Medicina rigenerativa: l'ENEA partecipa al progetto MERIT

31 luglio 2014

L’ingegneria del tessuto muscolare è una tecnologia emergente che offre promettenti soluzioni per la cura, la sostituzione o la rigenerazione del muscolo per traumi o malattie, casi in cui non esiste oggi una valida soluzione terapeutica. Si tratta di un settore delle biotecnologie che promette di rivoluzionare la biomedicina, aprendo la strada a nuove possibilità di cura e a una migliore qualità della vita dei pazienti.

Queste tematiche sono al centro delle attività del progetto MERIT (Modelli innovativi di riparazione e rigenerazione di tessuti in traumi ortopedici), coordinato dal prof. Luigi Ambrosio, Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del CNR, ed in particolare dell’Unità operativa nata dalla collaborazione tra la Fondazione San Raffaele e l’ENEA e diretta da Laura Teodori del Laboratorio “Diagnostiche e Metrologia” dell’Unità Tecnica ENEA “Sviluppo di Applicazioni della Radiazione” (UTAPRAD-DIM).

Dopo tre anni di attività sono stati raggiunti i primi risultati importanti, grazie anche alla partecipazione al lavoro di ricerca di un network internazionale che comprende Università “Pierre e Marie Curie” (Sorbonne Universités, Parigi, Francia), Università di Lipsia (Germania), Indian Institute of Technology (Delhi, India) e Università di Pittsburgh (Stati Uniti).

Il progetto si propone di studiare modelli innovativi di rigenerazione e riparazione per applicazioni in medicina rigenerativa e ingegneria tissutale e suo intento è mettere le basi per realizzare in futuro  una vera e propria “fabbrica dei tessuti”.

“La medicina rigenerativa  - spiega  Laura Teodori - ha tra i suoi obiettivi la ricostruzione dei tessuti (tissue factory) e di organi irrimediabilmente danneggiati da malattie, traumi o dall’ invecchiamento, offrendo una nuova filosofia di approccio alla malattia: la rigenerazione biologica da parte del corpo del paziente, del tessuto/organo deteriorato, anziché la sua sostituzione con una protesi o un trapianto. Protagoniste di questa rivoluzione scientifica sono, insieme agli scaffold (materiali  bioartificiali che fanno da struttura temporanea per le cellule) e ai biomateriali, le cellule staminali: il nostro approccio originale è stato quello di utilizzare la matrice extracellulare nativa (cioè naturale, non sintetica) come nicchia appropriata in grado di ospitare e promuovere l’accrescimento e il differenziamento delle cellule staminali in caso di ricostruzione e rimodellamento del muscolo”.

Per approfondimenti: http://journal.frontiersin.org/Journal/10.3389/fphys.2014.00218/full

 

 

A cura dell'Ufficio Stampa e rapporti con i media

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