La diffusione del solare termico

Per valutare la diffusione di una tecnologia nel mercato si deve guardare alla sua convenienza economica. La competitività di un impianto solare termico, si misura rispetto al costo opportunità dello stesso prodotto, in questo caso acqua calda sanitaria, ottenuto con sistemi diversi (boiler elettrici e caldaie a gas). Tale costo è determinato dal valore dell’impianto e dalla sua produttività. In uno studio condotto dall’ENEA e recentemente pubblicato dal Gruppo24 ore, si afferma che la produttività energetica di un impianto solare oscilla tra i 600 e gli 800 kWh per m2 a seconda del collettore utilizzato e a seconda della localizzazione dell’impianto (in forza della radiazione solare media). Per quanto riguarda il costo di un impianto di produzione di acqua calda sanitaria, esso dipende dalle dimensioni dell’impianto (quantità producibile) e dalla presenza o meno di sistemi di integrazione e dalla loro tipologia (a metano, elettrici, a gasolio). Nel caso di impianti ad uso domestico è stato stimato un costo compreso tra 800 e 1200 euro a m2. Come per qualsiasi impianto ci sono riduzioni significative per le economie di scala al crescere della dimensione dell’impianto.

Ai prezzi 2012 di gas ed elettricità, il risparmio ottenibile per una produzione di 700 kWh termici (annui per m2 di collettore) è di circa 60-70 euro nel caso di sostituzione di una caldaia a gas e di circa 130-140 euro nel caso di sostituzione di boiler elettrici. Il che comporta un tempo di ammortamento dell’impianto di 6/7 anni nel caso di sostituzione di un boiler elettrico e di 13/14 nel caso di sostituzione di una caldaia a gas.

Quando i dati finanziari non sono particolarmente favorevoli alla diffusione spontanea di una tecnologia, le autorità di governo hanno fondamentalmente due strumenti a disposizione: gli incentivi e gli obblighi di legge. Nel caso dell’Italia sono stati messi in opera entrambi.

Questi impianti hanno infatti goduto di diversi regimi di defiscalizzazione: del 36% prima e del 55% aumentato al 65%, incentivo garantito anche per il 2014, più che dimezzando i tempi di ammortamento dell’impianto, attraverso lo sconto fiscale previsto. Per le pompe di calore l’incentivo è previsto nel caso di sostituzione dell’impianto e non nel caso di integrazione di uno esistente alimentato da fonti fossili.

In Italia, inoltre, il decreto legislativo 311 del 2006 ha imposto l'obbligo di installare sistemi a fonti rinnovabili capaci di soddisfare almeno il 50% del bisogno di acqua calda sanitaria. Fino a marzo 2011 in mancanza dei decreti attuativi del suddetto D.lgs., l'obbligo è stato in vigore solo nelle regioni e negli enti locali che lo hanno introdotto autonomamente nei loro regolamenti: Lombardia, Emilia Romagna, Trentino, Liguria, Umbria, Lazio, Piemonte e circa 300 Comuni.

Con il decreto sulle rinnovabili, approvato il 3 marzo 2011, l'obbligo del 2006 ha trovato attuazione a livello nazionale. L'allegato 3 al provvedimento specifica che, nel caso di edifici nuovi o edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, "gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento":

  • il 20% quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013
  • il 35% quando la richiesta è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016
  • il 50% quando la richiesta è rilasciata dal 1° gennaio 2017.

 

Inoltre, sempre nell’ottica della promozione di tecnologie efficienti, e per rimuovere gli ostacoli di natura tariffaria, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas con delibera 607/2013/R/eel del 19 dicembre, tra le altre cose ha stabilito l’introduzione della tariffa elettrica D1 applicabile, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore. A partire da luglio 2014 si prevede una fase sperimentale che si concluderà con la fine dell’attuale periodo regolatorio nel 2015.