Germania

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La Germania rinuncia al nucleare. Qui di seguito, le considerazioni del Vice-Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia e San Marino

Svolta nel campo energetico in Germania

Friedrich Däuble[1]

La catastrofe del reattore a Fukushima ha dato il via anche in Germania, a tutti i livelli sociali, ad un'intensa discussione sulla politica energetica. Si è concordi nell'affermare che, a causa dei rischi delle centrali atomiche, siano indispensabili cambiamenti nella politica energetica. Nel frattempo anche l'Italia e la Svizzera hanno preso una decisione simile.

Dopo decenni di polemiche in Germania, la Cancelliera Federale Angela Merkel ha parlato di un “ampio consenso raggiunto per la prima volta, che porterà ad una maggiore coesione sociale”. I discorsi economico e ambientale devono essere portati avanti di pari passo in maniera opportuna.

Il Governo Federale basa la propria politica energetica sul piano energetico del 28 settembre 2010, le cui misure devono essere accelerate e messe in pratica. Già lo scorso inverno avevamo deciso di ricavare entro il 2050 l'80% della nostra energia elettrica da fonti rinnovabili. Era un obiettivo estremamente ambizioso. La Germania può pur sempre vantarsi di aver aumentato notevolmente la quota di fonti rinnovabili nel mix energetico: nel 1994 il 4% della nostra produzione di energia elettrica derivava da fonti rinnovabili. Oggi siamo al 17%.

Il Governo Federale ha inoltre deciso una moratoria immediata per le sette vecchie centrali nucleari e le verifiche di sicurezza delle restanti.

Una Commissione per la sicurezza dei reattori è stata incaricata negli scorsi mesi di effettuare una verifica di sicurezza di tutte le centrali nucleari. É stata inoltre istituita una Commissione etica per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Entrambe le Commissioni, nel frattempo, hanno presentato i risultati del loro lavoro. Su questa base, il Governo Federale ha deciso otto disegni di legge e disposizioni. In questo modo ha promosso le decisioni necessarie per il funzionamento delle centrali nucleari in Germania e l'architettura futura dell'approvvigionamento energetico.

Punto primo. La legge sul nucleare viene emendata ed entro il 2022 terminerà l'utilizzo di energia nucleare in Germania. Le centrali nucleari tedesche tenute spente durante la moratoria di tre mesi, e la centrale di Krümmel inattiva ormai da tanto tempo, non verranno più riattivate. Per la chiusura delle altre centrali atomiche il Governo Federale ha optato per un piano graduale. Secondo questo piano, nel 2015 verrà chiusa una centrale nucleare, nel 2017 un'altra e nel 2019 un'altra ancora. Entro il 2021 toccherà la stessa sorte ad altre tre centrali. I tre impianti più recenti possono restare attivi un anno in più: fino al 2022.

Secondo. Entro la fine del 2011 il Governo Federale presenterà una proposta legislativa per la gestione dello stoccaggio definitivo dei rifiuti radioattivi.

Terzo. Per la sicurezza degli approvvigionamenti saranno assicurate sufficienti riserve di combustibili fossili per il parco delle centrali tedesche. Nel periodo di transizione la Germania utilizzerà maggiormente centrali elettriche convenzionali.

Quarto. La colonna portante dell'approvvigionamento energetico tedesco dovrà essere l'energia rinnovabile. Entro il 2050 la quota di fonti rinnovabili per i consumi energetici dovrà essere del 60%, mentre per quelli elettrici dovrà salire all'80%. Nel 2020 almeno il 35% dell'energia elettrica in Germania dovrà essere generata da vento, sole, acqua e altre fonti energetiche rinnovabili. A seguito di studi approfonditi è emerso che è tecnicamente possibile produrre in Germania il 100% dell'energia solo con energie rinnovabili. Per motivi di equilibri economici è più opportuno arrivare al pieno utilizzo di energie rinnovabili in condivisione con l'Europa.

Quinto. Entro il 2020 le emissioni dei gas ad effetto serra dovranno essere ridotte del 40% ed entro il 2050 di almeno l'80% rispetto ai valori del 1990. Entro il 2050 il consumo di energie primarie tedesche dovrà essere ridotto del 50% rispetto al 2008. Si tratta quindi della metà. L’efficienza energetica degli edifici dovrà essere raddoppiata, il consumo di energia elettrica dovrà essere ridotto entro il 2020 del 10%.

Questi obiettivi sono raggiungibili solo attraverso una radicale ristrutturazione dell'approvvigionamento energetico tedesco, attraverso la creazione di nuove strutture e attraverso l'impiego di nuove tecnologie avanzate.

La fornitura di energia elettrica è, e rimane, sicura in Germania. Le otto centrali nucleari attualmente disattivate possono essere sostituite con le riserve esistenti. Le nove centrali restanti possono essere sostituite nei prossimi anni progressivamente attraverso: le 17 centrali a combustibili fossili in costruzione, l'aumento di energie rinnovabili, e da 4 fino a 6 nuove centrali elettriche a gas ad alta efficienza e flessibilità. Dall'inizio della moratoria la Germania importa esattamente la stessa quantità di energia elettrica di prima. Ma le esportazioni sono calate notevolmente.

Poiché abbiamo imposto un’uscita rapida dal nucleare, la Cancelliera Federale ha proposto di ricorrere a centrali elettriche sostitutive, soprattutto a gas, che possono essere costruite più velocemente, sono flessibili, adattandosi alla variabilità delle energie rinnovabili sostituibili, e producono emissioni di C02 relativamente minori.

Tuttavia ciò cambia il nostro bilancio di C02, il che significa che dobbiamo trovare il modo di risparmiare di più in altri settori per poter compensare le maggiori emissioni. Dobbiamo accelerare ulteriormente il processo di efficienza energetica degli edifici e aumentare l’uso efficiente di energia nella produzione dei nostri prodotti e in tutta la nostra economia. Vogliamo semplicemente che il ritiro dal nucleare non comporti cambiamenti a livello climatico. Gli scenari energetici hanno mostrato che gli obiettivi di tutela del clima possono essere raggiunti anche con una rapida uscita dal nucleare.

Spesso ci si chiede se, alla luce della nostra posizione centrale in Europa, un’uscita dal nucleare abbia senso, dal momento che gli Stati confinanti continuano a mantenere attivi i loro reattori. La Cancelliera Federale ha giustamente sottolineato che a volte è necessario avere il coraggio di essere “all'avanguardia“.

Ha testualmente ricordato che quando in Germania “Bertha Benz è sfrecciata in strada con la prima automobile, molti contemporanei hanno detto: sciocchezze, la potenza in cavalli di una carrozza basta e chi sa quanto è pericolosa questa nuova scoperta”. Ai loro occhi Bertha Benz era un'automobilista bizzarra su una strada solitaria ed insolita, ma la sua vettura ha avuto successo.

La Cancelliera Federale Merkel ha chiuso con queste parole: “Il benessere della Germania è dovuto anche al fatto che a volte siamo stati i primi a percorrere una strada nuova“.

La Germania è nota sia per i suoi scopritori e inventori che per la sua capacità di ottenere il consenso del popolo e per procedere in modo pragmatico.

Sono molto fiducioso che in cooperazione con i nostri partner europei questo ci porterà ad una svolta verso un approvvigionamento di energia moderno e sostenibile. Attribuisco molta importanza allo scambio futuro con l'Italia, con le imprese italiane e gli enti statali.

Per informazioni e contatti: infoEAI@enea.it

 


[1] Vice-Ambasciatore della Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia e San Marino