Pubblicato il nuovo rapporto sui cambiamenti climatici dell’IPCC

1 ottobre 2013

I Paesi membri dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) hanno raggiunto l’accordo sul rapporto che definisce le basi scientifiche dei cambiamenti climatici, nel corso della sessione plenaria del Primo Gruppo di Lavoro (WGI) che si è svolta a Stoccolma.

Il rapporto ritiene “estremamente probabile”, con un indice tra il 95 e il 100%, che attività imputabili all’uomo, vale a dire emissioni di gas-serra, aerosol e cambi di uso del suolo, siano le cause principali del riscaldamento globale osservato dal 1950.

Inoltre, un’analisi più dettagliata degli aspetti regionali prevede per l’area mediterranea una significativa riduzione delle precipitazioni sia invernali che estive, a partire dal 2035. Per l’area tropicale si stima invece un aumento dei fenomeni monsonici, mentre dovrebbe restare stabile il numero degli uragani.

Per realizzare questo volume oltre 800 scienziati di tutto il mondo hanno analizzato più di 9 mila pubblicazioni scientifiche degli ultimi 7 anni, riguardanti le osservazioni del cambiamento climatico, i modelli climatici e le proiezioni climatiche.

L’ENEA ha partecipato attivamente all’elaborazione del rapporto, contribuendo al capitolo 14 relativo ai fenomeni su scala regionale e alla loro rilevanza per il clima futuro. Inoltre, l’ENEA partecipa attivamente allo sviluppo e al mantenimento di banche dati regionali per l’analisi e la valutazione degli impatti dei cambiamenti climatici, i cui risultati saranno pubblicati nel rapporto del Secondo Gruppo di Lavoro (WGII) dell’IPCC.

La versione definitiva del volume sarà pubblicata a gennaio 2014, mentre una prima bozza e una sintesi per i decisori politici è già disponibile sul sito www.climatechange2013.org

 

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"Rapporto IPCC: l'impronta dell'Uomo sul clima globale"


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