L’ENEA fa il punto sulla tracciabilità dei prodotti alimentari alla "Settimana del Buon Vivere"

9 ottobre 2013

La tracciabilità alimentare è il tema scelto dall’ENEA per partecipare alla Settimana del Buon Vivere di Forlì-Cesena, manifestazione incentrata su  un nuovo modello di benessere equo e sostenibile.

“Dimmi da dove vieni e ti dirò cosa mangi" è il titolo dell’iniziativa voluta dall’ENEA, in collaborazione con Legacoop, per far confrontare il mondo della ricerca e quello delle imprese sullo sviluppo di tecniche scientifiche di tracciabilità analitica in grado di attestare l’origine dei prodotti alimentari e di dare le giuste risposte alle necessità delle filiere agroalimentari italiane. D’altro canto negli ultimi anni è fortemente aumentata la sensibilità verso la qualità del cibo e  l’attenzione del consumatore alle cosiddette “etichette” che permettono una migliore conoscenza del prodotto.

La qualità dichiarata nelle etichette può essere verificata da laboratori di ricerca specializzati, attraverso misure di tracciabilità analitica: ad esempio mediante l’analisi dei radioisotopi presenti in tutti gli organismi viventi e nel suolo, attraverso le tecniche della spettrometria di massa.

In questo ambito di ricerca, l’ENEA, con il suo Laboratorio di Tracciabilità, specializzato nell’analisi isotopica e avvalendosi di una strumentazione all’avanguardia e unica a livello nazionale, ha messo a punto una struttura in grado di soddisfare le più diverse esigenze relative alla tracciabilità di materiali e processi offrendo, nel contempo un valido supporto per tutte le attività produttive e di controllo che necessitano di identificare l’origine di un prodotto, la sua natura, i processi che lo hanno coinvolto e le eventuali adulterazioni e sofisticazioni a cui può essere stato sottoposto.

L’ENEA si propone come elemento coordinatore di una rete nazionale di laboratori, che si occupano di queste tecnologie, e di alcune aziende, possibili utilizzatrici finali, facenti parte dell’industria agroalimentare. La rete di laboratori si dovrà occupare della messa a punto e standardizzazione delle tecniche analitiche, della definizione dei protocolli di campionamento, della definizione di una metodologia di redazione delle mappe isotopiche di origine dei prodotti, dell’interazione con le varie università per la redazione di norme, il tutto per arrivare allo scopo finale rappresentato da un sistema di certificazione dell’origine dei prodotti agro-alimentari che permetta la valorizzazione dei prodotti stessi e il contrasto delle frodi.

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