Il ruolo dell'Europa

Dal Protocollo di Kyoto del 1997, all’ambizioso percorso di allargamento dell’Unione, le politiche per il clima e quelle per l’energia in sede di Unione europea, si sono sempre più avvicinate sino a coordinarsi totalmente. Il terzo pacchetto europeo Energia per l’Europa: creare un vero mercato e garantire l’approvvigionamento adottato dalla Commissione il 19 settembre 2007, ed il pacchetto per il clima presentato dalla Commissione il 23 gennaio 2008, approvato dal Parlamento europeo nel dicembre dello stesso anno, rappresentano delle tappe inequivocabili del percorso dell’Unione Europea per costruire un mercato energetico unico nell’ottica della sostenibilità. Temi quali la sicurezza degli approvvigionamenti, l’apertura dei mercati, la promozione dell’efficienza energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, la lotta ai cambiamenti climatici fanno parte oggi di un approccio integrato al problema energetico ed ambientale.

L’Europa ha adottato e sperimentato diversi meccanismi di regolazione di mercato centralizzati per la riduzione delle emissioni climalteranti (ETS) o amministrativi con l’introduzione di obiettivi quantitativi vincolanti (proposta di burden sharing e rinnovabili) o l’applicazione di standard minimi (regolamento autovetture).

EU 27 I Paesi (cartina dei 27 Paesi dell’Unione Europea)

La regolazione del settore delle energie rinnovabili è uno dei principali pilastri della politica energetica europea. La Direttiva 2001/77/CE, ancora oggi il più forte strumento legislativo a favore dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nel contesto globale, è stata sostituita da un nuovo testo ancora più significativo e vincolante.

Il 5 giugno 2009 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE.

Nell’articolo 1 si afferma che “la direttiva stabilisce un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili. Fissa obiettivi nazionali obbligatori per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e per la quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. Detta norme relative ai trasferimenti statistici tra gli Stati membri, ai progetti comuni tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative, all’informazione e alla formazione nonché all’accesso alla rete elettrica per l’energia da fonti rinnovabili. Fissa criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi”.

Gli Stati membri hanno dovuto notificare alla Commissione UE entro il 30 giugno 2010 i propri piani d’azione nazionali per le energie rinnovabili sulla base del modello standard adottato (articolo 4) ed entro il 5 dicembre 2010 hanno dovuto mettere “in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla … direttiva”

Questi provvedimenti, noti anche come il 20-20-20, rendendo obbligatorio il contributo delle rinnovabili (20%) sul consumo di energia dei Paesi membri nell’arco di 10 anni, hanno comportato il ricorso a meccanismi di incentivazione per promuovere la loro diffusione.

 

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