La gestione delle emergenze radiologiche e nucleari: aspetti di radiobiologia

6 novembre 2012

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48esimo corso della Scuola Superiore di Radioprotezione “Carlo Polvani”

 

Per la prima volta la Scuola Superiore di Radioprotezione “Carlo Polvani” ha organizzato un corso sugli aspetti della radiobiologia durante la gestione delle emergenze nucleari e radiologiche presso il centro ENEA Casaccia (5 - 7 novembre 2012).

La Scuola Superiore di Radioprotezione “Carlo Polvani”, con sede presso l’Università di Pisa,  ha una lunga tradizione in Italia nella formazione degli esperti in questa delicata specializzazione e nella promozione della riflessione sui rapporti fra radioprotezione e società. Scriveva Polvani nel 1982 “la radioprotezione o protezione sanitaria è una disciplina a forte contenuto biologico, fisico e naturalistico. Essa ha l’obiettivo di preservare lo stato di salute e benessere dei lavoratori, degli individui componenti la popolazione, della popolazione nel suo insieme riducendo i rischi da radiazioni nella realizzazione di attività umane che siano giustificate dai benefici che ne derivano  alla società e ai suoi membri. In funzione del suo obiettivo essa provvede inoltre alla tutela dell’ambiente”. 
Sebbene in Italia non siano attive centrali nucleari, la competenza degli esperti radioprotezionisti italiani è riconosciuta in tutto il mondo.  Ma la radioprotezione non è solo legata al nucleare poiché anche in campo medico si sta facendo un ricorso sempre maggiore alle tecniche di indagine diagnostiche a mezzo radiazioni. Recentemente a  livello europeo e negli Stati Uniti è stato posto il problema di come fronteggiare gli incidenti nucleari  e i possibili  attacchi terroristici.

“E’ la prima volta che si realizza un corso di radioprotezione a partire dalla radiobiologia. Un’emergenza nucleare, come Chernobyl e Fukushima, può colpire centinaia di soggetti, ha spiegato Anna Giovanetti, ENEA, componente del Consiglio direttivo della Scuola “Carlo Polvani”, e le strutture sanitarie che hanno in carico il trattamento degli esposti non sono in grado di fronteggiare un numero elevato di casi. E’ quindi necessario stabilire con tempestività il grado di esposizione e determinare con precisione e rigore chi necessita di cure immediate e chi  invece può essere trasferito a domicilio e analizzato in seguito. Solo la dosimetria biologica può rispondere a questa esigenza poiché può calcolare con velocità la quantità di dose assorbita dalle persone esposte. E’ pertanto importante – ha proseguito Giovanetti -  che tutti i professionisti e i tecnici coinvolti nella gestione delle emergenze, ingegneri, fisici, chimici ecc, conoscano le principali tecniche di dosimetria biologica e le loro applicazioni”.

Uno degli aspetti importanti per la corretta informazione e per la gestione dell’opinione pubblica è la comunicazione del rischio. La relazione su questo delicato aspetto  viene curata da M. L. Cantone dell’Università di Milano.

Il 7 si terrà una dimostrazione pratica presso i laboratori dell’Unità Tecnica Biologia delle Radiazioni e Salute dell’Uomo del centro ENEA Casaccia, coordinata da Antonella Testa, dove vengono utilizzate le principali tecniche di citogenetica classica e molecolare.

Il corso dà diritto a crediti formativi riconosciuti dal Ministero dell’Università.

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