Verso una contabilità economica ambientale europea

Il Parlamento Europeo ha approvato, il 7 giugno scorso, il testo del regolamento di una nuova contabilità economica ambientale con lo scopo di armonizzare la raccolta dei dati nazionali su emissioni atmosferiche, tasse ambientali e flussi di materie prime. Tale armonizzazione è ritenuta necessaria per monitorare le politiche su rifiuti, cambiamento climatico e consumo sostenibile basandosi su dati coerenti e di buona qualità.

Il regolamento entrerà in vigore entro l’anno, dopo la sua adozione ufficiale da parte del Consiglio Europeo. Terminerà, così, l’iter legislativo iniziato con la proposta formulata dalla Commissione Europea il 9 aprile 2010 (COMM(2010)132). Approvata nel novembre 2010 dal Comitato ambiente del Parlamento europeo, in sede di Consiglio la proposta era stata poi rimaneggiata fino a un testo di compromesso finale, approvato dal Consiglio Europeo (che rappresenta i governi nazionali) nello scorso marzo, da sottoporre quindi al Parlamento prima del suo varo finale. Il compromesso era necessario per superare la riluttanza di alcuni Stati, che non hanno statistiche ambientali, ad impegnarsi nella raccolta di dati economico-ambientali a partire dall’anno 2012.

Data la difficoltà a organizzare la raccolta dati, all’inizio ci si baserà sulle tre aree anzidette (emissioni atmosferiche, tasse ambientali e flussi di materie prime) su cui è più facile ottenere statistiche.

Gli inquinanti atmosferici da monitorare vanno dall’anidride carbonica agli ossidi azoto, dal metano al particolato atmosferico e saranno classificati per attività economica e per fonte (settore industriale o settore residenziale). Quest’ultimo aspetto sarà a sua volta ripartito in tre voci: trasporto, riscaldamento/raffrescamento, altro.

Per le tasse ambientali gli Stati dovranno fornire i dati sulle imposte sull’energia, i mezzi di trasporto, le emissioni, l’utilizzo delle risorse naturali, classificati per fonte (imprese, famiglie).

Infine, i flussi di materiali dovranno contabilizzare tutti i materiali solidi, liquidi e gassosi, tranne l’acqua e l’aria. I dati riguarderanno l’estrazione di tutti i materiali usati nei processi produttivi, l’importazione e l’esportazione di beni e tutte le fasi della lavorazione, dalle materie prime al prodotto finito. I flussi dovranno comprendere ogni cosa: biomasse, metalli, materiali non metallici, fonti energetiche fossili e rifiuti importati o esportati.

(Giuliano Ghisu)