Dalle Istituzioni Nazionali

Fonti energetiche rinnovabili

Il 12 aprile sono stati varati, dal Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto col Ministro dell’Ambiente e con il ministro dell’Agricoltura, due schemi di decreti ministeriali in materia di energie rinnovabili. I due provvedimenti definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. Le principali finalità sono di raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili fissati per il 2020 attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e tale da ridurre l’impatto sulle bollette di cittadini e imprese. Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare. Il sistema entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico e l’1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico.

In relazione ai decreti, sono state presentate al Senato varie mozioni e ordini del giorno da parte di tutti i gruppi parlamentari sulla normativa relativa alle fonti energetiche rinnovabili. Le mozioni evidenziano che i ritardi finora accumulati hanno prodotto una situazione di incertezza che scoraggia gli investimenti nazionali ed esteri, con effetti negativi anche dal punto di vista occupazionale. Da più parti è stata sottolineata la necessità di accertare e meglio definire i rapporti legati al regime di aiuti che deve essere finalizzato ad agevolare l’ulteriore ricorso alla produzione elettrica da fonti rinnovabili e a determinare nuove opportunità per le Regioni meridionali. Tutte le mozioni e gli ordini del giorno sono stati approvati dal Senato. Il Governo ha sottolineato il valore strategico dello sviluppo delle energie rinnovabili ed ha ribadito l’impegno a superare gli obiettivi già fissati in sede europea per il 2020. I senatori hanno espresso da una parte la soddisfazione per la chiara correzione di rotta operata dal Governo in materia energetica, dall’altra la preoccupazione per la perdurante assenza di una strategia energetica nazionale. Anche presso la Camera dei Deputati sono state presentate diverse interrogazioni mirate a richiedere chiarimenti al Governo sulle nuove forme di incentivazione previste dai decreti. Il Sottosegretario Tullio Fanelli, nel rispondere ad alcune di esse, ha evidenziato che le fonti rinnovabili devono costituire un pilastro della politica energetica e che con gli schemi di decreti si sono effettuate scelte mirate a meglio orientare le politiche di sostegno e a perseguire la sostenibilità economica e sociale delle stesse politiche di sostegno. I decreti sono attualmente all’attenzione della Conferenza Unificata.

 

Strategia Energetica Nazionale

Presso la Commissione Industria del Senato prosegue l’indagine conoscitiva sulla Strategia Energetica Nazionale. Nella seduta del 26 aprile, si è svolta l’audizione del Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera (vedi riquadro nella rubrica L’intervista). Nella seduta del 30 maggio si è svolta l’audizione dell’ENEA. Il Commissario, ing. Lelli, si è soffermato sull’evoluzione e sulle prospettive della domanda globale di energia nonché sugli obiettivi a lungo termine. Per quanto concerne il sistema energetico nazionale, ha evidenziato come le scelte di politica energetica abbiano radicalmente ridotto i consumi così come la quantità di emissioni nocive in atmosfera. Per quanto concerne la green economy, ha sottolineato la necessità di uno sforzo ulteriore a sostegno della ricerca nazionale per stimolare la produzione e colmare il gap rispetto ad imprese straniere dalle quali importiamo prodotti che finiscono per gravare sulla bilancia commerciale. Ha richiamato infine gli interessanti risultati ottenuti sul fronte della ricerca in materia di biocarburanti e per lo sviluppo di nuovi pannelli fotovoltaici ingegnerizzati da installare direttamente nelle abitazioni. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, audita nel mese di aprile, ha sottolineato l’interesse dell’Italia al raggiungimento di obiettivi di medio-lungo termine sul fronte della white green economy.

 

Ambiente

È in corso presso la Commissione Ambiente della Camera l’indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia. Lo scopo è acquisire elementi di informazione e di valutazione nei seguenti settori: stato dello sviluppo di metodologie di valutazione della pericolosità e del rischio sismico e loro applicazione; stato delle metodologie di «previsione» ed allerta dei sismi; stato dello sviluppo e dell’applicazione delle normative costruttive antisismiche, riguardanti gli edifici, i ponti e gli impianti, anche in relazione al consolidamento di quelli esistenti ed all’utilizzo di tecniche di isolamento sismico; situazione delle attività di verifica degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali di grande impatto e rischio sulla popolazione in caso sisma; situazione degli interventi su edifici, infrastrutture ed impianti ad alta vulnerabilità sismica; stato della sicurezza sismica ed a fronte di un maremoto degli impianti industriali soggetti a rischio di incidente rilevante (RIR); situazione del sistema di intervento e soccorso nel caso di eventi sismici. Il 30 maggio si è svolta l’audizione degli esperti ENEA.

È iniziato presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Ambiente della Camera l’esame del decreto-legge n. 59/2012: Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione civile. Il provvedimento include alcune rilevanti novità in relazione: alla dichiarazione dello stato di emergenza, tra le quali la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza anche «nell’imminenza» del verificarsi degli eventi calamitosi e l’introduzione di una durata massima; alla disciplina relativa all’emanazione delle ordinanze di protezione civile, con attribuzione diretta del potere di ordinanza al Capo del Dipartimento della protezione civile; alle disposizioni sul finanziamento degli oneri connessi agli interventi per eventi calamitosi, per cui viene disposto l’utilizzo prioritario delle risorse statali. In evidenza l’articolo 2 che, al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati, a qualunque uso destinati, e di garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, prevede la possibilità di estendere ai rischi derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati. Su questo ultimo punto, la discussione nelle Commissioni è accesa soprattutto riguardo l’efficacia e adeguatezza delle norme in materia di copertura assicurativa volontaria dal rischio sismico degli immobili privati.

Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha presentato il 17 aprile al CIPE il Piano per la riduzione delle emissioni al 2020 per l’Italia, incardinato negli obblighi europei e nella strategia UE al 2050.
Le misure prevedono l’istituzione di un catalogo di tecnologie, sistemi e prodotti per decarbonizzare l’economia italiana; l’introduzione della carbon tax; l’efficientamento energetico, la generazione distribuita e lo sviluppo di reti intelligenti per smart cities; l’eco-edilizia e l’estensione al 2020 del credito di imposta (55%) per investimenti a bassa CO2 in economia; infine la gestione del patrimonio forestale sia come serbatoi di cattura della CO2 sia per la produzione di biomassa e biocombustibili.

Il Senato ha approvato, in seconda lettura e con modificazioni, il disegno di legge n. 3162 recante modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di sfalci e potature, di miscelazione di rifiuti speciali e di oli usati nonché di misure per incrementare la raccolta differenziata. Il provvedimento è stato approvato con il nuovo titolo “Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e altre disposizioni in materia ambientale” ed è stato trasmesso alla Camera dei deputati per la terza lettura.

 

Energia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2010/30/UE sull’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura e informazioni uniformi relative ai prodotti. Il provvedimento estende l’ambito dell’etichettatura energetica a tutti i prodotti connessi all’energia che hanno un impatto diretto o indiretto significativo sul consumo di energia durante il loro uso, individuando nel Ministero dello Sviluppo Economico l’autorità di vigilanza interna (con l’ausilio delle Camere di Commercio, della Guardia di finanza e dell’ENEA) e nell’Agenzia delle Dogane l’autorità di vigilanza per le frontiere esterne.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14.05.2012 la legge n. 56 dell’11 maggio 2012 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, recante norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni”. Il provvedimento interviene sulla disciplina della cosiddetta golden share, riformulando le condizioni e l’ambito di esercizio dei poteri speciali dello Stato sulle società operanti nei settori considerati.

 

Spesa pubblica

Nella Gazzetta Ufficiale n. 106 dell’8 maggio 2012 è stato pubblicato il decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, “Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica”, attualmente all’attenzione del Senato. Il decreto-legge istituisce un Comitato interministeriale per la revisione della spesa pubblica, che svolge attività di indirizzo e coordinamento in materia di revisione dei programmi di spesa e dei trasferimenti a imprese, razionalizzazione delle attività e dei servizi offerti, ridimensionamento delle strutture, riduzione delle spese per acquisto di beni e servizi, ottimizzazione dell’uso degli immobili e altre materie con riferimento a tutte le amministrazioni pubbliche autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici, enti locali, nonché società a totale partecipazione pubblica diretta e indiretta e amministrazioni regionali commissariate per il disavanzo sanitario. Sono invece escluse la Presidenza della Repubblica, il Senato, la Camera e la Corte costituzionale. Il Consiglio dei Ministri ha affidato a Enrico Bondi l’incarico di Commissario Straordinario per la revisione della spesa pubblica, con poteri di chiedere informazioni e documenti, di controllo e segnalazione al Governo delle norme che determinano spese o voci di costo delle amministrazioni e propone i necessari  provvedimenti. Il Comitato Interministeriale si è riunito per la prima volta il 28 maggio; il Commissario ha presentato il “Cronoprogramma” per la razionalizzazione della spesa dell’acquisto di beni e servizi. Le macro aree d’intervento individuate dal Commissario sono: ottimizzazione dei prezzi/costi unitari; ottimizzazione delle quantità/consumi unitari; integrazione e razionalizzazione degli strumenti già esistenti. Emerge che grazie alla creazione di un sistema “a rete” per gli acquisti e all’individuazione di indicatori per le quantità, già nella seconda parte del 2012 possa essere conseguito un risparmio rispetto agli attuali volumi di spesa. Entro il mese di giugno saranno varati tutti gli strumenti operativi per ottenere le riduzioni di spesa programmate, pari ad almeno 4,2 miliardi di euro.

(Laura Migliorini)

 

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