La spazzatura va gestita meglio: ancora troppa e troppo inquinante

Un nuovo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, dal titolo Waste opportunities, pubblicato alla fine di agosto, analizza la situazione della gestione dei rifiuti urbani in Europa e arriva alla conclusione che esiste un grande potenziale di riduzione, entro il 2020, delle emissioni inquinanti e in particolare delle emissioni europee di anidride carbonica equivalente, semplicemente migliorando i sistemi di gestione e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e riducendo l’uso delle discariche, fino a eliminarle.

Il volume dei rifiuti solidi urbani cresce continuamente nei paesi europei. Da una media annuale pro capite di 465 kg/persona del 1995, si è passati a una media di 524 kg/persona nel 2008 e, di questo passo, arriveremo a 558 kg/persona nell’anno 2020. Questa è una seria minaccia non solo per l’ambiente, ma anche per le azioni di lotta ai cambiamenti climatici che l’Unione Europea sta compiendo.

I rifiuti solidi urbani mandati nelle discariche sono una fonte di emissione, non solo di anidride carbonica, ma soprattutto di metano. É noto, infatti, che i rifiuti organici messi in discarica nella loro fase di biodegradazione e di decomposizione anaerobica producono metano e quantunque, nella gestione delle discariche, il metano venga catturato per essere utilizzato come combustibile, una parte sfugge, comunque, e finisce in atmosfera. E il metano è un gas serra 25 volte più potente dell’anidride carbonica per gli effetti di riscaldamento climatico. Pertanto, dice il rapporto EEA, la strategia da seguire è quella della direttiva UE sulle discariche (direttiva 1999/31/CE), diminuendo, innanzitutto, il volume dei rifiuti urbani che sono prodotti e allo stesso tempo riducendo il volume di quelli che, poi, vanno in discarca, attraverso opportuni processi di riciclaggio che consentono di riutilizzare tutto ciò che è possibile recuperare.

Alcuni risultati sono stati finora ottenuti perché nell’Europa dei 27 (escluso Cipro, per mancanza di dati) più la Svizzera e la Norvegia, tra il 1995 e il 2008 è stato riciclato in media il 17% dei rifiuti urbani ed è contemporaneamente diminuito il ricorso alle discariche, passando dal 68% al 40%. Questo ha permesso di ridurre le emissioni di gas serra dalle discariche di circa 48 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Se si mantiene l’attuale tendenza al maggior riciclo e al minor uso di discariche, la percentuale di riciclaggio al 2020 raggiungerà un valor medio del 49%, mentre l’uso delle discariche scenderà al 28%, risparmiando, così, 44 milioni di tonnellate di emissioni rispetto al 2008. Ma, dice il rapporto EEA, questo non basta: bisogna migliorare i sistemi di gestione e di smaltimento dei rifiuti urbani.

Infatti, secondo gli obiettivi fissati dalla direttiva europea entro il 2020 si dovrebbe raggiungere almeno il 54% del riciclaggio. Questo permetterebbe di evitare emissioni per 62 milioni di tonnellate rispetto al 2008, corrispondenti all’1,23% delle emissioni complessive di gas serra riscontrate nello stesso anno nei paesi in esame. Ma, aggiunge il rapporto EEA, si può fare di più. Se si ottimizza la gestione dei rifiuti eliminando totalmente tutte le discariche, si potrebbe massimizzare il riciclaggio fin ad oltre il 60%, incenerire solo ciò che non è riciclabile, e raggiungere un risultato ancora migliore: quello di eliminare ben 78 milioni di tonnellate di emissioni rispetto al 2008.

“Le conclusioni cui perviene il report dell’EEA” - ha affermato Pasquale De Stefanis, l’esperto ENEA che da tempo segue le questioni riguardanti la gestione dei rifiuti – “quantificano in modo dettagliato il potenziale di riduzione di gas serra dai rifiuti solidi urbani, ma confermano che le migliori politiche di gestione dei rifiuti sono quelle che massimizzano i processi di riciclaggio portando alla eliminazione delle discariche. Tuttavia, non va dimenticato” – aggiunge De Stefanis – “che in questo contesto il recupero energetico derivante dall’incenerimento di ciò che non è recuperabile, può assumere un ruolo rilevante e integrato anche ai fini di altri obiettivi importanti, quali quelli del risparmio energetico e dell’uso razionale delle risorse”.

(Giuliano Ghisu)