell’insieme di strumenti che permette agli utilizzatori finali di verificare se possano continuare ad utilizzare in sicurezza certe sostanze chimiche, pur in condizioni operative differenti da quelle dichiarate dal fornitore.

Secondo il regolamento REACH, che riguarda la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, l’utente di fronte a queste differenti condizioni d’uso, può trovarsi nella necessità di richiedere al proprio fornitore di rielaborare un nuovo scenario nel quale siano comprese le proprie condizioni d’uso, oppure può cambiare fornitore cercando un altro che abbia elaborato uno scenario di esposizione con le sue stesse condizioni d’uso. In ultima analisi può essere costretto a cambiare sostanza.

Oltre ad essere di supporto alle PMI nella valutazione del rischio nell’utilizzo delle sostanze chimiche e nell’adempimento degli obblighi previsti dal regolamento REACH, il brevetto è utile per le PMI anche nello sviluppo del cosiddetto Chemical Safety Report, il documento di valutazione della sicurezza chimica del rischio nell'utilizzo di una o più sostanze chimiche destinato agli utilizzatori finali.

Nella catena di approvvigionamento, da produttore a utilizzatore finale, lo scenario di esposizione delineato da REACH è la base per la stima quantitativa dell’esposizione, cioè della dose di sostanza chimica a cui sono sottoposti gli esseri umani e l’ambiente e per questo motivo, rappresenta lo strumento prioritario attraverso cui si realizza una parte importante della comunicazione tra produttore e utilizzatore.

 

Per maggiori informazioni:

Roberto Carletti, Centro Ricerche Frascati, roberto.carletti@enea.it

Il brevetto numero 2015000781 è consultabile nella banca dati ENEA ed è disponibile per il licensing