L’ENEA mette l’efficienza energetica al centro della Food Economy

11/06/2015

11 giugno 2015

La riduzione dei consumi di energia fossile e la razionalizzazione dei processi produttivi dell’agrifood passano attraverso l'efficienza energetica, l'innovazione verde ed l'economia circolare. È quanto emerge dal workshop “Food for Sustainability and not just food”, organizzato dall’Agenzia per l’Efficienza Energetica dell’ENEA a Firenze nell’ambito del Forum Internazionale “Sustainability of Well-Being”, inserito tra gli eventi ufficiali di Expo 2015.

Per sostenere le numerose filiere che costituiscono la Food Economy, l’ENEA ha stimato per l’Italia un consumo di energia finale pari a circa 17 Mtep nel 2013, in linea con Spagna, Gran Bretagna, Germania e Olanda. Considerato che a livello europeo il sistema agricolo-alimentare incide sui consumi finali di energia per circa 150 Mtep (su 1.150 Mtep complessivi), l’efficienza energetica riveste un ruolo fondamentale nelle filiere agroindustriali.

Roberto Moneta, responsabile dell’Agenzia per l’Efficienza Energetica dell’ENEA, ha sottolineato come l’efficienza energetica rappresenti l’opzione principale “per sostenere lo sviluppo sostenibile di un sistema agricolo-alimentare. Il meccanismo dei Certificati Bianchi è una delle azioni che l’ENEA, con il GSE e il Ministero dello Sviluppo Economico, ha sviluppato per favorire il passaggio da una economia incentrata sulle energie fossili a un’altra che metta al centro la sostenibilità energetica ed ambientale. Questo per sostenere l’applicazione di tecnologie, sistemi e processi in linea con le policy dell’efficienza energetica in tutti i settori economici”.

"L’efficienza energetica per il sistema agricolo-alimentare - ha dichiarato Carlo Alberto Campiotti, ricercatore ENEA, responsabile del Coordinamento per l’Efficienza Energetica della Filiera Agroindustriale - rappresenta la soluzione per favorire l’avvio di una agroindustria sostenibile basata sull'innovazione energetica, la riduzione delle energie fossili e delle emissioni di CO2 e di altri gas serra attraverso il ‘sequestro del carbonio’, grazie all’azione delle piante e delle radici nel terreno  L’efficienza energetica come key target per sostenere un sistema agroalimentare low carbon nonché come soluzione per declinare in chiave innovativa e sostenibile lo sviluppo tecnologico delle imprese, per ottenere benefici in termini di riduzione dei costi operativi, di aumento della sicurezza e della diversificazione energetica, di creazione di nuove professionalità”.

Per maggiori informazioni:

Carlo Alberto Campiotti, Centro Ricerche Casaccia, carlo.campiotti@enea.it