Conto Energia

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Sono cambiate le disposizioni normative in materia di incentivi allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Qui di seguito le principali novità per gli impianti solari fotovoltaici

 

Le principali novità del quarto conto energia

Andrea Fidanza[1] e Giorgio Graditi[2]

 

Il 12 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il quarto conto energia (DM 5 maggio 2011) che ridefinisce, a meno di sei mesi di distanza dall’applicazione del suo predecessore, il meccanismo d’incentivazione dell’energia elettrica generata da impianti solari fotovoltaici e a concentrazione. Il nuovo conto energia fa seguito a quanto stabilito dall’articolo 25 del Dlgs n. 28 del 3 marzo 2011 e “si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro” (art.1).

Una delle novità del decreto riguarda la distinzione effettuata tra impianti solari fotovoltaici “piccoli” e “grandi” (titolo II), che riconduce al primo gruppo gli impianti di potenza non superiore a 1 MW installati su edifici, gli altri impianti di potenza al di sotto dei 200 kW operanti in regime di scambio sul posto e gli impianti di qualunque taglia installati su edifici e aree della Pubblica Amministrazione. Il secondo gruppo, invece, comprende tutti gli impianti che non appartengono al precedente.

Un secondo punto di grande interesse del quarto conto energia è l’eliminazione del limite massimo di potenza incentivabile e l’introduzione, al suo posto, di tetti di spesa semestrali. Fino al 2012 tali limiti interesseranno solamente i grandi impianti, mentre dal 2013 anche quelli piccoli. Inoltre, per i grandi impianti entrati in esercizio successivamente al 31 agosto 2011, l’accesso agli incentivi sarà riconosciuto solo previa iscrizione al registro informatico del GSE.

Da giugno a dicembre 2011 le tariffe incentivanti subiranno un decalage progressivo mese per mese, e dal 2012 fino al termine del nuovo conto energia la riduzione avverrà, invece, su base semestrale (art.4). In particolare, dal primo gennaio 2013 il meccanismo d’incentivazione diventerà molto simile al modello tedesco. Si passerà, infatti, da una tariffa di tipo feed-in premium a una tariffa onnicomprensiva e verrà introdotto un sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi basato su obiettivi indicativi di progressione temporale della potenza installata in funzione delle previsioni annuali di spesa. In altri termini, il superamento dei costi indicativi in un dato semestre comporterà nel semestre successivo un’ulteriore riduzione delle tariffe che sarà direttamente proporzionale al differenziale di costo (allegato 5). Inoltre, nei casi in cui il diritto a una determinata tariffa incentivante venisse perso a causa di ritardi imputabili al gestore di rete nella realizzazione e attivazione della connessione, è prevista l’erogazione di un indennizzo corrispondente sostanzialmente alla differenza tra la nuova tariffa, più bassa, e quella persa, più alta (art. 7). Tuttavia, il quarto conto energia non definisce un quadro regolatorio “stringente” per l’allaccio alla rete degli impianti completati e questo aspetto potrebbe, nonostante l’indennizzo previsto, sfavorire comunque gli investitori ai quali sarà erogata una tariffa inferiore nei venti anni successivi. Per quanto attiene, invece, alle altre tipologie di impianti fotovoltaici, ossia quelli integrati con caratteristiche innovative (titolo III) e quelli a concentrazione (titolo IV), il decreto stabilisce, a partire dal primo giugno 2011, specifiche tariffe semestrali differenziate in base a tre classi di potenza.

Il nuovo decreto prevede che gli impianti che entreranno in esercizio dal 1 gennaio 2013 dovranno utilizzare inverter in grado di fornire servizi di rete avanzati, quali: contribuire alla regolazione della tensione mediante l’erogazione o l’assorbimento di potenza reattiva, consentire la disconnessione dalla rete a seguito di un comando da remoto e mantenere insensibilità a rapidi abbassamenti di tensione. Questa misura consentirebbe di allineare il grid code nazionale per la connessione degli impianti fotovoltaici alla rete elettrica a quanto già in essere in altri paesi, quali: Germania, Giappone, Stati Uniti.

Un ulteriore elemento di novità del IV conto energia è rappresentato dall’introduzione del collaudo energetico dell’impianto fotovoltaico, azione tesa a definire dei valori minimi di garanzia delle prestazioni energetiche (rapporto tra energia prodotta ed energia producibile lato corrente alternata) degli impianti.

Un’altra innovazione introdotta dal recente decreto è l’obbligo di adesione da parte del produttore dei moduli a un sistema o consorzio europeo per il riciclo al termine della loro vita utile (art. 11). Ad oggi, visto il numero limitato di installazioni fotovoltaiche dismesse, la questione dello smaltimento e riciclo dei moduli è ancora poco considerata, ma diventerebbe in futuro un serio problema senza tale obbligo, dato l’impressionante ritmo di crescita delle installazioni fotovoltaiche negli ultimi anni, sia in Europa che in Italia. Tra l’altro, l’industria europea ha già mosso i primi passi in questa direzione costituendo nel 2007 PV CYCLE[3], un consorzio industriale ad adesione volontaria per lo smaltimento dei moduli obsoleti.

Il decreto, infine, prevede delle premialità aggiuntive per specifiche tipologie e applicazioni di impianti fotovoltaici (art. 14). Tra queste un incremento di 0,05 €/kWh della tariffa per gli impianti realizzati su edifici destinati alla sostituzione di coperture in amianto e un incremento del 10% della tariffa per gli impianti il cui costo d’investimento sia per almeno il 60% riconducibile a una produzione realizzata nell’Unione Europea. Quest’ultimo punto riveste particolare importanza perché costituisce un primo passo verso lo sviluppo di una filiera industriale nazionale che sino ad oggi ha tardato a svilupparsi. Se da un lato, infatti, il modello tedesco è stato preso a riferimento per l’incentivazione della produzione di energia da rinnovabili, altrettanto non è stato fatto relativamente all’incentivazione dell’offerta tecnologica e al rafforzamento della competitività del comparto manifatturiero nazionale. Ad oggi, infatti, nonostante l’industria italiana cominci a dare i primi segnali di ripresa, è evidente ancora una tendenza all’importazione di prodotti per le rinnovabili, soprattutto nel settore fotovoltaico.

Gli incentivi all’energia rinnovabile costituiscono lo strumento senza il quale, allo stato attuale delle tecnologie, non sarebbe possibile garantire la crescita di questi settori. Ciò nonostante si è molto discusso ultimamente riguardo all’impatto economico che questi determinano sulle bollette dei consumatori, in particolare nel caso del conto energia. L’AEEG stima che nel 2010 il costo del fotovoltaico per i consumatori finali ammonti ad oltre 800 milioni di €, corrispondente a quasi un quarto dei costi totali d’incentivazione delle rinnovabili[4]. L’elevata generosità degli incentivi italiani alla produzione fotovoltaica è evidente, lo dimostra la straordinaria crescita in poco tempo degli impianti in esercizio, arrivati a fine giugno 2011 a quasi 7 GW di potenza totale installata[5]. Tuttavia, il peso dell’incentivazione andrebbe comunque apprezzato verificando anche l’eventuale effetto calmierante della produzione di energia elettrica da rinnovabili sul prezzo dell’energia[6]. Sembrerebbe infatti che l’immissione di energia in rete, in particolare durante le ore di picco della domanda, a un costo marginale particolarmente basso, consenta di ridurre il prezzo dell’elettricità sul mercato, facendo scendere automaticamente anche la componente energia pagata dai consumatori finali[7]. Entro pochi anni, comunque, la necessità di incentivare la produzione fotovoltaica dovrebbe venir meno visto che, stando anche a quanto dichiarato nel testo del decreto, la tecnologia dovrebbe raggiungere l’autosufficienza economica, ossia la grid-parity, e pertanto il quarto conto energia dovrebbe anche essere l’ultimo.

Per informazioni e contatti: infoEAI@enea.it

 


[1] ENEA, Ufficio Studi

[2] ENEA, Unità Tecnica Tecnologie Portici

[3] www.pvcycle.org

[4] Relazione del 03.02.2011 - Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

[5] Contatore fotovoltaico al 27.06.2011 - Gestore Servizi Energetici.

[6] Interactions of Policies for Renewable Energy and Climate. International Energy Agency, 2011.

[7] L’impatto della produzione fotovoltaica sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità. ASPO Italia, 2011.