Giornata di prevenzione degli sprechi alimentari per aumentare la consapevolezza dei consumatori

13 febbraio 2014

Con le nuove tecnologie ENEA è possibile ottenere risorse preziose anche dai prodotti di scarto

In occasione della prima giornata  di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, indetta il 5 febbraio dal Ministero dell’Ambiente, è stato presentato il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e per una maggiore efficienza nell'impiego delle risorse, denominato PinPas, di cui l’Italia si doterà nei prossimi mesi, nel rispetto delle raccomandazioni della Commissione Europea. Il Pinpas è stato inserito nell’ambito del Piano Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti ed è volto a produrre soluzioni concrete ed efficaci sul fronte della riduzione  della quantità di cibo che finisce tra i “rifiuti”.

Tra le prime misure previste dal PinPas ci sono: l’elaborazione di un piano di comunicazione finalizzato a sensibilizzare i cittadini italiani sul tema dello spreco alimentare e la definizione di obiettivi di riduzione dello spreco per ogni anello della filiera agroalimentare.

L’adozione del PinPas permetterà al nostro Paese di avere tutte le carte in regola in vista dell’Expo 2015.

Secondo la fotografia che emerge dal Rapporto sullo spreco domestico 2013 elaborato da Waste Watcher (l’Osservatorio di Last Minute Market con Swg e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna), ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana. Con le misure previste nel PinPas il risparmio complessivo possibile ammonterebbe a circa 8,7 miliardi di euro.

Secondo i monitoraggi di Last Minute Market, inoltre, in un anno si potrebbero recuperare in Italia 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall’industria agro-alimentare e più di 300mila tonnellate dalla distribuzione.

E’ inoltre importante promuovere una cultura del riciclo e delle nuove tecnologie per ottenere risorse dai prodotti di scarto. In tale ambito, l’ENEA ha sviluppato un brevetto per la trasformazione delle acque di scarto della lavorazione delle olive nei frantoi, conosciute come acque di vegetazione, il cui smaltimento costituisce un problema ambientale. I prodotti che si ottengono grazie alla tecnologia ENEA, sono utilizzati per la conservazione degli alimenti, e come antiossidanti ricchi di polifenoli per la salute dell’uomo. Questa ricerca ha consentito la nascita di due spin off, e questa tecnologia viene ormai applicata da qualche anno anche in diversi paesi del Mediterraneo produttori di olio.

 

A cura di UCREL-MEDIA

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