Lo sviluppo delle rinnovabili

Per valutare lo sviluppo delle singole fonti rinnovabili a livello internazionale vi sono barometri realizzati da da EurObserv’ER, di cui l’ENEA cura la versione italiana.

I dati più recenti sulla diffusione internazionale del fotovoltaico ci dicono che nel 2012 la potenza installata a livello mondiale ha superato la soglia dei 100 GWp (dove GWp sta per gigawatt di picco di potenza) con 101 GWp a fine 2012 secondo l’EPIA (European Photovoltaic Industry Association). La nuova potenza connessa nel mondo ha superato i 30 GWp, di cui più della metà in Europa, e corrispondente a circa lo stesso livello d’installazioni dell’anno precedente.
In Europa risulta infatti installata una potenza totale di circa 68,5 GWp, di cui 16,51 GWp nel corso del 2012, ultimo anno di rilevazione. Rispetto ai 22 GWp installati nel 2011 il rallentamento della crescita è stato pari al 25%. La produzione elettrica europea da fotovoltaico è stata pari a 68,1 TWh.

 

Il barometro dell'energia fotovoltaica
Aprile 2013

Per quanto riguarda l’eolico, secondo le prime stime, nel 2012 la potenza installata nel mondo dovrebbe essere di 281,1 GW, corrispondenti a un livello di nuove installazioni di quasi 44,2 GW contro i41 GW del 2011. L’Europa, grazie agli sviluppi degli ultimi anni, dispone ancora del più grande parco eolico al mondo con il 38,8 % del totale ( ma era il 40,6% nel 2011). Tuttavia, pur rappresentando ad oggi oltre un quarto della nuova potenza installata (11,7 GW), potrebbe essere superata dall’Asia e dall’America del Nord che si contendono il primato di investimenti nel settore nel 2012.

Il barometro dell'energia eolica
Febbraio 2013

Per il 2012 l’EWEA (European Wind Energy Association) indica che le nuove installazioni eoliche nell’Unione europea sono state pari a poco più di 11 GW di potenza per un valore compreso tra i 12,8 e i 17,2 miliardi di euro. Le nuove installazioni del 2012 non hanno quindi mostrato il rallentamento atteso dalle condizioni economiche e dalle novità normative e politiche intercorse nell’area UE a partire dal 2011 e ciò è imputabile al ciclo temporale degli investimenti nel settore: infatti le turbine installate nel 2012 sono state autorizzate, finanziate e ordinate prima dell’accentuarsi della crisi che potrebbe disvelare i suoi effetti sul settore nel corso del 2013 e 2014.

L’andamento negativo del mercato solare termico nell’Unione Europea è continuato anche nel 2011, ancorché iniziassero a intravedersi i primi segnali di miglioramento. “Nel 2011 il mercato del solare termico per la produzione di acqua calda e il riscaldamento è sceso solo dell’1,9%. Nell’Unione Europea sono stati installati 3,7 milioni di m2 di collettori solari termici rispetto a poco meno di 3,8 milioni di m2 nel 2010. Tuttavia, il mercato rimane lontano dal livello del 2008 in cui sono stati installati 4,6 milioni di m2. Al 2011 risultano installati collettori per il solare termico pari a 27,5 GWth. A fronte di questo quadro complessivo, i principali mercati all’interno dell’Unione sono molto diversificati. Si è registrato il ritorno alla crescita del mercato tedesco, l’aumento del mercato polacco e la buona tenuta del mercato greco. In calo i mercati spagnolo, italiano, francese, austriaco e ceco. I motivi delle difficoltà del mercato solare termico sono gli stessi dei due anni precedenti. La crisi finanziaria del 2008 e la successiva crisi economica hanno continuato a colpire il settore delle costruzioni, in particolare nel sud Europa, e pertanto anche i provvedimenti normativi intercorsi non avevano ancora avuto un impatto decisivo sui mercati spagnolo, italiano e francese”.

 

Il barometro del solare termico
Maggio 2012

Un altro motivo del rallentamento del settore risiede nel basso prezzo del gas che rende le relative tecnologie d’uso molto competitive anche rispetto al solare termico. La riduzione degli incentivi al solare termico effettuata dalla gran parte dei Paesi europei, motivata da vincoli di bilancio, ha reso ancora più agguerrita la competizione con i sistemi di riscaldamento classici, a eccezione delle caldaie a olio. Infine, la tecnologia solare termica ha dovuto affrontare un’altra esplosione del mercato fotovoltaico, spesso privilegiato dai consumatori in quanto ritenuto molto più remunerativo. Sul piano tecnologico, i collettori piani vetrati rappresentano la maggior parte del mercato con una quota dell’84,3% nel 2011, anche se la quota di mercato dei collettori sottovuoto è salita leggermente (11,7%). I collettori non vetrati, generalmente utilizzati per riscaldare le piscine, rappresentano appena il 4% della nuova superficie istallata.

Tra il 2010 e il 2011 l’incremento dei consumi di biocarburanti nel settore trasporti è stato del 3,1%, corrispondente a 14 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio) consumate nell’anno rispetto a 13,6 milioni di tep nel 2010. Secondo gli analisti, questa dinamica rallentata deriva dalle decisioni in sede di Unione Europea. La direttiva del 2003 puntava a una quota di utilizzo del 5,75% di biocarburanti nel settore trasporti nel 2010. La Direttiva sulle energie rinnovabili 2009/28/CE ha fissato un obiettivo per gli Stati Membri di almeno il 10% di energia rinnovabile nel settore trasporti entro il 2020, aggiungendo però che i biocarburanti dovranno rispettare specifici criteri di sostenibilità (vedi I biocarburanti nella Direttiva sulle energie rinnovabili), pena l’esclusione dagli incentivi e dalla contabilizzazione nazionale. Il cambiamento intercorso ha ovviamente messo in discussione o rallentato progetti di investimento impostati sulla base della precedente normativa.

Questi dati evidenziano altresì che per quanto riguarda le rinnovabili diverse dall’idroelettrico è stata l’Europa a trainare gli investimenti, in particolare a seguito delle scelte operate in sede di Unione per quanto riguarda la lotta al cambiamento climatico (vedi Il ruolo dell’Europa).

 

Approfondimenti

 

I seguenti rapporti presentano le analisi più aggiornate sulle singole fonti rinnovabili. Quanta energia producono, dove e le prospettive di mercato.