La tecnologia eolica italiana arriva negli USA con il vento in poppa

Accelerare il ricorso alle tecnologie eoliche è uno degli obiettivi chiave fissato dal Department of Energy's Wind and Water Power Program del governo americano. Promuovendo il ricorso all’energia eolica, gli Stati Uniti puntano a sviluppare l’economia regionale, avere più opzioni per la generazione di potenza elettrica, proteggere l’ambiente, accrescere la sicurezza sulla disponibilità di energia per la nazione.

EolicoitalianoUSA.jpgSecondo un rapporto del National Renewable Energy Laboratory del DoE (Assessment of Offshore Wind Energy Resources for the United States) gli Stati Uniti avrebbero una capacità di generare potenza elettrica da fonte eolica pari a massimo 4.150 GW, di cui il 30% negli Stati della costa orientale. Per capire di che si tratta, si consideri che nel 2008 la capacità di generazione complessiva di potenza elettrica degli USA, da tutte le fonti energetiche, ha superato di poco i 1.000 GW. Nel presentare il proprio programma di sviluppo per l’energia eolica (http://www1.eere.energy.gov/wind/pdfs/51240.pdf), il DoE (il Ministero dell’Energia americano) indica, come obiettivo ragionevole, che l’energia dal vento possa contribuire per il 20% alla produzione di potenza elettrica entro il 2030. In effetti, nel 2009 e nel 2010 il settore eolico ha visto investimenti per circa 27 miliardi di dollari e ha dato lavoro a circa 85.000 persone. Il 25% della nuova potenza elettrica installata nel 2010 negli USA è costituita da impianti eolici.

Lo Stato del New Jersey (costa orientale), che nell’ambito del programma decennale “2011 Energy Master Plan” sta attuando diverse iniziative con l’ambizioso obiettivo di ottenere entro il 2030 il 30% della produzione da fonti rinnovabili, è impegnato come tutti gli altri Stati dell’Unione nell’incrementare la produzione da eolico. In questo mercato in rapida espansione è presente anche l’impresa italiana, evidente segno che la nostra tecnologia è competitiva nel mondo e viene esportata. Su incarico del municipio di Bayonne infatti verrà installato, sulla riva dell'Hudson, circa sette chilometri a sud di New York, una turbina eolica con una potenza nominale di 1,5 MW. L’energia pulita verrà messa a disposizione all'Oak Street Pumping Station, una stazione che combina la depurazione per acque meteoriche e lo scolo della città di Bayonne.

Alcuni dettagli sulle caratteristiche della macchina costruita in Italia definiscono la qualità del prodotto. La turbina è del tipo direct-drive, ossia con accoppiamento diretto tra rotore e generatore elettrico, una tecnologia avanzata finalizzata ad accrescere l’affidabilità della macchina e ridurre i costi di manutenzione. Particolarmente innovativo inoltre è il generatore elettrico, del tipo sincrono a magneti permanenti con parte attiva segmentata. In questa particolare soluzione gli avvolgimenti statorici ed i poli magnetici rotorici sono realizzati in segmenti indipendenti, estraibili e sostituibili dall'interno della navicella anche con generatore montato, permettendo una sensibile riduzione dei costi di intervento in caso di guasto.

La storia di questo successo italiano merita un’ultima considerazione. La competitività non è un dato acquisito una volta per tutte, ma un valore che va continuamente affermato, in particolare in un settore quale quello dell’energia eolica, in continua e rapida evoluzione. A tale proposito, è da notare che le risorse eoliche stimate per Stato del New Jersey sono localizzate soprattutto nella fascia costiera ed offshore, ed in tale direzione si muoverà lo sviluppo dell’energia eolica nella regione: questa particolare situazione è l’ulteriore conferma dell’importanza dello sviluppo della tecnologia offshore per il settore eolico in cui è coinvolta anche l’Italia. Infatti, la possibilità di offrire soluzioni collaudate a costi vantaggiosi farà la differenza tra i competitors per l’accesso a questo mercato, previsto in grande crescita nel prossimo futuro: una sfida ed un’opportunità per il nostro sistema industriale.

(Giacomo Arsuffi, Antonino Dattola)