Italia - Le fonti rinnovabili elettriche

Le tabelle 8, 9 e 10 forniscono i dati per l’Italia di potenza installata, produzione lorda e consumo interno lordo di energia e energia elettrica diviso per fonti.

Per quanto concerne la potenza installata nel settore elettrico, un confronto con la tabella 4 offre una misura delle dimensioni del nostro Paese: a fronte dei 2553,28 GW di potenza efficiente lorda disponibile nel 2010 nei paesi OCSE, l’Italia presenta una disponibilità di potenza lorda di 110,29 GW che rappresentano solo lo 0,43% del totale. Il tasso di dipendenza energetica (importazioni nette/consumo interno lordo di energia) si attesta all’81,3% nel 2011 (tabella 1, con una spesa di circa 52 miliardi di euro pari al 3% del PIL dell’anno.

Per quanto riguarda lo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese, si devono sottolineare alcuni dati che sono insieme rappresentazione di dinamicità e di problematicità del nostro sistema energetico. Nel 2008, l’apporto delle rinnovabili (pari a 58,2 GWh) alla produzione lorda di energia elettrica (319,1 GWh) (vedi tabella 8 era pari al 22,9%. Questo rapporto è passato nel 2012 al 31,1% per effetto di una sostanziale modifica dei termini dello stesso: la produzione lorda di energia elettrica è, infatti, passata dai 319,1 GWh del 2008 ai 297,3 GWh del 2012, chiaro segnale della recessione che ha colpito il Paese nei medesimi anni, mentre la produzione da rinnovabili è passata da 58,2 GWh del 2008 ai 92,5GWh del 2012, riflesso di una vivacissima attività di investimento del settore, dettata anche dalla presenza di un forte sistema di incentivazione. Rispetto alla produzione totale di elettricità nel nostro Paese le fonti fossili tradizionali hanno, invece, rappresentato il 72,5% del mix nel 2011.

Gli impianti di piccola e media taglia per produrre energia elettrica (con potenza inferiore a 10 MW) sono raddoppiati in un solo anno, passando da quasi 160.000 nel 2010 a più di 335.000 nel 2011 secondo l’ultimo rapporto dell’Autorità per l’energia (ad oggi sono, secondo i dati del GSE, più di 514000). Questi impianti di cosiddetta generazione distribuita, hanno assicurato nel 2010 circa 29 TWh di elettricità (9,7% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), con un’impennata di oltre 9 TWh rispetto ai dodici mesi precedenti, anno in cui la potenza installata su impianti di generazione distribuita è stata di quasi 18 GW, pari al 14,6% circa della capacità complessivamente disponibile in Italia.

In termini di numero di impianti, il fotovoltaico ha dominato la classifica grazie a più di 330.000 unità (2011), che hanno generato oltre 10 TWh con 12,2 GW di potenza. Seguono i 2.549 sistemi idroelettrici (2,4 GW installati per una produzione pari a 8,6 TWh), e quelli termoelettrici che riguardano varie fonti rinnovabili: biomasse, biogas e bioliquidi, rifiuti solidi urbani, altre fonti non rinnovabili. Il settore termoelettrico “distribuito” ha così fornito 9,5 TWh con quasi 2,7 GW di potenza. Infine l’eolico con 587 impianti per 539 MW di capacità e 0,8 TWh generati. Quindi oltre l’80% dell’energia assicurata dagli impianti di piccole e medie dimensioni era di origine rinnovabile, di cui la fetta maggiore (35,4%) proveniente dal fotovoltaico.

Impianto fotovoltaico di piccola taglia

Con riferimento al solo fotovoltaico, secondo i dati dell’Autorità, dal 2010 al 2011 il numero delle installazioni è quasi raddoppiato, la potenza installata è triplicata e l’energia prodotta è addirittura quintuplicata. Allo stesso tempo, è diminuita dal 38 al 23,6% la quota di elettricità fotovoltaica direttamente consumata in loco. Appare quindi evidente, è il commento dell’Autorità, “che numerosi impianti fotovoltaici sono stati realizzati, anche per effetto degli incentivi molto generosi, per immettere la propria produzione in rete e non per soddisfare i consumi in loco”.

Non vi è dubbio che una spinta fondamentale a questa crescita sia derivata dalla struttura degli incentivi  in vigore nel nostro Paese.

Politiche volte al contenimento delle emissioni e dei consumi spingono non solo ad un rinnovamento del parco di generazione ma anche ad una differente evoluzione del fabbisogno elettrico. L’elaborazione di scenari energetici dell’ENEA suggerisce, negli aspetti di policy, un’evoluzione del CIL elettrico (consumo interno lordo) ad un ritmo più lento rispetto al passato, pari allo 0,85% nel periodo 2010-2030 (vedi figura),

EnergiaRinnovabile.jpg
Fonte: Elaborazione ENEA- dati storici TERNA
portando ad un incremento compreso tra 64 TWh dello scenario Roadmap (+19% rispetto al 2010) e gli 87 TWh di quello di Riferimento (+26% rispetto al 2010).

La Roadmap UE 2050 per il contenimento delle emissioni rende necessaria una forte accelerazione del dispiegamento delle tecnologie low-carbon e quindi investimenti in ricerca e innovazione tecnologica. La strada della decarbonizzazione del settore può procedere di pari passo con quella della diversificazione delle fonti, guidata da una continuazione dei trend di diffusione di un portafoglio di tecnologie rinnovabili. La produzione elettrica da FER, infatti, nel 2030 raggiunge i 145 TWh nello scenario Roadmap.

A fare da traino per il settore rinnovabile il contributo dell’energia prodotta da fonti intermittenti, quali eolico e fotovoltaico, che potrebbe superare i 60 TWh nel 2030 (circa il 18% della produzione totale).

 

 

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