EXPO: Produzione agricola triplicata ma 800 mln soffrono di denutrizione

09/04/2015

9 aprile 2015

Negli ultimi 50 anni il sistema agricolo globale è riuscito ad aumentare tra le 2,5 e le tre volte la produzione di alimenti.

La disponibilità di cibo è quindi cresciuta da 2189 a 2831 calorie procapite, nonostante la popolazione mondiale sia raddoppiata, raggiungendoi sette miliardi di persone (che diventeranno nove nel 2050). “Tutto ciò metterà a dura prova la capacità dell’agricoltura di sfamare centinaia di milioni di esseri umani – avverte Andrea Sonnino, esperto ENEA e componente della task force UNEP che sta preparando il 6° Global Environmental Outlook – in particolare nei Paesi in via di sviluppo dove vive la stragrande maggioranza delle persone che soffrono la fame, circa il 98% del totale”.

Secondo uno studio presentato da Sonnino in occasione della Giornata di formazione per giornalisti sui temi dell’EXPO, organizzata dall’ENEA con l’Ordine del Lazio, dall’inizio degli anni ‘90, il numero di persone che soffrono la fame è diminuito di 209 milioni, dal 18,6% all’11,3% del totale della popolazione mondiale, e dal 23,2% al 13,5% nei Paesi in via di sviluppo. “L’insicurezza alimentare si è attenuata, ma non è stata eliminata: nonostante la disponibilità di alimenti sia ormai più che sufficiente a sfamare la popolazione globale, quasi 805 milioni di persone - più di una su nove - hanno sofferto di denutrizione cronica nel biennio 2012-2014”, ha sottolineato l’esperto.

La disponibilità teorica media eccede il fabbisogno medio di assunzione di calorie. Purtroppo gli alimenti prodotti sono distribuiti in modo ineguale. Nel contempo, altre fonti di preoccupazione si uniscono a quella della denutrizione: la malnutrizione, sotto forma di deficienze nutrizionali, come per esempio deficienze di iodio, di vitamina A o di ferro, che interessano circa 2 miliardi di persone e la sovralimentazione, che interessa circa 1,4 miliardi di persone considerate in sovrappeso e 500 milioni di obesi. “I problemi nutrizionali sono quindi molteplici e spesso interdipendenti, si sovrappongono in vaste aree geografiche, e creano una sfida che deve essere affrontata in modo integrato”, avverte Sonnino.

Altro elemento di sfida, la progressiva urbanizzazione della popolazione mondiale e l’aumento dei consumi legato al miglioramento delle condizioni economiche che comporta anche una “rivoluzione nei consumi alimentari e nella dieta di milioni di persone”. La combinazione di questi fattori sta innalzando la domanda globale di alimenti a livelli mai raggiunti prima: le previsioni FAO stimano al 60% la crescita globale al 2050, con punte del 100% nei Paesi in via di sviluppo.

Bisogna aumentare la produzione senza impatti ambientali e senza coltivare più terra - sottolinea Sonnino - anche ripensando al ruolo dell’energia in agricoltura in chiave sostenibile”, attraverso la promozione di pratiche di razionalizzazione energetica, incrementando la produttività dell’offerta alimentare, ottimizzando lo sfruttamento delle risorse naturali – acqua, suolo, energia. L’innovazione tecnologica giocherà un ruolo fondamentale per affrontare questa sfida, per limitare la pressione sulle risorse naturali e per intensificare in chiave sostenibile l’agricoltura.

Il sistema produttivo agricolo mondiale riesce a soddisfare la domanda globale di alimenti, ma consuma le risorse naturali su cui si basa – terra, suolo, acqua e biodiversità – ad un ritmo superiore alla loro capacità naturale di rigenerazione e non è quindi sostenibile nel lungo termine”, precisa Sonnino.

È necessario “intervenire sugli sprechi e sulle perdite di filiera, adottando diete proporzionate ai consumi e diminuendo il consumo di prodotti di origine animale e di prodotti agricoli per usi non alimentari, come i biocarburanti”, aggiunge l’esperto. Altre leve sono l’incremento della produttività alimentare, anche ripensando al ruolo dell’energia in agricoltura in chiave sostenibile e di razionalizzazione.

La sfida della sicurezza alimentare - conclude l’analisi - si può affrontare solo agendo sui tre maggiori impatti ambientali dei sistemi produttivi odierni. Proteggere gli ecosistemi minacciati dall’espansione della frontiera agricola, combattere i cambiamenti climatici provocati dal sovrasfruttamento della terra e dall’erosione genetica delle foreste, ridurre i consumi di acqua dolce.

Ciò è possibile solo attraverso l’attuazione di pratiche agricole che consentono di produrre meglio, con meno risorse e attraverso un cambiamento del paradigma produttivo che includa anche i fattori immateriali quali la conoscenza, l’assistenza e l’istruzione. “Per vincere la sfida dell’alimentazione sostenibile è indispensabile l’accesso alle conoscenze e alle tecnologie anche per i piccoli agricoltori e l’organizzazione in associazioni e cooperative ma anche promuovere la parità di genere. Tutte tematiche, queste, che come ENEA stiamo sviluppando e che porteremo all’EXPO di Milano”, conclude Sonnino.

Per maggiori informazioni:

Andrea Sonnino, Unità tecnica Sviluppo Sostenibile ed Innovazione del Sistema agro-alimentare, Centro Ricerche Casaccia andrea.sonnino@enea.it