FOCUS Scuole plastic free: oltre sessanta istituti nella rete di Marevivo

Verona, 19 mag (GEA) - di Miryam Scandola

Borracce al posto di bicchieri e bottiglie di plastica, buone pratiche nei servizi mensa e in quelli di ristoro presenti negli istituti, addio ai distributori che vengono sostituiti da erogatori di acqua potabile a ciclo continuo. L’iniziativa Scuole Plastic Free, promossa nel 2018 da Marevivo, sta portando piccoli grandi cambiamenti in tante scuole italiane. A livello di impatto, Marevivo, associazione che dal 1985 lavora per la tutela del mare e dell’ambiente, con delegazioni presenti in 13 regioni italiane, stima che, grazie al progetto, siano state risparmiate sei milioni di bottiglie di plastica.

“L’iniziativa è nata da un informale monitoraggio sulla spaventosa quantità di plastica impiegata nelle scuole - spiega a GEA Mariella Gattuso responsabile per Marevivo del progetto Scuole Plastic Free -. Tutto è partito dal nostro delegato regionale per la Sicilia di Marevivo, Fabio Galluzzo che, lavorando come professore in una scuola di Favara, in provincia di Agrigento, si è accorto del consumo esagerato di bottigliette di plastica da parte degli studenti che si rifornivano ai distributori automatici”.

Con il coinvolgimento della preside dell’istituto comprensivo Bersagliere Urso di Favara, la rivoluzione plastic free è cominciata. Oggi l’iniziativa è strutturata come un percorso virtuoso che punta a promuovere buone pratiche sostenibili condivise da studenti, insegnanti e personale Ata, affiancandole a costanti attività di sensibilizzazione delle nuove generazioni sulla minaccia rappresentata dall’inquinamento da plastiche e sull’importanza di tutelare l’ambiente e l’ecosistema marino. Gli istituti per aderire alla rete, che oggi conta una sessantina di scuole di ogni ordine e grado tra Nord, Centro Italia e Sud, sono chiamati a firmare l’accordo di rete ‘Scuole Plastic Free per un futuro sostenibile’, che si muove nel quadro delle disposizioni contenute nel nuovo Piano di rigenerazione della scuola, emanato dal ministero dell’Istruzione. Spetta poi al singolo istituto predisporre, con una delibera del consiglio dell’’istituto, una circolare indirizzata agli studenti, al personale scolastico e alle famiglie con le indicazioni sul divieto di utilizzo di plastica monouso e sul rispetto delle good practices condivise (risparmio dei consumi, riutilizzo ove possibile, riciclo corretto, recupero degli oggetti).

Un’educazione ambientale e civica che si nutra prima di tutto di azioni pratiche: questo l’obiettivo della Rete che coinvolge oggi 5mila alunni, dalla materna alle superiori passando per primaria e secondaria, nella difesa della natura promuovendo l’adozione di comportamenti corretti e responsabili, a partire dalla vita scolastica quotidiana. L’effetto generato dall’iniziativa va oltre i banchi di scuola e punta non solo a condizionare lo stile di vita familiare degli studenti e di tutto il personale scolastico ma concorre anche, con il tempo, a contribuire nella ridefinizione del paradigma della domanda e dell’offerta che regola il mercato, rendendolo più sostenibile e responsabile.

“La scuola con il suo ruolo educativo deve essere d’esempio per la società”, afferma Gattuso. Di tempo ce n’è poco, come confermano i dati dell’ultimo dossier del Wwf, in collaborazione con l’Istituto Alfred Wegener. La coda lunga dell’inquinamento da plastica è un problema che impatterà notevolmente sul futuro. Secondo l’organizzazione ambientalista, se la dispersione globale di plastica fosse eliminata oggi, la concentrazione di microplastiche nel 2050 sarebbe comunque doppia rispetto a quella attuale.