Dai Giornali

Rinnovabili

Mentre Pil e produzione industriale stentano, i settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico rappresentano oggi le principali opportunità di crescita diretta; in particolare, il settore della green economy è uno dei pochi che, nonostante la crisi globale degli ultimi anni, è cresciuto in termini di investimenti ed occupazione. Altrettanto importante viene considerato lo sviluppo dell’efficienza energetica. Il raggiungimento in Italia degli obiettivi di risparmio al 2020 richiederà investimenti anche in quest’area, stimati in circa 60 miliardi di euro. Il Governo ha varato intanto la nuova Strategia Energetica Nazionale: insieme ad una robusta serie di provvedimenti c’è l’obiettivo di puntare allo sviluppo delle rinnovabili, cercando di risparmiare sulla bolletta elettrica e sulle importazioni dall’estero. Questo significherà ridurre del 17% la nostra dipendenza energetica, (l’equivalente di un punto di Pil recuperato) inoltre sono in programma investimenti per rinforzare le reti, realizzare rigassificatori e fare del nostro paese un polo del gas.   Già dalla Conferenza delle Nazioni Unite di Rio si era capito che la strada per avviare una nuova fase di sviluppo era quella della green economy in grado di sollecitare cambiamenti nel modello energetico per far fronte alla crisi climatica, dando priorità all’efficienza energetica cosi come alla generazione distribuita basata su una rapida crescita delle fonti rinnovabili.  In questo contesto si è collocata  l’iniziativa (organizzata dal Ministero dell’Ambiente e da 39 organizzazioni di imprese green) di convocare gli “Stati Generali della Green Economy”che si sono tenuti a Rimini in occasione di Ecomondo il 7 e 8 novembre scorsi. La stampa ha dato ampio riscontro a questa “rivoluzione energetica” che può realmente contribuire a far uscire l’Italia dalla crisi che sta vivendo.  Sempre ad Ecomondo, nella sezione “città sostenibile”, si è parlato di “smart city” per dimostrare come la “città intelligente” possa diventare un volano economico non solo per le città ma anche per le aziende indirizzate sempre di più verso una vera e propria “eco-convergenza”. Da un indagine realizzata da ForumPa le città più “smart” sono risultate Bologna e Parma, il sud appare ancora in ritardo.

 

Nucleare

La Commissione Europea, in seguito ai risultati dei test di resistenza (stress test) degli impianti nucleari, ha affermato: “Le norme di sicurezza degli impianti nucleari in Europa sono generalmente di alto livello ma si raccomandano ulteriori miglioramenti per quanto riguarda gli aspetti relativi alla sicurezza di quasi tutte le centrali europee ”. In particolare, ogni centrale dovrebbe disporre di strumenti sismici in situ per misurare e dare l’allarme in caso di terremoto. Rilevante è stato lo spazio dedicato sulla stampa alle operazioni finali di smantellamento della centrale di Trino Vercellese in seguito all’approvazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del decreto di disattivazione. Per la bonifica dell’impianto di Trino e le attività di smantellamento, il piano della Sogin prevede circa 234 milioni di euro, di cui circa 52 milioni per il conferimento dei rifiuti al deposito nazionale. Conclusa la bonifica, il sito sarà restituito al territorio per il suo riutilizzo nel 2024.

Ricerca

La prima bozza della legge di stabilità, nell’art. 11 riguardante il riordino degli Enti di Ricerca, aveva previsto  un “super CNR” affiancato da due nuove agenzie, una per il trasferimento tecnologico e l’altra per il finanziamento della ricerca.  Il piano presentato da Francesco Profumo al governo, anticipato da un articolo del Sole 24Ore, ha alzato un vero e proprio polverone. Sono insorti i presidenti  dei 12  enti di ricerca vigilati dal MIUR. Si è rivoltato l’intero mondo scientifico. Dopo giorni e giorni di bufera mediatica, la Commissione Bilancio della Camera ha stralciato l’art. 11 in quanto considerato difforme dagli argomenti propri di una legge di stabilità.

Ad ottobre grande eco ha avuto sulla stampa la condanna per omicidio colposo dei membri  della Commissione Grandi Rischi, colpevoli, per il tribunale dell’Aquila, di aver sottovalutato il pericolo e fornito informazioni “imprecise e incomplete” sul sisma del 2009. Molte prestigiose riviste scientifiche (Nature, Science) hanno seguito con attenzione la vicenda e molti scienziati hanno parlato di una decisione "pericolosa”, di un “processo alla scienza” affermando che i terremoti non si possono prevedere, né si può condannare uno scienziato perché non ha previsto l’imprevedibile. Per i magistrati invece non sarebbe stata attaccata la scienza, bensì quegli scienziati che avrebbero dato informazioni “inesatte, incomplete e contraddittorie”, non fornendo alla popolazione elementi sufficienti per valutare il rischio. Non si sarebbe trattato di un “processo alla scienza”, ma di un “processo alla comunicazione della scienza”.

Per il resto, si è parlato molto dei principali incentivi fiscali che il Governo ha messo in campo per favorire la nascita e la diffusione delle imprese innovative, le cosiddette start-up. Infine  il premio Nobel per la Fisica 2012 è stato assegnato ai ricercatori Serge Haroche e David Wineland per aver aperto le porte ai computer quantistici. Niente da fare per i ricercatori del bosone di Higgs, grandi favoriti nelle previsioni.

Ambiente

Continua la tormentata vicenda dell’Ilva di Taranto, primo polo siderurgico d’Europa, dopo che la magistratura ha deciso di procedere al sequestro degli impianti per disastro ambientale e nonostante l’ottenimento,  nell’agosto del 2011, dell’ Aia ovvero la Autorizzazione Integrata Ambientale. Lavoratori e sindacati si sono schierati a difesa dei posti di lavoro. L’Ilva, da parte sua, ha ribadito che potrà «avviare l’applicazione dell’autorizzazione ambientale» soltanto «dopo aver ottenuto la piena e completa disponibilità dei beni» non potendo operare sugli stessi «alcun intervento manutentivo e/o modificativo» Il Ministro Clini è intervenuto affermando  che l’Aia deve essere applicata subito perché da qui passano l’abbattimento delle emissioni nocive e il risanamento ambientale della fabbrica; inoltre, «come indica chiaramente l’Unione europea la strategia di risanamento ambientale degli impianti industriali avviene attraverso il loro risanamento non la loro chiusura». Chiudere l’Ilva, dice ancora Clini, equivarrebbe a «fare un grande favore ai concorrenti internazionali» che non applicano gli stessi nostri stringenti standard ambientali,  inoltre “si lascerebbe lì un deserto inquinato» per non parlare degli effetti sociali enormi che la chiusura comporterebbe in questo momento, lasciando senza reddito 20.000 famiglie.

La seconda fase dell’Aia «ha senso se lo stabilimento resta aperto», ha aggiunto ancora il Ministro a proposito della missione a Taranto della Commissione istruttoria che ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale per la fase «due» che riguarda i rifiuti, la depurazione delle acque e la gestione delle discariche. «L’iniziativa dell’Aia per l’Ilva - ha spiegato Clini - è stata presa per rendere lo stabilimento per la produzione di acciaio il più pulito e moderno d’Europa e per garantire il diritto alla salute, a un ambiente sano, e al lavoro. Anche  Giorgio Napolitano è intervenuto, insistendo  per una soluzione e un accordo tra le parti che possa sbloccare la situazione al più presto.

Per il resto, nel mese di novembre le conseguenze del maltempo in Liguria e Toscana hanno riacceso i riflettori sull’urgenza per l’Italia di dotarsi di un “piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la messa in sicurezza del territorio”, le cui linee guida sono delineate nel cosiddetto “Piano Clini”. Occorrono interventi che sappiano coniugare prevenzione, informazione e coordinamento, perché il rischio idrogeologico riguarda l’82% (6.633) dei Comuni italiani; Clini stesso ha confermato che servono 40 miliardi per mettere in sicurezza il territorio e ha avvertito che “più tempo si aspetta più alti saranno i costi”. Il Piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio sarà a breve sul tavolo del Cipe.

(Laura Di Pietro)

 

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