27 gennaio: una Memoria da conservare e trasmettere

Ricorre oggi 27 gennaio la Giornata della Memoria, istituita dall’assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005 per tenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah, durante la Seconda guerra mondiale.

Molte sono le iniziative che anche quest’anno sono state organizzate in tutta Italia:  eventi , mostre e testimonianze sono stati raccolti in questa pagina iniziative in italia per giornata della memoria - Bing News. Il Ministero dell’Istruzione, tra l’altro,  ha organizzato per il giorno 28 gennaio il “Viaggio diffuso della memoria” in diretta streaming.  Ragazzi ed insegnanti potranno partecipare, o rivedere l’evento , cliccando sul seguente link.

La Giornata della Memoria è oggi un momento di riflessione per tutti, ma è soprattutto un’occasione per gli insegnanti, di qualunque ordine e grado, di avvicinare bambini e ragazzi ad un periodo della storia che sarebbe molto più facile rimuovere dalla memoria, ma che invece deve essere tenuto bene a mente perché, usando le parole di Primo Levi, vittima anch’egli della crudeltà del Nazi-fascismo, “è accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo”.

Si celebra questa giornata per non dimenticare ma anche per sensibilizzare menti ancora giovani, che si stanno plasmando, ma che- come diciamo sempre- sono “più avanti”, alla coscienza dell’altro: non solo degli ebrei, ma di tutti. E capire che quanto è successo non è distante da noi solo perché avvenuto quasi 70 anni fa, ma parte di noi come essere umani, perché ognuno è la bambina col cappottino rosso di Schindler’s list, ma è anche il militare tedesco che spinge uomini, donne e bambini nelle camere a gas e considera gli ebrei- o altre minoranze etniche presenti nei campi di concentramento- “materiale umano” (alle vittime venivano estratti i denti d’oro, confiscato ogni bene, tagliati i capelli e usati per imbottire gli scarponi dei militari per proteggerli dal freddo e persino le ceneri dei loro corpi, bruciati nei forni, erano usate per fertilizzare i campi o venivano stese sulle strade ghiacciate, come si fa oggi col sale).

Per molti e molti anni la vergogna ha coperto la verità su quello che avvenne durante la Seconda guerra mondiale; negli anni 80 sui libri di storia la Seconda guerra mondiale era appena accennata, ma la sensazione che qualcosa di terribile fosse accaduto, era presente. Poi, un po' alla volta, abbiamo conosciuto gli orrori dell’Olocausto attraverso documentari, film, libri e le testimonianze degli scampati allo sterminio, come la senatrice a vita Liliana Segre, e per molto tempo non abbiamo ritenuto possibile che esseri “umani”, esattamente come noi, potessero essere arrivati a tanto. Ma l’Olocausto non è un film dell’orrore che si può dimenticare dopo qualche tempo, l’Olocausto è una realtà che dobbiamo conservare e tramandare per fare in modo che non si ripeta. Perciò, in questo giorno più che in altri, proviamo a costruire nei giovani quel senso di empatia con il dolore dell’altro (di chi, in questo caso, è stato colpito  solo perché parte della comunità ebraica) che sarà empatia anche col dolore del proprio vicino, il compagno di classe, il conoscente che, come gli ebrei, è vittima dell’odio di cui solo l’essere umano è capace.