NEWS SCUOLA. Messa a Forum Pa: Bene attuazione Pnrr, già impegnati circa 6 mld

(DIRE - Notiziario settimanale Scuola e Formazione) Roma, 20 giu.  - Circa 6 miliardi di euro già impegnati per ricerca e  università. A fare il punto sull'attuazione del Pnrr è stata la  ministra dell'Università e della Ricerca Maria Cristina Messa,  nel corso del suo intervento al Forum Pa.

"Il Pnrr- ha detto Messa- nella sua Missione 4 ha due grandi  obiettivi: lavorare per assicurare un'offerta formativa ottimale  per gli studenti, garantendone il diritto allo studio, e  sostenere il settore 'dalla ricerca al business' che vuole  finanziare e rafforzare la ricerca italiana in vari settori con  l'obiettivo di un impatto immediato sull'industria, sul lavoro,  sull'occupazione".

L'attuazione del Pnrr, ha aggiunto la ministra, "sta andando  bene. Per la parte 'dalla ricerca al business' sono già stati  impegnati almeno 6 miliardi di euro con la formazione di 5 centri  nazionali, 11 ecosistemi dell'innovazione, circa una trentina di  infrastrutture di ricerca. A breve avremo anche i risultati sui  partenariati di ricerca che possono essere circa 14".

La ministra ha poi spiegato: "Il filo conduttore è aver messo  insieme la ricerca accademica con quella degli Enti di ricerca e  dell'industria per dare una svolta innovativa alle grandi  problematiche, come la mobilità sostenibile. In questo modo  possiamo creare una filiera in grado di competere a livello  internazionale e che ci permetta di lavorare insieme agli altri e  di fare massa critica. Non c'è differenza tra ricerca pubblica e  ricerca privata. È una sfida. Una sfida che al momento sta avendo  successo perché il sistema della ricerca italiana si è attivato,  ha presentato delle proposte che sono state valutate da esperti  internazionali con esiti molto positivi".

Per l'offerta formativa Messa ha poi spiegato: "Abbiamo già  distribuito le borse di studio aumentando le indennità  soprattutto per gli studenti fuori sede che hanno delle spese  alte. Ci piacerebbe aiutarli ancora di più soprattutto fornendo  le residenze: ci stiamo lavorando. E abbiamo bandito moltissime  borse di dottorato di ricerca, circa 7.500, che mano a mano gli  Atenei stanno ora assorbendo, facendo proposte di dottorati di  ricerca innovativi".

Diverse le azioni da intraprendere per aumentare le iscrizioni  alle università: "È necessario ridare valore alle competenze. È  un aspetto culturale che è necessario recuperare. È un grande  sforzo di questo Governo. Uno sforzo trasversale che riguarda non  solo l'università. C'è poi un aspetto economico- ha proseguito la  ministra- Occorre garantire il diritto allo studio che vuol dire  non solo lavorare sulle tasse di frequenza quanto sul numero  delle borse di studio per premiare i bravi, i capaci e i  meritevoli. Sono ancora insufficienti nonostante gli sforzi che  stiamo facendo. E poi dobbiamo valorizzare le housing, le  residenze per gli studenti che soprattutto nei corsi di laurea  magistrali si muovono molto facilmente".

E sempre sulle iscrizioni: "Occorre essere attrattivi.  L'attrattività da parte delle università magari può consistere  nel rivedere sia i contenuti che la forma dei propri corsi di  laurea. Noi stiamo cercando di dare alle università la  flessibilità necessaria per farlo. Quest'anno sono partiti quasi  180 corsi di laurea innovativi sulla sostenibilità. Sono corsi  che in modalità diverse vanno tutti incontro alle esigenze dei  ragazzi. Col Governo stiamo per questo lavorando sulla riforma  delle classi di laurea".     L'auspicio della ministra Messa è quello di "migliorare la  qualità delle università. E la qualità migliora molto anche  facendo in modo che i ragazzi frequentino i laboratori, i campus,  le lezioni in piccoli gruppi. Noi stiamo cercando, così come già  avviene all'estero, di ridurre il rapporto tra numero dei docenti  e degli studenti, renderli più vicini in modo che ci siano delle  piccole classi e delle attenzioni anche al singolo studente così  da aiutarli nel percorso. La grande lezione nelle aule è molto  bella. Ma non può essere l'unica modalità didattica. Deve essere  compensata anche da altre misure".