Energia da rinnovabili in aree da riqualificare: l’ENEA avvia un confronto con le amministrazioni locali dell’Emilia-Romagna

19 marzo 2013

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Con il convegno “Trasformare le aree marginali in risorsa economica sostenibile per le comunità locali”, organizzato dall’ENEA, in collaborazione con il Comune di Bologna, ha preso avvio un confronto con le amministrazioni locali dell’Emilia-Romagna sull’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile in aree da riqualificare.

L’evento è stato organizzato a Bologna nell’ambito del progetto europeo M2RES, che ha l’obiettivo di promuovere la riqualificazione di aree marginali, come discariche, cave a cielo aperto, miniere, ex aree militari o siti contaminati, attraverso programmi di investimento per l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile.

Ai lavori sono intervenuti responsabili del settore energia della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, che hanno illustrato le misure in grado di impedire l'uso indiscriminato di suolo pubblico e privato e le politiche a supporto della diffusione delle energie rinnovabili. Sono state poi presentate una serie di esperienze di successo con soluzioni energetiche in grado di coniugare rispetto per l'ambiente, corretto sfruttamento del territorio, vantaggi economici e sociali per le amministrazioni e le comunità locali.

Nei prossimi mesi ENEA proporrà alle Amministrazioni provinciali e comunali dell’Emilia-Romagna un pacchetto informativo/formativo in grado di far cogliere le opportunità e sciogliere i nodi tecnici, burocratici ed economici per lo sviluppo di soluzioni praticabili e remunerative in questo settore. Inoltre, l’ENEA darà assistenza per la realizzazione di studi di fattibilità e per la messa in cantiere di alcuni casi pilota.

Cofinanziato dall’Unione Europea, il progetto M2RES vede il coinvolgimento di Agenzie nazionali e regionali per l'energia, Centri di ricerca, Camere di commercio e banche in rappresentanza di paesi già membri dell’Unione Europea (Italia, Slovenia, Grecia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Austria) e di paesi impegnati nella fase di pre-adesione (Montenegro, Serbia ed Albania). Attraverso partenariati pubblico-privati, il progetto prevede l’elaborazione di 40 programmi di investimento, tra i quali ne saranno scelti 10 da realizzare insieme alle  amministrazioni pubbliche competenti.

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