Svolta storica del Giappone verso le energie pulite

Nasce JREF, la fondazione nipponica sulle energie rinnovabili

Il Giappone gira pagina riguardo l’energia. È di questi giorni la notizia, ripresa da agenzie e testate nazionali e internazionali, che il neoeletto primo ministro giapponese Yoshihiko Noda – successore di Naoto Kan travolto dalle vicende del disastro di Fukushima – ha dichiarato che il Paese ridurrà progressivamente il ricorso all’energia nucleare e dovrà puntare verso una società in grado di farne a meno, basata su nuove energie.

“Costruire nuovi reattori sarà impossibile prossimamente” e “riduzione a favore delle energie rinnovabili” sono i due capisaldi del suo discorso. Secondo Noda è necessario rivedere i fondamentali della politica energetica del Paese che inizialmente prevedeva un aumento della quota di elettricità da fonte nucleare fino al 50% entro il 2030, contro il 30% del 2010. Con l’obiettivo finale di un abbandono completo del nucleare, Noda è oggi favorevole a una “riduzione progressiva” della quota nucleare a favore delle “energie rinnovabili, solare e biomassa”. Parlando poi dell’incidente di Fukushima ha affermato che “ci potrebbero volere cinque, dieci anni o anche più per il definitivo smantellamento dei reattori della centrale”.

E in questo quadro si inserisce il lancio, dello scorso 12 settembre, della Japan Renewable Energy Foundation (JREF), di cui ha riferito Christine Lins, segreteria del Renewable Energy Global Policy Network for the 21st Century (REN 21) in un articolo pubblicato sul sito del Network (http://www.ren21.net/Home/FeaturedArticle/tabid/6272/Default.aspx).

JREF ha avanzato una proposta per una nuova politica per il 2030 centrata sullo sviluppo delle energie rinnovabili in un quadro legislativo stabile, sulla liberalizzazione del mercato elettrico insieme al rafforzamento delle infrastrutture di trasmissione, inclusa la costituzione prima della super grid giapponese, una nell’Asia dell’est e infine una in Asia che rappresentino model cases in grado di fornire indicazioni su come lo sviluppo delle energie rinnovabili possa migliorare il Giappone.

I vantaggi nell’andare in questa direzione saranno la stabilità, la sicurezza degli approvvigionamenti di energia e lo sviluppo economico del Giappone, insieme alla pace nel Paese. JREF lavorerà affinché questo cambiamento in favore delle energie rinnovabili divenga realtà, focalizzando la sua attività su tre linee principali: innovazione, sviluppo di tecnologie di business e programmi di patrocini e sovvenzioni.

La fondazione della JREF da parte di uno degli uomini più importanti del Giappone, Masayoshi Son, chairman e amministratore delegato della SOFTBANK Corp., è stata accolta positivamente dal Ministro dell’Ambiente giapponese e da molte cariche giapponesi e specialisti del settore energetico internazionali, molti dei quali lavoreranno insieme in REN21.

 

(Daniela Bertuzzi)