EXPO: tecnologie nucleari per la sicurezza alimentare e la lotta alle frodi

23/04/2015

23 aprile 2015

Scoprire i tentativi di contraffazione e controllare l’autenticità di un prodotto alimentare utilizzando tecnologie derivate dal nucleare.  E’ uno dei servizi avanzati per le imprese del settore agroalimentare che verrà presentato all’Expo di Milano da ENEA presente con la ‘vertical farm’ nel Future Food District.

La metodologia  è stata messa a punto dai ricercatori del Laboratorio di Tracciabilità del Tecnopolo ENEA di Bologna (www.tracciabilita.enea.it) e consiste nell’analisi dell'impronta lasciata dagli isotopi sui prodotti, sia naturali che trasformati.  
Le tecniche utilizzate sono in particolare quelle della  spettrometria  di massa degli isotopi pesanti per l’identificazione delle frodi riguardanti l’utilizzo di materie prime e processi diversi da quelli dichiarati, ma anche per capire il luogo d’origine dei prodotti e tracciarne il percorso dalla nascita alla messa in commercio.

"Le nostre attività derivano dalla tradizione di ricerca sperimentale in ambito nucleare e vengono applicate in modo assolutamente innovativo  alla sicurezza ambientale ed alimentare, focalizzandosi sulla rilevazione di elementi in traccia" spiega il responsabile del Laboratorio,   Paolo Bartolomei.
"L’impronta isotopica dei prodotti agroalimentari per svelare la loro autenticità di origine è una metodologia che può offrire un contributo importante rispetto ai tentativi di contraffazione dei prodotti di eccellenza del made in Italy, una delle problematiche con le quali il settore dell’agroalimentare è costretto a confrontarsi in misura crescente".
L’analisi di tracciabilità si basa sul fatto che gli isotopi di uno stesso elemento differiscono tra loro per il numero di neutroni contenuti all'interno del nucleo, pur condividendo lo stesso numero di protoni ed elettroni. Dal punto di vista chimico gli isotopi si comportano nello stesso modo e i prodotti sono indistinguibili per quello che riguarda le proprietà organolettiche e nutrizionali, ma è possibile che le concentrazioni relative degli isotopi varino in maniera significativa. Si verifica quindi il fenomeno relativo al fatto che la stessa varietà coltivata in diversi territori presenta differenze nella composizione isotopica in relazione alla temperatura, all’umidità e alla composizione del suolo dell’area geografica di provenienza e sono queste differenze che ci consentono di tracciare i prodotti.

Per maggiori informazioni:

Paolo Bartolomei, Centro Ricerche Bologna, paolo.bartolomei@enea.it