Rete attinometrica dell’ENEA

L’ENEA a partire dai primi anni del 2000 ha installato alcune stazioni di misura della radiazione solare in sei località, dando vita alla sua Rete attinometrica, da attinometro dispositivo per determinare il flusso di fotoni, al fine di testare la correttezza dei risultati del proprio modello di previsione e utilizzare i dati per approfondimenti scientifici.

Rete attinometrica ENEA: località in cui sono installate le centraline di acquisizione dei dati

Le località scelte sono siti potenzialmente interessati all’installazione di impianti solari termodinamici (Priolo, dove già ne esiste uno, Montalto di Castro, Specchia e Mereto di Toma in provincia di Udine) e due centri dell’ENEA, per l’accessibilità agli strumenti di misura a fini di ricerca.

Per misurare la radiazione solare diretta viene utilizzato un pireliometro. Questo viene fatto ruotare da un solar tracker, ovvero inseguitore solare. A questo strumento è richiesta una notevole precisione e una estrema affidabilità per limitare al minimo i periodi di non allineamento, nei quali tutte le grandezze misurate sarebbero falsate.  Il puntamento verso il disco solare in ogni momento del giorno è garantito anche in presenza di nubi attraverso la programmazione dell’inseguitore a partire dalle sue coordinate geografiche e dal momento nel quale avviene la misurazione.

Per la misura della radiazione diffusa si utilizza un piranometro il cui principio di funzionamento è del tutto analogo a quello del pireliometro. In questo caso però, dovendo raccogliere la radiazione proveniente da un emisfero, la parte esposta della termopila non è come per il pireliometro posta in fondo a un tubo che seleziona solo la radiazione diretta, ma è posta sulla faccia di un piano rivolta verso il sole. Per misurare la componente diffusa della radiazione è indispensabile che il sensore sia schermato dai raggi provenienti direttamente dal disco solare. Ciò è ottenuto coprendo il disco solare alla vista del piranometro, istante per istante, mediante una sfera metallica di 10 cm di diametro posta a distanza di circa un metro, messa in rotazione dall’inseguitore solare.

Infine la radiazione globale sul piano orizzontale è misurata attraverso un altro piranometro, del tutto identico al precedente, posto anche questo su un piano orizzontale ma senza ostruzioni di sorta, in grado dunque di intercettare tutta la radiazione indipendentemente dalla sua provenienza/direzione.

Inseguitore solare di una stazione della Rete attinometrica ENEAI dati e le previsioni dell’ENEA vanno ben oltre il loro valore scientifico e sono al servizio del Paese per mitigare alcuni problemi relativi allo sfruttamento della fonte solare. Fra questi si segnala l’incertezza della produzione dovuta alle condizioni meteorologiche. Tale incertezza e aleatorietà implica, tra le altre cose, la necessità di predisporre sistemi di accumulo di energia le cui dimensioni e caratteristiche devono essere commisurate agli effettivi bisogni al fine di contenerne i costi. Conoscere i valori di produzione elettrica da fonte solare, e soprattutto poterli prevedere, costituisce un interesse precipuo dei produttori ma anche di tutta la collettività che contribuisce al finanziamento di questa forma di energia elettrica e termica.