Il turismo in Italia, in un’ottica di sostenibilità e di green economy

Un concreto e duraturo rilancio del nostro settore turistico nel contesto internazionale può essere possibile attraverso la promozione e l’applicazione di principi e tecnologie sviluppate in un’ottica di green economy

Marcello Peronaci

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Il turismo come elemento di sviluppo territoriale e sociale

Il settore del turismo in Italia rappresenta, in termini economici, circa il 9,5% del PIL nazionale, con una occupazione pari a circa 2,5 milioni di addetti. Mentre il rapporto PIL(turismo)/PIL(nazionale) è in lento diminuire nell’ultimo decennio, a livello mondiale la quota di turismo che interessa l’Italia è scesa da un 5,6% del 1990 al 4,1% del 2010, con una tendenza ad un ulteriore decrescita fino ad una stima del 3,7% nel 2020, in assenza di interventi strategici e strutturali per un serio rilancio del settore turistico in Italia.

Malgrado la percentuale di turismo internazionale in Italia rimanga molto alta rispetto ad altri Paesi, è ancora predominante un turismo nazionale con una media nazionale pari a 57% di notti, con un incremento nel sud pari a 75%.

Mentre occorre riconoscere che questa tendenza è comune a molti Paesi europei a vantaggio di Paesi emergenti e nuove mete turistiche, rimane il fatto che il potenziale di offerta turistica del nostro Paese rimane assai elevato in virtù degli aspetti ambientali, naturalistici, paesaggistici, culturali, economici.

Molti studi recenti di settore individuano alcune linee d’intervento prioritarie per il nostro Paese miranti a raddoppiare l’incidenza del turismo sul PIL nazionale da circa un 10% attuale al 18%, con un raddoppio degli addetti attualmente impegnati.

Le principali linee d’intervento possono riassumersi nelle seguenti azioni:

  • un miglioramento strutturale dei servizi offerti e dei relativi standard qualitativi, certificabili a livello nazionale ed internazionale da Enti ed organizzazioni riconosciute quali ad esempio la certificazione volontaria EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), le “Bandiere blu” attribuite dalla Foundation for Environmental Education, e la creazione di marchi di qualità di prodotti e servizi, anche a livello locale;
  • un ampliamento della offerta turistica, anche in termini geografici;
  • una valorizzazione delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche, storiche, culturali, gastronomiche locali;
  • la destagionalizzazione dell’offerta turistica.

 

Le “pressioni” del turismo sul territorio, sull’ambiente, sulla società

Un maggior sviluppo del settore turistico comporta per contro l’acuirsi a livello locale e globale di problematiche ambientali, energetiche, dei sistemi di trasporto, di una gestione corretta delle risorse naturali, di una gestione dell’uso del territorio.

Le pressioni ambientali possono riguardare l’uso delle risorse naturali, come la risorsa idrica, l’habitat naturale soprattutto se di zone di elevato pregio, la biodiversità terrestre e marina, ma anche un aumentato inquinamento atmosferico, fino ad avere un impatto negativo sui cambiamenti climatici: si stima ad esempio che il settore turistico contribuisca, a livello globale, per circa il 5% delle emissioni totali di gas ad effetto serra (GHG) a causa dell’utilizzo estensivo di mezzi di trasporto energy intensive.

Altre pressioni riguardano lo scarico di acque reflue di origine residenziale trattate insufficientemente o non trattate, la gestione del ciclo dei rifiuti di origine urbana – plastiche, carta, frazione organica, vetro, indifferenziato.

Molte delle pressioni vengono aggravate in situazioni particolari come sono ad esempio le isole minori, dove una gestione sostenibile della “normalità” nei periodi non turistici, rappresenta talora una sfida costante; un esempio tra i tanti può essere quello della necessità di definire a livello territoriale una corretta gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, problematica presente in molte realtà locali, che si aggrava notevolmente nei periodi di maggior affluenza turistica.

Sono talora da considerare anche pressioni derivanti da un uso del territorio e delle risorse economiche pubbliche e private disponibili a fini prettamente turistici, che può andare a discapito dello sviluppo di altre attività produttive.

 

Politiche e strumenti di intervento per un turismo sostenibile

Ogni politica in questo settore deve quindi basarsi su un compromesso virtuoso tra:

  • le esigenze di aumentarne la competitività;
  • le esigenze di controllare le pressioni sui sistemi sociale, territoriale ed ambientale dovute ad un turismo in crescita;
  • le priorità degli interventi, che spesso travalicano le sole necessità del settore turistico, e dei relativi investimenti.

 

Le macro-tematiche che a livello internazionale sono alla base dell’individuazione di politiche e strumenti di intervento si possono sinteticamente aggregare in tre diverse categorie:

  • gli aspetti sociali, economici, occupazionali, di equità sociale, di ricchezza culturale;
  • gli aspetti legati alla soddisfazione del turista, in termini di qualità e quantità della offerta;
  • gli aspetti legati alle pressioni generate dal turismo.

 

Appare quindi sempre più necessario e urgente promuovere un turismo sostenibile, inteso qui come un turismo sviluppato secondo i principi dello sviluppo sostenibile.

 

Gli Attori coinvolti

L’efficacia di ogni politica mirante a favorire un turismo sostenibile è strettamente legata alla necessità di avviare un processo metodologico quali-quantitativo che per una determinata area turistica, partendo da una analisi della realtà locale, attraverso la identificazione dei fattori di pressione e del relativo impatto sulla realtà locale stessa, identifichi le migliori strategie ed i possibili interventi e che ne valuti con un’analisi, ex-ante ed ex-post, gli effetti.

Attori del compromesso virtuoso a livello locale devono essere tutti i portatori di interesse, dagli operatori del settore turistico, alle Amministrazioni locali alla cittadinanza.

La sensibilizzazione e talora la formazione degli Attori alla adozione di buone pratiche e di comportamenti virtuosi, si unisce alla introduzione di tecniche e tecnologie che consentano la gestione sostenibile di tutte le risorse.

Questo approccio ad un turismo sostenibile è in linea con la natura stessa della domanda turistica che si va determinando nel Mediterraneo, caratterizzata da un viaggiatore "colto", in grado di apprezzare non soltanto le bellezze naturali e culturali, ma anche la qualità dei servizi e la gestione della risorsa ambientale.

 

Il Turismo sostenibile green economy

Un turismo basato sui principi dello sviluppo sostenibile implica la necessità di studiare, progettare e implementare tecnologie e metodologie eco-compatibili in molteplici settori, stimolando strategie di impresa e di governance innovative.

I settori tecnologici principalmente interessati sono:

  • la risorsa idrica, con lo sviluppo di sistemi di gestione sostenibile della risorsa stessa, di trattamento e riuso delle acque reflue, di sfruttamento delle acque grigie e di pioggia, di risparmio idrico;
  • il ciclo dei rifiuti, con lo sviluppo di sistemi di gestione sostenibile dell’intero ciclo, con la raccolta differenziata, di recupero di materie prime e di valorizzazione del rifiuto stesso, ad esempio con il compostaggio della frazione organica dei rifiuti urbani;
  • il risparmio energetico e l’efficienza energetica, soprattutto nell’edilizia civile e nella illuminazione pubblica, con sviluppo di nuovi prodotti per l’integrazione del fotovoltaico nell’edilizia, in sostituzione di elementi architettonici, e per l’arredo urbano, ed un aumento del ricorso all’utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile;
  • i trasporti, con la realizzazione di sistemi integrati di trasporto, e l’utilizzo ove possibile di mezzi elettrici;
  • lo sviluppo di tecnologie di eco-building;
  • l’utilizzo di analisi sul ciclo di vita dei prodotti nella eco-progettazione.

 

Analogamente importante è lo sviluppo, applicazione e diffusione di metodi e metodologie di governance del territorio, degli strumenti di certificazione ambientale e di creazione di marchi di qualità, dei principi della simbiosi industriale, degli strumenti per una condivisione partecipativa dei cittadini e di tutti i portatori di interesse.

In questa ottica si può parlare di sviluppo di un turismo sostenibile in una data area geografica come ad una applicazione del più vaso concetto di “smart city”, ovvero di un territorio dove si concentrano gli sforzi di sviluppo del capitale umano e sociale, delle tecnologie, della gestione oculata delle risorse naturali e della promozione di una governance partecipativa.

 

 

Bibliografia

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  9. Hans Bressers & Valentina Dinica - Paper presented at the International Sustainability Conference 2008.
  10. Making Tourism More Sustainable. A Guide for Policy Makers, UNEP-UNWTO 2005.
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Per informazioni e contatti: infoEAI@enea.it


Marcello Peronaci: ENEA, Unità Tecnica Tecnologie Ambientali