Agroalimentare: ENEA rafforza la collaborazione con i centri di ricerca dell'America Latina

01/10/2015

1° ottobre 2015

Rafforzare la cooperazione nel settore agroalimentare per stimolare la creazione di un network di Centri di Ricerca italiani, latinoamericani e caraibici e fare massa critica per i bandi Horizon 2020. Se n’è discusso durante un incontro tra Centri di Ricerca di Italia, America Latina e Caraibi, nel settore agroalimentare e forestale, organizzato dall'Istituto Italo-Latino Americano, in collaborazione con ENEA, CNR, Consiglio per la Ricerca Agricola e Analisi di Economia Agraria, Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, Fondazione Edmund Mach e Istituto Agronomico per l'Oltremare.

Tutto ciò nel contesto più ampio delle metodologie più avanzate e innovative per coniugare dimensione economica, sociale e ambientale nello sviluppo sostenibile, nell’alimentazione e nutrizione, nelle produzioni vegetali e animali. In una parola: “Nexus”, l’approccio integrato acqua-energia-cibo.

“ENEA conta su una lunga esperienza di collaborazione con partner latino americani per ricerche sulle fibre animali pregiate, come alpaca e lama, e sulle risorse genetiche delle piante coltivate - ha dichiarato Massimo Iannetta, Direttore della Divisione Biotecnologie dell’ENEA - L'approccio integrato ‘Nexus’ alle tematiche dell'uso di acqua ed energia è essenziale per promuovere la sostenibilità della produzione agricola e rappresenta un terreno ideale per espandere e rafforzare la collaborazione con le istituzioni sorelle dell'America Latina”.

Il convegno è stato un’occasione per presentare alcune soluzioni sostenibili targate ENEA in tema di acqua ed energia per le PMI e legate all’approccio Nexus, già adottate con successo da diverse imprese. Risparmi di energia, riduzione delle emissioni di gas serra e benefici nella gestione delle risorse idriche sono solo alcuni dei benefici che si possono ottenere grazie alla doppia integrazione tra diverse tecnologie rinnovabili a servizio del ciclo produttivo, ma anche alla integrazione tra le rinnovabili stesse e la filiera di produzione del cibo, con un occhio quindi anche alle esigenze di riduzione dell'impronta ambientale della nostra dieta.

Ma nel settore agroalimentare l’ENEA punta anche sul riutilizzo di acque reflue nelle aree rurali e a questo proposito, durante il meeting, sono stati presentati i risultati del progetto “Sustain Water Med”.

Il progetto, che mira a promuovere politiche e pratiche idriche sostenibili, tecnologie a basso costo e a sviluppare competenze nella pianificazione e gestione delle stesse a livello locale e nazionale nel Medio Oriente e NordAfrica, ha portato a risultati importanti.

L’ENEA, impegnata da diversi anni su questo fronte, ha realizzato alcuni impianti pilota presso il Campus universitario della Berzeit University in Palestina e presso la BAU University di Amman in Giordania. Impianti di trattamento e riuso delle acque reflue e meteoriche in scala reale, in sistema di early warning sono stati invece realizzati presso il Police Security Directorate di Amman. Altri impianti, per la qualità dell’acqua irrigua sono stati realizzati in Tunisia e un sistema integrato di gestione dei reflui civili è stato creato presso il villaggio di Ait Idir in Marocco.

Nella sessione organizzata dall'ENEA e coordinata da Andrea Sonnino, i ricercatori di Argentina, Costarica e Cuba e degli istituti italiani hanno presentato le rispettive eccellenze di ricerca e hanno potuto confrontarsi su un palcoscenico internazionale con istituti di Italia, America Latina e Caraibi  sulle rispettive linee di ricerca, su ”Nexus”, su come promuovere sinergie tra i programmi in essere sulle due sponde dell'Atlantico e presentare strategie e strumenti di cooperazione al fine di realizzare progetti congiunti e concordare piani di lavoro comuni.

Per maggiori informazioni:

Andrea Sonnino, Centro Ricerche Casaccia, andrea.sonnino@enea.it
Nicola Colonna (per agroalimentare e PMI), Centro Ricerche Casaccia, nicola.colonna@enea.it
Roberto Farina (per progetto Sustain Water Med), Centro Ricerche Bologna, roberto.farina@enea.it