Lead-cooled Fast Reactor (LFR)

In un contesto mondiale che definisce ambiziosi obiettivi di riduzione di emissioni di “gas serra”, che inducono a “decarbonizzare” progressivamente la produzione di energia in generale e quella di energia elettrica in particolare, l’Europa ha ribadito un ruolo fondamentale per l’energia nucleare per un pianeta pulito (vedi anche rapporto di dettaglio). Nell’attuale contesto globale si ritiene che l’energia nucleare da fissione debba avere un ruolo significativo nel mix energetico del nostro continente. Senza entrare nel SCK-CEN.jpgmerito del corrente dibattito circa la “sicurezza” degli impianti attualmente in esercizio e su quelli di prossima costruzione, in una prospettiva di medio-lungo periodo non si può prescindere da un’analisi complessiva del ciclo nucleare focalizzando in particolare le problematiche di migliore efficienza dell’utilizzo del combustibile e di gestione/minimizzazione delle scorie radioattive ad elevata radiotossicità.

L’utilizzo nel medio-lungo termine di sistemi nucleari a spettro veloce unitamente all’adozione di cicli del combustibile “chiusi” che sfruttino in maniera più efficace il materiale fissile sono considerati requisiti fondamentali ed imprescindibili di sostenibilità di questa forma di energia, sia in termini di disponibilità di materie prime sia di gestione dei rifiuti radioattivi.

INL.jpgCicli del combustibile avanzati e utilizzo di sistemi nucleari a spettro veloce critici nonché di tecniche di separazione del combustibile esaurito e trasmutazione degli attinidi permettono:

  • un utilizzo da 50 a 100 volte maggiore del materiale fissile;
  • la minimizzazione dei volumi e dei tempi di decadimento dei rifiuti radioattivi ad alta attività e, più in generale, la drastica riduzione dei requisiti del deposito geologico;
  • una riduzione dei rischi di proliferazione, qualora vengano adottate opportune strategie di riciclo del combustibile che, in ogni punto del ciclo, evitino la separazione del plutonio dagli attinidi minori.

Pertanto, la problematica della chiusura del ciclo del combustibile nucleare e, più in generale, la gestione dei rifiuti radioattivi derivanti dalla produzione industriale di energia elettrica, trova una sua risposta attraverso l’utilizzo di sistemi nucleari a spettro veloce accompagnati dallo sviluppo della tecnologia relativa alla separazione/trasmutazione dei rifiuti radioattivi, risolvendo in prospettiva anche il notevole aggravio per le generazioni future rappresentato dal deposito finale “garantito” per epoche geologiche.

I REATTORI DI IV GENERAZIONE