Idrocarburi non convenzionali

In attesa dei risultati degli studi di approfondimento, l’Unione Europea ha rimandato al 2013 la decisione sulla controversa definizione dell’intensità delle emissioni di gas serra nei combustibili non convenzionali, di cui all’art. 7 della direttiva 2009/30/CE sulla qualità dei combustibili. La diversa e più sfavorevole classificazione dei combustibili non convenzionali, rispetto a quelli convenzionali, secondo il Canada, non ha fondamento, almeno per quanto riguarda il petrolio canadese ottenuto da sabbie bituminose. Qui di seguito i chiarimenti dell’Ambasciatore del Canada in Italia: James Fox

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Le riserve petrolifere canadesi e la sicurezza energetica globale

James Fox

 

1canadasands.jpgLa sicurezza energetica figura ormai fra le più importanti tematiche delle relazioni internazionali. Ciò è vero sia che si guardi agli aspetti propriamente economici dell’energia, sia che si considerino gli aspetti eminentemente politico-strategici del contesto internazionale. In questo contesto, il Canada gioca un ruolo sempre più rilevante quale fornitore sicuro e responsabile di energia. Come è noto il Canada è il secondo paese più esteso al mondo, contrassegnato da una grande diversità regionale al proprio interno. Tale diversità è caratteristica anche del mercato dell’energia canadese, che varia sensibilmente da territorio a territorio. Ma ciò che rende particolarmente importante tale ricchezza sono tre punti fondamentali. Il primo è che il Canada possiede le terze riserve di petrolio più ricche del mondo. Il secondo è che il Canada si situa stabilmente fra i 10 maggiori produttori mondiali di energia (non solo a partire da idrocarburi ma anche da fonti rinnovabili). E il terzo è che in Canada la produzione di energia è sempre più alta del consumo.

Messi insieme, questi tre fatti stanno a significare che il Canada ha un ruolo decisivo da giocare sul mercato globale dell’energia nei prossimi decenni. Anche se storicamente la produzione canadese è stata esportata al 99% negli Stati Uniti, il Primo Ministro Stephen Harper ha affermato che gli interessi canadesi impongono di diversificare le esportazioni. Ciò dunque apre interessanti prospettive per i nostri partner in Europa e in Asia.

Anche nel caso in cui, nel prossimo futuro, il Canada non diventasse un fornitore diretto di energia per l’Italia, il suo status di superpotenza energetica emergente sarebbe comunque in grado di influenzare positivamente la sicurezza energetica italiana. Innanzitutto il ruolo canadese di esportatore affidabile contribuirà a stabilizzare i prezzi del petrolio. Inoltre il settore energetico canadese, in costante espansione, sarà un mercato ricco di opportunità sia per gli investitori, sia per lavoratori altamente specializzati, interessati a perseguirvi la propria carriera e/o acquisirvi esperienze preziose.

Per queste ragioni, è molto importante che un’informazione corretta riguardo le riserve petrolifere canadesi sia disponibile per i decisori e per il pubblico. Le sabbie bituminose canadesi, infatti, rappresentano una risorsa strategica, che può contribuire non solo alla sicurezza energetica nordamericana, ma anche a quella globale. Le sabbie bituminose comprendono oltre il 97% delle risorse petrolifere canadesi (oltre 174 miliardi di barili), e tale dato è significativo non solo per il Canada. Nonostante gli sforzi per la diversificazione energetica e per lo sviluppo di energie rinnovabili, anche da parte canadese, il petrolio continua a giocare il ruolo più importante sullo scenario globale, e continuerà a farlo nei prossimi decenni. Dal momento che la disponibilità di altri tipi di greggio è in diminuzione, sono molte le economie che si rivolgono al mercato dell’heavy oil. Per tale motivo il Canada si è impegnato per uno sviluppo responsabile delle proprie risorse petrolifere, in modo da diminuire progressivamente l’impatto ambientale e l’intensità di emissioni di gas-serra che derivano dallo sfruttamento dei suoi giacimenti.

Nel perseguire tale obiettivo, negli ultimi decenni il Canada ha aumentato i propri sforzi per lo sviluppo di nuove tecnologie, concepite allo scopo di ridurre drasticamente l’inquinamento nel processo estrattivo. Grazie a un impegno costante e all’intensa attività di ricerca scientifica interdisciplinare, i risultati ottenuti consentono già oggi di parlare di una nuova era nell’estrazione delle sabbie bituminose, con netta diminuzione dell’impatto ambientale in termini di emissioni dannose e di acqua potabile utilizzata. Anche se per ragioni di spazio non possiamo, in questa sede, addentrarci in una spiegazione tecnica di tali nuovi metodi, detti “estrazione migliorata del petrolio” (Enhanced Oil Recovery - EOR) possiamo senz’altro menzionare tecnologie quali SAGD (Steam-Assisted Gravity Drainage), ISC (In-Situ Combustion) and VAPEX (Vapor Extraction). Inoltre, il Canada è già oggi la nazione produttrice di petrolio più trasparente al mondo, essendo i suoi dati sulle emissioni dell’intero processo estrattivo e produttivo disponibili pubblicamente per i ricercatori.

Il Canada, l’Italia e l’Unione Europea sono partner in uno scenario energetico globale in rapido mutamento. È importante lavorare assieme per affrontare questioni di interesse mondiale non solo in termini di sicurezza energetica ma anche di sostenibilità ambientale. Il Canada è all’avanguardia dello sviluppo tecnologico che ha già ridotto – e che continuerà a farlo – le emissioni di gas serra dalle attività di produzione energetica. Questo impegno, insieme alle forti credenziali democratiche del Canada, ne fanno un attore sicuro e responsabile del mercato energetico globale.

 

Per informazioni e contatti: infoEAI@enea.it


James Fox - Ambasciatore del Canada in Italia