L’ENEA mette a disposizione le proprie competenze sul monitoraggio della radioattività ambientale per lo svolgimento di un’esercitazione con sistemi di rilevazione montati su elicotteri

3 ottobre 2013

L’esercitazione svolta nell’ambito delle verifiche previste dal Trattato per la messa a bando degli esperimenti nucleari

 

Il Trattato sulla Messa al Bando Totale degli Esperimenti Nucleari (CTBT) tra i principali accordi internazionali di non proliferazione e disarmo, ha lo scopo di individuare, tramite una rete che comprende 321 stazioni di monitoraggio e 16 laboratori, livelli anomali di radioattività dovuti a eventuali esperimenti  nucleari.

Il Trattato prevede, fra i suoi sistemi di verifica, la possibilità di condurre un’ispezione sul territorio di uno degli stati aderenti. Tra le tecniche previste rientra il monitoraggio della radioattività ambientale tramite l’utilizzo di sistemi montati su aeromobili.

In questo ambito, in preparazione all’evento internazionale Integrated Field Exercise, IFE14, che si terrà nel 2014 in Giordania e che simulerà un’intera ispezione da parte di un team di ispettori provenienti da tutto il mondo, è stata organizzata in Italia un’esercitazione sulle tecniche di monitoraggio geofisico e radiometrico su elicotteri per individuare eventuali livelli anomali di radioattività.

L’ENEA, nell’ambito delle attività di supporto tecnico-scientifico al Ministero degli Affari Esteri, designato quale Autorità Nazionale incaricata di sovrintendere e coordinare l’applicazione del Trattato in Italia, ha partecipato a questo evento con un proprio esperto, la ricercatrice Antonietta Rizzo, dell’Unità Tecnica Metodi per la Sicurezza dei Reattori e del Ciclo del Combustibile.

L’esercitazione si è tenuta dal 19 al 27 settembre 2013, presso il Campo Volo di Fiumefreddo, in provincia di Catania, alle pendici dell’Etna e ha permesso la verifica, da parte del gruppo di futuri ispettori, di un nuovo sistema appositamente progettato di monitoraggio della radioattività.

Il sistema di monitoraggio, costituito da un detector allo ioduro di sodio di grande volume, è stato installato all’interno di un elicottero e testato sulle zone limitrofe alla parete sud dell’Etna per valutare sul campo le modalità operative e l’affidabilità del sistema di acquisizione dei dati di radiazione gamma.

L’ENEA ha messo a disposizione la sua esperienza nelle ispezioni in-situ con tecniche di rilevamento della radioattività ambientale, nella strategia di campionamento di materiali ambientali e nella ricognizione del territorio per la raccolta di indizi e anomalie, attribuibili ad attività antropiche. L’ENEA ha contribuito anche alla verifica dei parametri operativi del nuovo sistema di monitoraggio e ha sottoposto ai progettisti del sistema alcune proposte di modifiche.

L’esercitazione ha visto un significativo impegno italiano: oltre all’ENEA, l’INGV, che ha promosso e organizzato l’esercitazione e due ditte del territorio che hanno partecipato mettendo a disposizione gli  elicotteri, i piloti e il personale di terra.

La verifica del funzionamento della strumentazione è stata effettuata con successo e permetterà di procedere al definitivo assemblaggio e caratterizzazione del sistema, che verrà utilizzato in Giordania nel 2014 e nelle successive esercitazioni.

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