ECRA: un’alleanza europea per le ricerche sul clima

Il 4 ottobre scorso, presso il Parlamento Europeo, è stata ufficialmente lanciata la European Climate Research Alliance (ECRA), sotto il patrocinio dell’on. Vittorio Prodi, parlamentare europeo, e alla presenza di parlamentari europei, del Presidente del Commissione Ambiente del Parlamento Europeo (ENVI) Jo Lenen, del Direttore Generale della ricerca Robert-Jan Smits, del Premio Nobel Paul J Crutsen e dei massimi responsabili degli istituti fondatori, tra cui il Commissario ENEA: Giovanni Lelli.

L’ECRA è un’Alleanza che segue l'approccio dalla corrispettiva EERA (European Energy Research Alliance) ed è costituita da otto centri di ricerca leader nel settore della ricerca sul clima e i cambiamenti climatici. Alla fondazione di ECRA hanno concorso Germania (capofila), Danimarca, Finlandia, Italia, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia, ed altri paesi, quali Svizzera ed Austria, hanno manifestato il loro interesse a parteciparvi.

Gli Enti di ricerca coinvolti sono rispettivamente: Helmholtz Association of German Research Centres (capofila), Risø DTU - Technical University of Denmark, SYKE- Finnish Environment Institut, ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, NMI - Norwegian Meteorological Institute, KNMI - Royal Netherlands Meteorological Institute, CIEMAT - Centro de Investigaciones Energéticas, Medioambientales y Tecnológicas, SMHI- Swedish Meteorological and Hydrological Institute.

Obiettivo principale di ECRA è quello di sviluppare una rete di istituti di ricerca che rappresentino vari paesi membri e che pongano al centro delle proprie attività le sfide scientifiche sul clima per i prossimi dieci anni. La rete è, infatti, lo strumento principale per rafforzare, espandere e ottimizzare le capacità della ricerca europea sul clima tramite la condivisione delle conoscenze e delle infrastrutture di ricerca nazionali di eccellenza e la realizzazione collaborativa di programmi e infrastrutture pan-europee, in un approccio bottom-up. ECRA vuole, in particolare, impegnarsi nell’integrazione durevole, di lungo termine, delle eccellenti (ma spesso frammentate) capacità di ricerca europea, in modo da ottimizzare l'uso delle risorse umane, la capacità osservativa, i modelli (dal globale al regionale), l'interazione tra osservazioni e tecnologie (satelliti, nuove misure ecc.), le attività di campo e le infrastrutture, massimizzando cosi l'impatto dei risultati scientifici e rinforzando lo spazio europeo della ricerca sui cambiamenti climatici.

Non secondario è anche l’obiettivo di dare, attraverso ECRA, voce unica e più autorevole ai ricercatori nel campo del clima e dei cambiamenti climatici, affinché l’Unione Europea da una parte possa utilizzare ECRA come supporto tecnico e conoscitivo per lo sviluppo delle politiche europee sul clima e i cambiamenti climatici e, dall’altra, possa ascoltare le proposte e i pareri degli esperti nel definire i principali temi di ricerca in ambito climatico per l'Europa, attraverso il prossimo programma quadro di ricerca e innovazione Horizon 2020.

"L'ENEA, come membro fondatore di ECRA, compie un ulteriore passo nella prospettiva di un suo posizionamento internazionale, soprattutto a livello europeo, visti i buoni risultati già ottenuti con l’altra analoga alleanza: EERA” ha affermato il Commissario dell'ENEA, Giovanni Lelli, in occasione della sottoscrizione dell'accordo per la costituzione di ECRA. "Le eccellenze dell'ENEA nel settore dei cambiamenti climatici potranno contribuire” - ha aggiunto Lelli - “a consolidare la ricerca europea in tale ambito, favorendo anche la collaborazione di altri attori Italiani interessati per accrescere l'impatto, a livello europeo, del sistema italiano della ricerca sui cambiamenti climatici".

(Valerio Abbadessa)