Italia - Costi degli incentivi

Al momento della redazione di queste note (giugno 2013), i costi annui per le incentivazioni alle fonti rinnovabili elettriche, pubblicati a febbraio 2013, ammontavano a un totale di 10 miliardi e 802 milioni di euro.

Sul sito del GSE, sono presenti, infatti, i contatori relativi agli interventi rientranti nei vari meccanismi di incentivazione, con relativa legenda dei criteri di computazione. I quasi 11 miliardi di euro sono presentati divisi tra gli incentivi per le fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico con un totale annuo di 4,174 miliardi di euro di cui:

  • Contatore CIP 6 pari a 219,5 milioni di euro;
  • Contatore Certificati Verdi pari a 2,630 miliardi di euro;
  • Contatore Tariffa Onnicomprensiva pari a 1,085 miliardi di euro;
  • Contatore Impianti in esercizio DM 6/7/2012 pari a 238 milioni di euro;
  • Contatore Registri e Aste DM 6/7/2012 pari a 219,2 milioni di euro;
  • Contatore Fotovoltaico, che presenta i dati del totale annuo conto energia e che ad aprile 2013 era pari a 6,628 miliardi di euro per un numero complessivo di 514.504 impianti incentivati, per una potenza installata di 17,387 GW, di cui:
    • Primo conto energia Costo annuo 95,158 milioni di euro, numero impianti incentivati 5.726, potenza (GW) 0,163
    • Secondo conto energia Costo annuo 3,270 miliardi di euro, numero impianti 203.765, potenza (GW) 6,791
    • Terzo conto energia Costo annuo 648,892 milioni di euro, numero impianti 38.598, potenza (GW) 0,1566
    • Quarto conto energia Costo annuo 2,458 miliardi di euro, numero impianti 202.634, potenza (GW) 7,55
    • Quinto conto energia Costo annuo 156,031 milioni di euro, numero impianti 63.781 potenza (GW) 1,316

 

L’insieme del valore degli incentivi sono pagati dagli utenti finali di energia elettrica e gas con le componenti tariffarie delle bollette elettriche che vanno sotto il nome di Oneri di Sistema. Gli oneri generali di sistema sono:

  • componente A2: smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, di chiusura del ciclo del combustibile nucleare e attività connesse e conseguenti (attività sotto la responsabilità di Sogin SpA);
  • componente A3: incentivazione della produzione di energia elettrica degli impianti da fonti rinnovabili e assimilate (inclusi gli impianti CIP6/92);
  • componente A4: regimi tariffari speciali (di cui beneficiano anche le Ferrovie dello Stato);
  • componente A5: attività di ricerca e sviluppo finalizzata all’innovazione tecnologica di interesse generale del sistema elettrico;
  • componente AS: adozione di misure di tutela tariffaria per i clienti del settore elettrico in stato di disagio;
  • componente UC4: integrazioni tariffarie alle imprese elettriche minori, principalmente nelle isole, che senza collegamento con il sistema elettrico nazionale presentano costi mediamente più alti di quelli sostenuti per lo stesso servizio nell’area continentale;
  • componente UC7: misure ed interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali;
  • componente MCT: misure di compensazione territoriale a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare, fino al definitivo smantellamento degli impianti.

 

Di tutti gli oneri di sistema, la componente A3 riveste il peso maggiore in termini di gettito ed è insieme a quella per l’incentivazione dell’efficienza energetica, l’unica ad aumentare in termini di peso percentuale sull’insieme degli Oneri di Sistema. (veditabella 11).

Il gettito complessivo degli oneri di sistema elettrico nel 2011 ha raggiunto un livello di circa 7,5 Mld € per una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 45 TWh. Questo dato può essere posto a confronto con la “bolletta elettrica nazionale”, cioè con la spesa complessiva del paese per l’acquisto di energia elettrica che, nello stesso anno, è stata stimata dal Ministero dello Sviluppo Economico in circa 42 Mld € (imposte escluse)(fonte CCSE).

Per il 2012 il gettito complessivo delle incentivazioni dirette alle fonti rinnovabili è stato quantificato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas in circa 9,4 miliardi di euro, di cui 8,7 pagati con la componente A3 della bolletta elettrica, e il resto imputabile ai costi associati ai certificati verdi negoziati (quelli non ritirati dal GSE) e che si riflettono in un aumento dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica. Infine, secondo l’Autorità, “agli 8,7 miliardi di euro a carico della componente tariffaria A3 e derivanti dalle incentivazioni dirette, occorre anche aggiungere quelli attribuibili al ritiro dedicato, allo scambio sul posto e al funzionamento del GSE. Si stima che complessivamente, sommando questi oneri a quelli delle incentivazioni dirette si raggiunga un totale in capo alla componente A3 prossimo a 10,5 miliardi di euro”. Valore superato dal contatore del GSE.

 

 

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