Una collaborazione tra ricercatori e mondo dell’informazione per la cattura e lo stoccaggio della CO2

14 ottobre 2013

Lo stoccaggio geologico della CO2 (Carbon Capture and Storage - CCS), che consiste nell’iniettare in strati geologici profondi l’anidride carbonica prodotta dalle attività industriali, rappresenta nella Roadmap europea al 2050 uno dei fattori essenziali per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e contrastare l’aumento della temperatura a livello globale, insieme all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. È una tecnologia che rappresenta il punto terminale della filiera CCS consistente nella cattura e separazione della CO2 prodotta da processi industriali per il suo intrappolamento finale.

Lo sviluppo delle tecnologie CCS può offrire all’industria nazionale l’opportunità di svilupparsi e di competere nel settore delle grandi infrastrutture energetiche e dei processi industriali che emettono grandi quantità di CO2, con grandi potenzialità sul piano delle ricadute sociali ed economiche.

Con l’obiettivo di favorire una maggiore conoscenza al grande pubblico delle tecnologie per lo stoccaggio geologico della CO2, l’Unione giornalisti scientifici (UGIS), in collaborazione con il progetto FP7 CGS Europe e CO2GeoNet, il Network di Eccellenza Europeo sullo stoccaggio geologico della CO2, costituito da 34 istituti di ricerca attivi in 28 paesi comunitari e di cui sono membri fondatore il gruppo multidisciplinare del Prof. Salvatore Lombardi dell’Università di Roma “La Sapienza” - CE.RI, Centro Ricerca previsione, prevenzione e controllo dei Rischi geologici, e l’OGS,  Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, ha organizzato un primo seminario con il supporto e la partecipazione dell’ENEA per dare avvio ad una vera e propria collaborazione tra il mondo dei media e i gruppi di ricerca scientifica.

Il gruppo di ricercatori appartenenti a vari organismi scientifici italiani si è interfacciato con i giornalisti dell’UGIS, offrendo loro la possibilità di un aggiornamento professionale su queste tematiche. Hanno partecipato: Samuela Vercelli e Salvatore Lombardi dell’Università di Roma “La Sapienza”/CE.RI, Giuseppe Girardi dell’ENEA, Sergio Persoglia dell’OGS.

Le caratteristiche di questa tecnologia, l’illustrazione delle esperienze internazionali, il ruolo della comunità scientifica paneuropea CO2GeoNet e la comprensione delle modalità di possibile applicazione in Italia sono stati i temi centrali del seminario. Il seminario inoltre è stato l’occasione per presentare un progetto italiano di innovazione tecnologica nel settore, il progetto CCS Sulcis, in Sardegna, illustrato dall’ing. Giuseppe Girardi dell’ENEA. Un’iniziativa che ha tutti i requisiti per poter essere sostenuta dalla Comunità Europea, ponendosi l’obiettivo di sviluppare, qualificare e rendere competitive sul piano economico soluzioni impiantistiche d’avanguardia sulla Carbon Capture and Storage, volte a limitare drasticamente le emissioni di della CO2 prodotte da impianti termoelettrici alimentati a carbone, ed altre emissioni quali particolato, zolfo, ecc., riducendole quasi a zero.

 

archiviato sotto:

IN QUESTA SEZIONE