I biocarburanti nella Direttiva sulle energie rinnovabili

La Direttiva sulle energie rinnovabili 2009/28/CE ha fissato un obiettivo per gli Stati membri di almeno il 10% di energia rinnovabile nel settore trasporti entro il 2020. Questo obiettivo deve essere raggiunto da ogni Paese dell’Unione Europea, tenendo presente che i biocarburanti dovranno rispettare specifici criteri di sostenibilità.

Tali criteri sono definiti nell’ambito di questa direttiva e della Direttiva 2009/30/CE che precisa le modalità d’incorporazione. Essa fissa anche al 2020 un obiettivo di riduzione del 10% rispetto al 2010 delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) prodotte nell’intero ciclo di vita di tutti i carburanti.

Solamente i biocarburanti che rispettano questi criteri possono essere contabilizzati negli obiettivi nazionali. Questi criteri comprendono una riduzione obbligatoria delle emissioni di GHG di almeno il 35% rispetto ai carburanti fossili di riferimento, dal 2017 di almeno il 50% e dal 2018 del 60% per i nuovi impianti di produzione di biocarburanti. Inoltre, i biocarburanti non dovranno essere prodotti da terreni con un elevato grado di biodiversità o da terreni con una forte presenza di carbonio o torbiere. Le loro produzioni dovranno anche soddisfare buone condizioni agro-ambientali.

Gli operatori economici coinvolti hanno tre possibilità per dimostrare che sono stati rispettati i criteri di sostenibilità. Un sistema nazionale messo in atto in caso di necessità da ogni Stato membro, un sistema volontario messo in atto dagli operatori economici (la Commissione europea attualmente riconosce 8 sistemi di certificazione volontaria che sono: RSB EU RED, RBSA, RTRS EU RED, Bonsucro EU, 2BSvs, Greenergie, ISCC e Ensus, mentre altri sono in fase di valutazione come RSPO, NTA808/1 e REDcert) e un accordo bilaterale o multilaterale concluso dall’Unione Europea con Paesi terzi. Al 2012i tali accordi non esistevano ancora. Gli operatori che forniscono biocarburanti senza averne verificato la sostenibilità non possono accedere agli incentivi finanziari e questi non possono essere contabilizzati nell’ambito degli obiettivi nazionali.

La Direttiva europea sulle energie rinnovabili è entrata in vigore il 25 giugno del 2009 con un recepimento all’interno della legge nazionale previsto per il 5 dicembre 2010. Tuttavia, come spesso accade, il processo di recepimento della normativa europea nella legislazione nazionale varia da uno Stato membro all’altro.

La verifica del rispetto dei criteri di sostenibilità è già iniziata in Germania (dal 1° gennaio 2011), è iniziata l’anno successivo in Francia, Italia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito, e dovrebbe interessare nel corso del 2013 Spagna, Portogallo e Belgio. In alcuni Paesi come l’Austria la legislazione è ancora in fase di discussione.