Intensità energetica

Il consumo di energia di uno Stato o area geografica è strettamente legato al suo livello di attività economica. Il rapporto tra le due grandezze - Prodotto Interno lordo (PIL) e Consumo Interno Lordo di energia (CIL) è definito intensità energetica ed è un indicatore, seppur grezzo e aggregato, dell’efficienza energetica di una economia. Trattandosi di un rapporto, tanto più basso è il valore dell’intensità energetica tanto più aumenta l’efficienza energetica della economia interessata.

L'intensità energetica è un indicatore fortemente collegato allo sviluppo economico di un paese e l'efficienza energetica non è l'unica variabile che influenza l'intensità: altri fattori, quali i cambiamenti nella struttura economica ed industriale, gli stili di vita e le condizioni climatiche, hanno un impatto sull'andamento di questo indicatore. Quindi una riduzione dell'intensità energetica non sempre e non solo indica un miglioramento dell'efficienza energetica: ad esempio il passaggio da una struttura produttiva ad alto consumo di energia verso una a basso consumo di energia, a parità di condizioni, determina una riduzione dell'intensità energetica che non è associata ad un incremento dell'efficienza energetica.

La struttura economica di un Paese o di un’area gioca, quindi, un ruolo importante nel determinarne la relativa intensità energetica. Si può affermare che le economie post industriali, il cui settore terziario ha un forte peso sul PIL, avranno in linea di principio una intensità energetica considerevolmente più contenuta delle economie caratterizzate da attività tradizionali, con ampio peso dell’industria pesante.

Immagini che esemplificano diversa intensità energetica nel settore agricolo
Molto importante è allora introdurre i concetti di intensità energetica finale, definita dal rapporto tra il consumo finale complessivo e il PIL, e intensità energetica settoriale, definita dal rapporto tra il consumo finale e il Valore Aggiunto del settore, ad eccezione dei settori Trasporti e Residenziale. L'intensità energetica del settore Trasporti è determinata dal rapporto tra consumo finale e il PIL; l'intensità energetica del settore Residenziale è dato dal rapporto tra il consumo finale e la spesa delle famiglie.

Per tutti i Paesi comunque è essenziale disporre di un settore energetico competitivo (dal punto di vista dei costi), affidabile (dal punto di vista della disponibilità di energia) e sostenibile (dal punto di vista degli effetti sull’ambiente e sul clima globale). È per questi motivi che sull’energia si è accesa negli ultimi anni una attenzione particolare legata a un certo numero di fattori, tra i quali: la volatilità dei prezzi del petrolio ( e gas), le interruzioni nella distribuzione di energia con alcuni blackout eclatanti, e una crescente attenzione agli effetti legati al suo uso, con particolare riferimento alle emissioni di gas ad effetto serra.

Per il gruppo dei Paesi del G20 - che rappresenta circa il 90% del PIL mondiale, l’ 80% del commercio mondiale, il 66% della popolazione mondiale e l’84% delle emissioni di gas serra derivanti dall’uso di fonti fossili di energia - i dati prodotti dall’Eurostat ci dicono che l’intensità energetica è diminuita tra il 2000 e il 2009, con punte di recupero di efficienza energetica rilevanti in Russia, India, Usa, e Canada. Ad oggi, le maggiori intensità energetiche si registrano in Russia e Arabia Saudita, le minori in Argentina e Turchia.

 

Approfondimenti

ENEA, Obiettivo Efficienza Energetica, Gli indicatori di efficienza