GEO5 Unep: rivedere la governance ambientale per affrontare il XXI secolo

23 febbraio 2012

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Il 20 febbraio scorso, nel corso della 12esima sessione speciale del Governing Council/Global Ministerial Environment Forum di Nairobi, l'UNEP ha presentato il Rapporto GEO-5 sulla revisione della governance ambientale mondiale per raccogliere le sfide e le questioni urgenti del XXI secolo.

Il Rapporto, destinato ai policy maker, sottolinea che se da un lato la comunità scientifica è attiva sul fronte della valutazione delle minacce emergenti e della ricerca di soluzioni innovative, dall’altro necessita di un sostegno maggiore da parte delle strutture e delle politiche internazionali se vuole ottenere progressi effettivi in tema di sostenibilità.

Geo.jpgI 22 esponenti della comunità scientifica internazionale che hanno redatto il Rapporto hanno selezionato una lista preliminare di 21 problemi emergenti, concludendo che il problema principale del pianeta è l'allineamento della governance alle sfide dello sviluppo sostenibile mondiale e che l'attuale sistema di governance ambientale internazionale viene percepito dalla grande maggioranza come inadatto ad affrontare i rischi e cogliere le opportunità del XXI secolo.

Più in particolare, i problemi individuati possono essere raggruppati in cinque categorie:

1) problemi trasversali, quali la governance dei processi di sostenibilità globale, le capacità dei sistemi umani di procedere verso la green economy, l’integrazione tra scienza e azione politica, le nuove sfide dell'umanità poste dai cambiamenti ambientali globali

2) problemi legati a alimentazione, biodiversità e uso del suolo, quali la sicurezza alimentare, la lotta contro la perdita di biodiversità, l'urbanizzazione e gli insediamenti umani, la speculazione sull'accaparramento dei suoli;

3) problemi relativi all'acqua e al mare, quali l'uso sostenibile delle risorse idriche, delle risorse marine, la protezione degli ecosistemi acquatici delle acque interne e marine;

4) problemi sui cambiamenti climatici, quali la riduzione delle emissioni di gas serra e la prevenzione dei maggiori rischi indotti dai cambiamenti del clima, la prevenzione delle conseguenze negative degli eventi climatici estremi e della ritirata dei ghiacciai;

5) problemi riguardanti l'energia e i rifiuti, quali l'uso di fonti energetiche rinnovabili, la riduzione dei rischi industriali e chimici, l'utilizzo efficiente delle risorse naturali ed in particolare delle minerarie e delle risorse naturali strategiche, i rifiuti, ma in particolare i rifiuti radioattivi e il decommissioning nucleare.

Il Rapporto raccomanda ai decisori politici di rivedere le loro politiche di sviluppo in modo tale che siano coordinate e coerenti a livello mondiale verso l'obiettivo della sostenibilità, disincentivando azioni e pratiche insostenibili, promuovendo l'innovazione tecnologica, l'accesso alle informazioni e la formazione, favorendo nel contempo la cooperazione tra pubblico e privato e tra paesi ricchi e poveri.

Il Rapporto definitivo sarà ufficialmente lanciato il 6 giugno 2012 in Brasile in occasione della Conferenza Rio+20, ed è redatto da 400 scienziati provenienti da tutti i paesi ONU in un lavoro di gruppo iniziato già da 8 mesi.

 

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